Badalucco e Longarone si incontrano, per ricordare la tragedia del Vajont e la battaglia contro la diga fatta 60 anni fa nel paese della valle Argentina. La prossima settimana, una delegazione badalucchese, guidata dal sindaco Matteo Orengo si recherà nel paesino veneto simbolo del disastro.
Il disastro del Vajont
Proprio ieri, 9 ottobre, ricorreva l'anniversario da quella tragica notte del 1963 quando alle 22.39 una frana, staccatasi dal monte Toc, precipitò nel bacino artificiale del Vajont, alzando un'onda che superò lo sbarramento e sommerse il paese sottostante. Ci furono 1917 morti, di questi 1458 soltanto a Longarone. Tutto questo mentre Badalucco guidava la lotta contro la costruenda diga a Glori (Molini di Triora). Infatti, oltre alle proteste in massa, fu anche a causa del disastro del Vajont che si bloccarono i lavori nel ponente ligure.
"Nei giorni scorsi, in vista dell'anniversario, ho inviato una mail al sindaco a nome della comunità di Badalucco. - spiega il sindaco Matteo Orengo - Abbiamo testimoniato vicinanza e solidarietà in questo anniversario. Forse per loro Badalucco potrebbe essere un posto sconosciuto ma per noi, Longarone, è un qualcosa, invece, di molto vicino, tanto da esser legato alla nostra storia. Il Vajont ha fatto si che si alzasse il livello della lotta contro una costruzione fuori luogo, la diga nella nostra valle. A seguito di quella immane disgrazia per loro, Badalucco venne salvata".
La visita a Longarone e a Badalucco
La delegazione badalucchese avrà modo di incontrare l'amministrazione di Longarone, renderà omaggio ai morti di quella tragedia e farà visita al museo dedicato al Vajont. Le due amministrazioni si incontreranno di nuovo a distanza di un mese, questa volta a Badalucco. L'11 novembre, il paese della valle Argentina, festeggerà i 60 anni dalla 'Battaglia di San Martino', con una cerimonia ufficiale.
"In quella data, l'allora Prefetto sospese i lavori per la diga che poi non ripresero. Sarà l'occasione per ricordare quei giorni e soprattutto per intitolare zona Premartin al sindaco dell'epoca, Filippo Boeri, detto 'U Biscau'. Sarà un momento di profonda condivisione tra le nostre comunità e ci sarà anche una visita al sito della famigerata diga della valle Argentina" - annuncia Orengo.
La diga in valle Argentina, oggi
Questi momenti istituzionali si inseriscono in un frangente in cui la diga è tornata ad essere di attualità. A marzo di quest'anno la notizia del finanziamento di uno studio di fattibilità per la costruzione di un invaso di grandi dimensioni in valle Argentina. Provvedimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti contro cui si sta opponendo per vie legali il Comune di Badalucco. Su questo fronte nessuna novità ma il parallelismo è inevitabile.
"L'idea di creare questa cerimonia a novembre é nata prima ancora della riproposizione della diga in Valle Argentina. - replica Matteo Orengo - Si tratta di una iniziativa che volevamo fare insieme all'associazione dei 'Cugini dei sentieri'. Volevamo trovare un modo per ricordare il 60° anniversario della lotta contro la diga, un avvenimento storico importante, forte e identitario della comunità badalucchese. Da una parte mi fa piacere portare avanti l'iniziativa anche in questo momento in cui ci troviamo travolti da questa difficoltà che ritorna dal passato. Certo un po' mi spiace che gli si possa dare una lettura ideologica quando la volontà era solo di festeggiare Filippo Boeri, un protagonista della storia di Badalucco".