Il nostro lettore Pierluigi Casalino ricorda la storia di San Romolo, Santo Patrono di Sanremo.
Il 13 ottobre Sanremo ricorda e celebra ogni anno il suo Santo Patrono, San Romolo. Vescovo cattolico del capoluogo ligure, Romolo, noto anche come San Romolo di Genova, nacque nel V secolo a Matuta e si spostò a Genova, succedendo alla guida di quell'episcopato a Siro e Felice. Si recò, durante la sua missione pastorale, in visita alle genti della Liguria di Ponente, di cui era appunto originario e che all'epoca erano territorialmente dipendenti della Diocesi di Genova. E in un eremo dell'odierna frazione di San Romolo, ai piedi del Monte Bignone, Romolo si spense già in concetto di santità dopo essersi ritirato da Genova per evitare la minaccia longobarda. Durante gli ultimi anni di vita fu oggetto di venerazione da parte degli abitanti della località matuziana soprattutto in ragione della sua bontà. Di lui si hanno poche notizie, anche se cronache del X secolo riportano che le spoglie del futuro Santo, accolte in una archa trophea, furono trasportate più tardi dal vescovo Sabatino a Genova, sotto scorta della flotta bizantina, per sfuggire alle scorrerie saracene e lì inumate da parte dei Genovesi. In seguito i resti del Santo furono riportati nella terra natale, dopo la fine della talassocrazia musulmana. Oggetto di culto, nel tempo è stato invocato dalle popolazioni sanremesi nei momenti più difficili della storia cittadina e furono attribuiti al Santo miracoli e manifestazioni di protezione contro insidie e calamità. Con il nome Città di San Romolo fu chiamata Matuta fino a quando assunse progressivamente quello di Sanremo per l'evoluzione della pronuncia originale del termine San Romolo. La festa del Santo viene invece celebrata nella arcidiocesi di Genova il 6 novembre. Se i romani onoravano in Matuta anche la divinità dell'aurora e della luce che nasce, e Sanremo per un certo periodo venne chiamata Aurora dai conquistatori, la Città dei Fiori ha trovato in San Romolo la luce più profonda della fede cristiana.