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Al Direttore | 27 novembre 2022, 17:00

Bordighera: ieri la presentazione del progetto per il lungomare, il pensiero della nostra lettrice Nadia

"Sono del parere che il Lungomare Argentina sia in tutto assimilabile ad un edificio di pregio al quale si possono apportare migliorie, conservandone però la struttura è l’aspetto attuali che così bene si armonizzano col paesaggio e con la città”.

Bordighera: ieri la presentazione del progetto per il lungomare, il pensiero della nostra lettrice Nadia

“Ieri alla Chiesa Anglicana incontro del Sindaco con la cittadinanza per illustrare il progetto del nuovo lungomare Argentina. Presente tutta la giunta e i progettisti. Iniziativa lodevole per la quale ringrazio il Sindaco. Le riflessioni che farò sono personali, ma rispecchiano la posizione di molti che sono intervenuti sollevando obiezioni al progetto”.

Sono le parole della nostra lettrice Nadia Mai, dopo la presentazione di ieri all'ex Anglicana. “La ricostruzione a computer di come dovrebbe essere la passeggiata dopo la ristrutturazione restituisce l'immagine di un viale di Miami. Ottimo se da New York vai in vacanza in Florida. Ma Bordighera, per fortuna, conserva l'impronta liberty lasciata dagli ospiti Inglesi dell'800 e primi ‘900. Bordighera è bella per la sua natura, ma anche per i suoi palazzi antichi, con cui la passeggiata mare si armonizza così com’è. Premetto l’unica cosa positiva, a mio avviso, del progetto: l’intenzione di non abbattere le araucarie edi migliorarne, anzi, le condizioni ambientali”.

Questo l’elenco dei giudizi negativi della nostra lettrice:
- la costruzione della pista ciclabile. Oltre a sottrarre spazio al verde e alla passeggiata, non se ne vede l’utilità, visto che non potrebbe oggettivamente proseguire oltre il porto.
- L’aspetto geometrico e spigoloso delle nuove aiuole, che, oltretutto, non sembrano prevedere sedute ombreggiate né comode. Queste sedute, che sarebbero poi i bordi delle aiuole, sono bianche (non so se in pietra o in cemento) e ricordano tristemente l’altare della chiesetta di Sant’Ampelio (altro stupro);
- la nuova pavimentazione con autobloccanti grigi. Di per sé gli autobloccanti sono squallidi. Se poi li mettiamo grigi, tanto varrebbe lasciare l’asfalto. Costerebbe di più, ma quanto starebbero meglio delle lastre di pietra colorate tipo porfido o anche luzerna. Spesa affrontabile se si rinunciasse al rifacimento delle aiuole;
- altra nota dolente è il progetto di impiantare una fila di palme lato mare. Motivazioni dell’architetto: richiamo alla Città delle palme, copertura degli stabilimenti balnearie infine, riparo alle ‘geniali’ sedie sdraio modulari da collocare sotto la folta chioma delle ombrose palme. Come possa un fusto di palma isolato nascondere e fare ombra è ancora da dimostrare.

“Faccio presente – termina Nadia Mai - che le palme così vicine al mare vivono stentatamente (vedi quelle impiantate sulla nuova passeggiata dopo il depuratore). Le palme non fanno ombra. Si sottrae ulteriore spazio a quello già esiguo rimasto dopo la ciclabile. Si dà un senso di separazione dal mare, mentre l’apertura attuale crea respiro verso l’orizzonte. I nostri stabilimenti non necessitano affatto di essere nascosti essendo più che decorosi. Dalla lezione degli anni 60/70, dove era il massimo della modernità abbattere vecchi edifici per costruire orrende case nuove (vedi Hotel Cap Ampelio),abbiamo imparato, per fortuna,  che almeno gli edifici di pregio vanno ristrutturati, non abbattuti, conservandone l’aspetto esteriore. Sono del parere che il Lungomare Argentina sia in tutto assimilabile ad un edificio di pregio al quale si possono apportare migliorie, conservandone però la struttura è l’aspetto attuali che così bene si armonizzano col paesaggio e con la città”.

Carlo Alessi

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