"Mi piacerebbe incontrare i presidente della Sanremese": sono le parole di Emanuele Porri, sanremese di 39 anni che vive a Jedrzejow, 215 chilometri da Varsavia, vicino a Kielce. E' un grande tifoso della Sanremese nonché presidente (e pure giocatore) di una locale società di calcio, la Gks Imielno.
Si trova in Polonia dal 2009 ma viveva a Sanremo e lavorava al centro commerciale Leclerc di Arma di Taggia. Ora, analista dati, opera per una multinazionale ma una volta l'anno torna in Italia per le ferie estive, ovviamente a Sanremo.
"Ho sposato una donna polacca – ha detto - e mi sono trasferito qui, dove ho un figlio di 10 anni". Attaccante, curiosamente in Italia ha per cinque anni fatto l'arbitro di calcio. E' della generazione dell'imperiese Massa, oggi affermatissimo direttore di gara e domani arbitro di Juventus-Inter. "Era, come età - ricorda - un po' più avanti di me. Si intuiva che avrebbe fatto carriera. Si presentava bene in tutti i sensi. Grande personalità, si faceva notare, e si intuiva già che sarebbe diventato un arbitro con la qualifica di internazionale".
Il calcio è la più grande passione di Emanuele e, da gennaio 2022 è presidente dell'Imielno, dopo averci giocato alcuni anni: "Ho iniziato a giocare a calcio tardi. Qui in Polonia – spiega - inizialmente non conoscevo nessuno. Un parente di mia moglie, che allenava la squadra locale mi chiese di provare. Andai e venni tesserato. Giochiamo con squadre della stessa regione e con trasferte, al massimo, di un centinaio di chilometri. Siamo dilettanti puri in un campionato che corrisponde alla Promozione italiana. Ma, come in Italia, qualche soldo circola lo stesso. Ci sono sponsor e pure il Comune sovvenziona il campionato. In tasca ai giocatori finiscono soprattutto premi partita".
Ma come è diventato presidente? "E' accaduto che il precedente presidente ha rassegnato le dimissioni. Mi hanno chiesto di sostituirlo. Ci ho pensato un mesetto e ho deciso di accettare. Siamo in un villaggio di 2.500 abitanti. Con giocatori quasi tutti del luogo più qualcuno che arriva da centri vicini". Impegnativo fare il presidente? "Relativamente. Quello maggiore è far quadrare le cose burocratiche, fatture, i rendiconti del denaro pubblico, i rapporti con i commercialisti. Occorre sovrintendere a scartoffie, firmare qualche passaggio di calciatore".
La squadra sta andando molto bene ed è prima in classifica, pur a pari punti con un’altra. E se l'anno prossimo salite di categoria? "C'è tempo a pensarci. Magari al momento opportuno. Sempre dovesse accadere. La squadra in lotta con noi è molto più attrezzata economicamente. Già essere testa a testa a pari loro è per noi un successo. Molti nostri giocatori, poi, sono gli stessi con i quali vincemmo tre anni fa il campionato della categoria sottostante. Per noi era già un grande risultato essere in questa categoria". Il club esiste dal 2016. Giovane. Su Facebook ha una propria pagina in lingua polacca ma anche in italiano.
In Polonia Emanuele è stato accolto bene. "Gli italiani - dice - qui sono benvisti. C'è anche affinità nonostante lontananza geografica e clima diversissimo". Nella vita di Porri non c'è solo famiglia, lavoro e calcio. Riesce a coltivare altri spazi importanti: "Sono un grande appassionato di ciclismo che seguo regolarmente e pratico ogni tanto. Suono la chitarra e mi cimento tanto ai videogiochi".
Emanuele Porri ha un piccolo sogno: "Vorrei avere, da matuziano, un contatto con la Sanremese. Mi piacerebbe incontrare il presidente della Sanremese Masu e stringergli la mano. Sono sempre stato tifoso della Sanremese. Sarebbe bello uno scambio di gagliardetti o di magliette che vorrei portargli".
Nella foto: Emanuele Porri in campo