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Economia | 20 gennaio 2023, 17:06

I "proverbi fiamminghi" di Roberto Pestarino

Questo progetto consiste in una rivisitazione della celebre opera, in olio su tavola, di Pieter Brueghel il Vecchio

I "proverbi fiamminghi" di Roberto Pestarino

La mostra fotografica "Proverbi fiamminghi - da Brueghel a Pestarino" di Roberto Pestarino, curata da chi scrive che ne ha realizzato anche il catalogo, è stata inaugurata il 3 luglio 2022 al Centro Culturale "Conti Avogadro di Cerrione" avente sede nell'ala nuova del castello di questo luogo posto in terra biellese, nel Piemonte.

Questo progetto consiste in una rivisitazione della celebre opera, in olio su tavola, di Pieter Brueghel il Vecchio, opera che, intitolata Proverbi fiamminghi e datata 1559, misura cm 163 x 117 ed è conservata nella Gemäldegalerie di Berlino. Sulla scia del lavoro di Bosch, Brueghel, che pure si è già esibito in un lavoro parallelo, ma di minore grandezza (Dodici proverbi), dà vita, in questo dipinto, ad uno spettacolare paese in cui ogni persona, maschio o femmina che sia, compie un'azione ed ogni azione implica un'osservazione meditata. È uno spaccato di vita quanto mai verace, che sa mettere a nudo l'animo umano, con il suo bagaglio di debolezza e di forza. La base è, senza dubbio, quella del testo degli Adagiorum collectanea, raccolta di detti popolari realizzata da Erasmo da Rotterdam nel 1500 e negli anni a seguire. I proverbi illustrati da Brueghel costituiscono un'opera impegnativa, a tratti grottesca, a tratti più raffinata, in un mix di vita a 360 gradi. In quest'opera c'è, infatti, come si è detto, tutta l'umanità, nei suoi tanti vizi e follie!

Pestarino ha ammirato, analizzato e rivisitato questo dipinto per farne, nei suoi scatti fotografici, lo spunto di moderne riflessioni, per trasformare in virtù i vizi evidenziati da Brueghel. Ha scelto 31 proverbi, uno per ogni giorno del mese medio, e li ha trasferiti ai giorni nostri inscenandone il messaggio con personaggi viventi, ma vestiti con costumi d'epoca. Dal bambino all'adulto, il corso della vita è immortalato sotto la lente dell'osservatore che talora può sembrare cinico nella lettura del quotidiano, eppure mai perde quello spirito di umanità che rende il tutto paternamente accettabile. L'occhio di Pestarino comunica direttamente con il cuore, in un dialogo che vuole farsi didascalico spunto per un'introspezione psicologica utile ad una crescita personale.

In ogni scatto proposto dal nostro fotografo è stata posizionata una riproduzione del frammento dell'opera di Brueghel da presentare al riguardante. E ciò in un vivace dialogo tra passato e presente. Si tratta di un lavoro complesso, che ha richiesto l'intervento di truccatori, costumisti, attori... e tra gli attori non poteva mancare lo stesso Pestarino che in un caso, infatti, si è messo in gioco davanti e dietro l'obiettivo, quasi facendo il verso a se stesso. Le scene, con la regia di Cristina Lucchini, sono state create in parte all'aperto, in parte all'interno. È stata un'impresa eroica... per l'impegno scenico e per la ricerca storica, ma e soprattutto per l'interpretazione del proverbio in chiave moderna e ciò mediante l'inserimento voluto di oggetti dei nostri giorni.

Il risultato, dopo lunghe ore di gestazione e conseguente realizzazione, è, a dir poco, intrigante.

Roberto Pestarino, in breve

Roberto Pestarino, nato ad Alessandria, vive da tempo a Cassano Spinola. Presidente del Circolo fotografico "Oltregiogo fotografia" di Serravalle Scrivia, ha ottenuto numerosi riconoscimenti e premi, tra i quali tre premi al concorso di Fotografia Internazionale di Mosca nel 2014. Sempre nel 2014 ha vinto il concorso indetto dalla Casa Editrice Fermo e il concorso "Oltre lo scatto" a Desenzano del Garda. Nel 2016 ha meritato il premio "Salon d'oro" (categoria "Architettura e panorami di città") all' "Odessos Photo Exhibition", mentre nel 2018 è stato il primo classificato nella sezione fotografica del Concorso artistico promosso dalla città di Matera. Come A.P.A. nel 2020 ha ottenuto una menzione d'onore nella categoria dell’Architettura e come I.P.A. dal 2012 gli sono state conferite sette menzioni d'onore.

Con le sue fotografie, Roberto intende spingere il riguardante alla meditazione, nella convinzione che conoscere se stessi, nelle proprie debolezze, possa per contro spronare al miglioramento, all'elevazione personale. Non vi è tristezza nell'itinerario di analisi proposto, anzi. Vi è entusiasmo! La sete di conoscenza porta ad un coraggioso atto di autocoscienza, per muoversi dal vizio alla virtù, per trasformare il vizio in virtù. Perché l'uomo e la donna, ieri come oggi, hanno bisogno di capire, di essere in grado di discernere Bene e Male. In modo chiaro. Per fare la scelta giusta. Senza compromessi.

Richy Garino

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