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Cronaca | 24 gennaio 2023, 18:22

Lutto nel mondo del calcio: morto Carmelo Vigilante, storico portiere di Taggese e Argentina

Avrebbe compiuto 69 anni il 24 febbraio. Giovedì alle 11 al cimitero dell'Armea ci sarà una cerimonia funebre per chi vuole rendergli omaggio

Lutto nel mondo del calcio: morto Carmelo Vigilante, storico portiere di Taggese e Argentina

L'ultimo, e definitivo, dei tantissimi voli, lo ha appena fatto: verso verso il cielo. Carmelo Vigilante, ex portiere di Taggese e Argentina, è deceduto nell'ospedale di Sanremo dove era ricoverato da qualche tempo. Avrebbe compiuto 69 anni il 24 febbraio.

Giovedì mattina alle 11, al cimitero dell'Armea, ci sarà una cerimonia funebre per chi vuole rendergli omaggio. Vigilante, conosciutissimo, nato a Taggia, è stato un portiere dalle grandi doti acrobatiche specializzato nel parare i rigori tanto da sfiorare il record italiano. In un campionato fissò comunque, con ogni probabilità, un record assoluto, almeno per la Liguria: ne parò 11! 

Carmelo, Carmelino per gli amici, aveva cominciato a giocare a Taggia nel campo delle scuole. Ammirava, nella Taggese, Bruno Caisotti e Remo Bianchi, portieri molto bravi, il secondo poi al Genoa e al Como in serie B. 'Li vedevo tuffarsi e volare - raccontava -. Mi sono appassionato'. Poi il tesseramento alla Taggese.

Aveva 15 anni quando, indisponibili sia il portiere titolare Cassini che la sua riserva, la società ottenne un certificato di idoneità per farlo giocare. Vigilante esordì in prima squadra, parò un rigore e i giallorossi vinsero 1-0. Giocò anche la domenica dopo. Fu poi protagonista, insieme a un altro portiere di valore, il più giovane Marco Lanfranchi, del vittorioso campionato provinciale Juniores. Poi eccolo in prima squadra, e per un periodo alternarsi proprio con Lanfranchi. I due sono sempre stati amici e si stimavano a vicenda. Ci fu un periodo che Vigilante mantenne, dall'inizio del campionato, l'imbattibilità per oltre mille minuti. In quel momento era record in Italia. Verginità della porta poi persa, nel modo più beffardo, con l'Alassio. 'Vigi', come lo chiamavano i supporter, parò due rigori ma subì un'autorete di Bolognesi a tempo scaduto. La squadra vinse (2-1) ma il portiere vedeva infranto un sogno. 

A Ceriale, con la seconda in classifica, i savonesi ebbero un rigore affidato al proprio portiere. Partì il tiro, il taggese addirittura bloccò la palla e rinviò immediatamente lungo; sfera raccolta da Pivetta, volata e rete! Nonostante non fosse troppo alto (1,73) Vigilante si impose come uno dei più forti portieri visti sui campi dilettantistici liguri. Per Carmelo arrivò un momento in cui dette il primo addio al calcio. Il nuovo lavoro (impermeabilizzazioni sui tetti) lo impegnava troppo. Si fermò, a 24 anni, quasi per due stagioni quando lo cercò l'Argentina che aveva bisogno di un portiere seppure disponesse già dell'ottimo Caggiula. Poi lo stop definitivo, a soli 28 anni.

Carmelo risiedeva nel centro storico di Taggia dove venivano a trovarlo molti amici. Memorabili, grandiose e animatissime le cene nella sua grande taverna, magari vedendo una partita di calcio. Tantissimi gli ex compagni cui è rimasto legato e che frequentava. Così Roberto Arnaldi, Pivetta, Siffredi, Graglia, 'Gegio' Montanari, Zunino, Del Bello, Ganzerli, Ranise e altri ancora. Oltre il calcio amava tennis, pallavolo, nuoto e ciclismo. Appassionato pure di cinema, ammirava Sean Penn, Ugo Tognazzi, Alberto Sordi e Checco Zalone. Vigilante ha praticato anche altri sport. E riusciva in tutti. E bravo era persino a biliardo. Non è un mistero che Vigilante fosse ambito sia da Imperia che Sanremese. Von Mayer, uno che di portieri se ne intendeva e da portiere aveva giocato in serie A, per lui stravedeva. Eppure Carmelo non fece proprio nulla per approdare nelle categorie superiori. Rimpianti?

'Non ho rimpianti - spiegava - sono contentissimo di ciò che ho fatto e avuto. Sia a Taggia che ad Arma. Sono sempre stato coccolato. Sentivo grande affetto intorno a me. Il calcio più che soddisfazioni sportive me ne ha date altre, di tipo diverso, facendomi incontrare persone che mi hanno voluto bene. Che si sono prese cura di me. La mia famiglia era disagiata e tutti mi hanno aiutato. Ciò che mi ha dato il calcio sul piano umano è impareggiabile. Gli affetti che ho ricevuto valgono più dei campionati vinti e dei rigori parati'.

 

Redazione

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