In risposta alla lettera al direttore del lettore che si firma "Massimo", vorrei a mia volta se possibile provare a delineare i limiti e le ricadute di un sport come il moto enduro.
Credo innanzitutto che i nostri boschi e le nostre montagne siano un bene di tutti e che dovrebbero essere goduti da tutti in ugual misura. L'accesso ad un sentiero o ad una parte di bosco da parte di qualcuno non deve ledere il piacere e l'opportunità di farlo di qualcun'altro.
In primis escursionisti a piedi e ciclisti in Mountain bike possono e devono trovare una convivenza civile e sostenibile sugli stessi percorsi, come già avviene in molte parti d'Europa.
In secundis, i motociclisti enduro dovrebbero a mano o avviso avere delle zone delimitate e controllate nelle medesime aree boschive per praticare il loro sport sicuramente più impattante a livello acustico e di inquinamento, senza entrare in conflitto con bici e persone che si muovono senza dubbio a velocità diverse e con un impatto al suolo meno violento.
Mi perdonerete se ho ho esposto a mio modo dei concetti forse evidenti ed ovvi, ma ne sentivo il bisogno. Non trovo prove a suffragio della tesi che vede moto enduro, bici e nordico walkers tutti insieme appassionatamente su un sentiero boschivo, senza legislazione o limiti di godimento imposti per legge od ordinanza comunale che sia.
Un saluto,
Lorenzo

















