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Sport | 01 luglio 2017, 07:00

Intervista Andrea Ranocchia: un cuore nerazzurro che batte ancora forte

Intervista Andrea Ranocchia: l’ex capitano dell’Inter si racconta a cuore aperto, con il grande orgoglio per lo scudetto appena vinto e i ricordi della sua carriera passata.

Intervista Andrea Ranocchia: un cuore nerazzurro che batte ancora forte

Andrea Ranocchia è stato un baluardo dell’Inter per 11 anni, tantissimi se si pensa a come il mercato dei calciatori sia cambiato negli ultimi anni. L’ex giocatore, ritiratosi nel 2022, si racconta in un’intervista esclusiva su sitiscommesse.com in cui, per forza di cose, il suo cuore nerazzurro esce fuori fin dalla prima domanda.

A quanta soddisfazione dia vincere lo scudetto della seconda stella durante il derby Ranocchia, infatti, subito dice che l’importante era vincerlo ma “vincere nel derby è ancora più speciale.” Non solo: il difensore ci tiene anche a ricordare che il rapporto con la stracittadina è sempre incredibile, nei risultati positivi ma anche in quelli negativi. Impossibile, infatti, per lui dimenticare il derby perso nel 2011, il suo primo anno all’Inter, anno in cui, grazie a una rimonta incredibile, si pensava di poter vincere il titolo dopo il Triplete dell’anno precedente. Lo scontro diretto per la vetta, contro il Milan, era, quindi, fondamentale e “purtroppo è finita male, ma nel calcio funziona così, non può andar sempre tutto bene.”

Pungolato su Simone Inzaghi e sulla concreta possibilità di vincere lo scudetto, Ranocchia dice di aver avuto sempre la percezione che potesse essere l’anno buono, anche grazie alla qualità della rosa. Infatti, “sceglierne undici tra questi, col doppio di giocatori che hai a disposizione è veramente complicato”.  Per quanto riguarda la lotta Champions, invece, parla di quanto sia difficile fare risultato in Europa ma di come, l’Inter ci sia andata molto vicino anche quest’anno nella doppia sfida con l’Atletico Madrid aggiungendo “quando non si raggiunge l’obiettivo c’è del rammarico. Sulle due partite devo dire che l’andata è quella dove devono avere più rammarico i ragazzi”.

Dirigenza, Zhang e giocatori che lo hanno sorpreso

Il calcio è un gioco di squadra, sia dentro che fuori dal campo. Ranocchia, infatti, ci tiene a sottolineare come Marotta, Ausilio e Baccin, siano fortissimi nel loro ruolo da dirigenti e che “hanno fatto per me un lavoro incredibile, posso dire che sono dei top player in quell’ambito”. Questo l’ex difensore lo dice, in special modo, per gli acquisti fatti, sia con pochissima spesa che a parametro zero e che hanno reso, in alcuni casi, molto più dei calciatori ceduti.

Per quanto riguarda Steven Zhang, che Ranocchia ha avuto come presidente, parla di un lavoro strepitoso e di come “quando ha preso l’Inter era una squadra in difficoltà e in pochi anni è riuscito a riportarla ai vertici del calcio europeo e mondiale”. Un uomo, il presidente, sempre presente anche se a distanza.

Sui calciatori, invece, Thuram e Sommer sono “i due giocatori che mi hanno impressionato e stupito di più”. Questo perché, nonostante ci fossero buone aspettative, nessuno avrebbe mai immaginato una stagione così bella, con Thuram grande protagonista in un ruolo non propriamente suo e Sommer un vero e proprio baluardo in una difesa già ampiamente valida.

Richy Garino

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