La Cipolla Egiziana è diventata un francobollo delle poste lussemburghesi portando in tutta Europa la tradizione agricola e la tutela della biodiversità vegetale. La Cipolla Egiziana coltivata a Camporosso è una pianta che è entrata a pieni voti a far parte della 'Arca del gusto di Slow Food' e sempre più richiesta da agricoltori, appassionati e grandi chef nazionali ed internazionali.
Con una produzione annua di oltre 50.000 mila bulbi e piante in vaso, il progetto di salvaguardia della diversità biologica locale condotto da Marco Damele diventa realtà rappresentando uno spaccato nuovo e moderno della nostra terra, di un mondo contadino in cui l'agricoltura è fiducia verso il futuro, è seguire la stagionalità di un prodotto senza fretta o costrizioni, di passione e rispetto verso il mondo naturale. La coltivazione e vendita della cipolla egiziana ligure (Allium cepa viviparum), reintrodotta nel 2012 a Camporosso da Marco Damele, è semplicemente la riscoperta di una varietà antica, per anni dimenticata, una varietà un tempo comune nei nostri terreni che, per diverse ragioni, è via via scomparsa. Promuoverla con l'emissione di un francobollo rappresenta la salvaguardia del nostro patrimonio storico, artistico e naturale, la cui importanza non è legata soltanto a fattori culturali, ma anche al recupero di forme meno inquinanti di coltivazioni agricole e di conoscenza delle tradizioni.
Coltivare una pianta è prima di tutto un atto d'amore, è tutela e rispetto verso la natura, è un gesto semplice come leggere, informarsi e studiarne le caratteristiche. La cipolla egiziana, con la sua anima secolare, rappresenta la nostra storia agricola, che va oltre il singolo bulbo, o la singola pianta, ma diventa un patrimonio di tradizione e cultura che necessita impegno e passione. Queste cipolle perenni, da secoli cresciute spontaneamente, ma sempre presenti nella cultura storica e tradizionale del territorio, si adattano molto bene al nostro clima e sono particolarmente resistenti e prolifiche.
L'agricoltura anche nella nostra provincia ha subito nel corso dei secoli un vero e proprio processo di industrializzazione e di specializzazione con coltivazioni sempre più intensive e con il ricorso a prodotti chimici sempre più efficaci. Ciò ha avuto come naturale conseguenza la perdita o l'eliminazione graduale, a volte completa, di varietà considerate ‘inutili’ dall'agricoltura moderna, ma che invece, potrebbero possedere caratteri interessanti o essere reintrodotti per una nuova visione dell'agricoltura legata alla tutela dell'ambiente e del territorio.
"La nostra idea - spiega Marco Damele - è dunque quella di creare una rete di biodiversità in continua crescita, diffusione e promozione partendo proprio dalla promozione turistica e gastronomica della cipolla egiziana non solo locale ma internazionale".