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Al Direttore | 13 novembre 2022, 11:10

Rocchetta Nervina località Menua. Elementi di un Santuario arcaico correlato al Culto delle Acque con un volto scolpito nella roccia

La ricerca di Andrea Eremita di Archeonervia

Schematizzazione di un volto scolpito nella grande banco di roccia che esprime il desiderio di bere l'acqua della sorgente. La freccia indica una vaschetta utile per depositare all'interno le offerte votive

Schematizzazione di un volto scolpito nella grande banco di roccia che esprime il desiderio di bere l'acqua della sorgente. La freccia indica una vaschetta utile per depositare all'interno le offerte votive

La località Menua si trova nel solco di una collina che domina il paese di Rocchetta dove scorre un ruscello che nella geografia del sacro dell' estremo Ponente Ligure ha una grande importanza che ci permette di penetrare nel mondo spirituale della prima popolazione stabile che ha colonizzato il territorio dove in primo piano si annovera la nascita del pensiero simbolico religioso, i primi segnali di devozione e la complessa liturgia che ha dato vita al Culto delle Acque.

Ruscello sito cerimoniale eletto a Santuario, fulcro nel periodo Neolitico di riti religiosi che si portavano a compimento attraverso offerte votive e il sacrificio di un animale con la volontà di ottenere la guarigione dei corpi malati attraverso riti di assorbimento e spalmazioni con l'acqua del ruscello fonte di vita. Rituale che veniva accompagnato dal l'auspicio, che quando d'estate il rio entrava in secca, l'acqua tornasse a scorrere tra le rocce a dispensare vita e nuovo vigore nei corpi malati.

Santuario che ha rivelato la sensazionale scoperta di un volto inciso nella roccia che esprime il desiderio di voler bere l'acqua della sorgente, forse la sola tra le tante durante l'estate rimasta produttiva e al tempo stesso , tutto il corredo necessario per compiere la complessa liturgia del sacrificio di un animale tra cui alcuni altari, vaschette , coppelle e incisioni vulvari che non sono da considerare espressioni di voyeurismo sessuale, ma con finalità di esaltare l'organo attraverso il quale la donna come l'acqua compie il miracolo di dare vita.

Culto delle acque mai sopito come conferma la sensazionale scoperta avvenuta in questi giorni a San Casciano dei Bagni provincia di Siena, di un deposito votivo abbandonato dentro una vasca con 24 statue di bronzo adiacente ad un tempio di età etrusco - romana dove i fedeli, per trovare rimedio alle malattie, era d'uso immergersi dentro le vasche di acqua calda e lustrare le parti del corpo colpite da infermità . A questo proposito è bene ricordare quanto scrisse con una nota di scetticismo un autorevole storico romano Frontinio vissuto tra il I - II secolo d. C. “Le genti si recano alle fonti nella speranza di guarire i propri mali”.

Sentimento religioso che ha continuato il suo percorso attraverso i secoli per poi venire assorbito dal cristianesimo attraverso la costruzioni di chiese e cappelle nei luoghi di culto pagano delle Acque intitolate con i nomi di santi e della Vergine Maria. Titoli di carattere religioso di cui si è impadronita con grande avidità la pubblicità commerciale che oggi troviamo sulle etichette dell'acqua minerale per esaltare le proprietà curative e per incentivare le vendite.

Andrea Eremita

Redazione

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