Ospitiamo una nuova puntata del viaggio nell'Estate imperiese di Beatrice Baratto
La serata è di Bresh, pseudonimo di Andrea Brasi, classe 1996, cantante e rapper genovese. Una lunga gavetta e, la sua musica quasi marinaresca che ha il sapore e l’incanto dei vicoli e del porto del capoluogo ligure. Nel 2020 primo disco e primo disco d’oro certificato. Poi l’ascesa in quel mondo della musica che, a quelli della mia generazione, è praticamente sconosciuto.
E mi sento davvero un idiota vedendo i ragazzi in delirio e quelli in attesa dietro le transenne. Mi ha sfiorato, ( solo sfiorato), l’idea che sono proprio “agè” così penso di chiedere a Barreca e Monteanni se loro ne sanno qualcosa in più. Ne sanno.
Si vabbè ma io intanto ho scoperto che, a maggio, a pochi minuti dal fischio d’inizio di Genoa-Bari, allo stadio “Luigi Ferraris” di Genova Marassi, lui ha incantato i tifosi rossoblu intonando la canzone ”Guasto d’Amore” che, è diventata, in breve, l’inno del Grifone.
E ripenso alle mie domeniche allo stadio; al presidente Spinelli, alle coreografie della Nord, al capitano. L’unico: Gianluca Signorini.
Frame di ricordi: Vincenzo Spagnuolo; Spagna per gli amici, il tifoso genoano morto, per le coltellate ricevute, prima dell’incontro Genoa- Milan, anno 1995.
Io ero lì ed è stato uno dei momenti più brutti che ho vissuto.
Poi ancora la vittoria del Genoa al derby contro la Samp. Campionato 90/91; Genoa 2 Sampdoria 1.
Il brasiliano Claudio Ibrahim Vaz Leal, conosciuto come Branco, su punizione, nel sette sotto la Nord, porta il Grifo alla vittoria ad una manciata di minuti dal termine del match. E poi Tomas Skuhravy, il gigante ceko.
Un metro e novantatré di altezza, prestanza fisica, fiuto del gol ed una bellezza disarmante. È storia. E lui, Bresh, non era ancora nato; ma non importa.
Sorge spontanea l’empatia verso di lui; anche per la gentilezza, l’educazione e l’attenzione che riserva a chiunque gli chieda un autografo o una foto. È la sua semplicità che mi conquista.
Gli chef del Koko gli portano uno spuntino light nel backstage e, lui dispensa sorrisi e strette di mano a tutti.
Compresi gli uomini della sicurezza sempre attenti che nulla sfugga al loro controllo mentre, il loro caposquadra Giuseppe Meli, non abbassa un attimo la concentrazione, ben consapevole che una sola, piccola distrazione potrebbe provocare un inferno.
Sono, ormai, le 2:23 ed il concerto è quasi terminato. L’ ultima canzone è dedicata alla sua squadra del cuore. Bresh sta cantando l’inno del Genoa: “ Ho un guasto d’amore se vedo il Grifone. Mi trema la pancia e mi vibra la voce”….
Sembra di essere a Marassi, tutti che cantano, i telefonini che filmano.
E, a me, scendono le lacrime ed io non so nemmeno perché.