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Politica | 06 agosto 2022, 12:04

Sanità in provincia di Imperia: Tomatis (CGIL) "E' un disastro, serve un immediato tavolo di confronto"

" Se non si aprirà questo tavolo valuteremo ogni azione possibile di contrasto a questa politica sanitaria fallimentare a tutela di cittadini e lavoratori”.

Tiziano Tomatis

Tiziano Tomatis

La FP CGIL chiede l'immediata apertura di un tavolo di confronto serio con politica e dirigenza della ASL 1 per parlare delle problematiche che affliggono il sistema sanitario locale. “…con calendarizzazione di incontri successivi ogni 15 giorni - aggiunge il segretario generale della FP-CGIL Imperia, Tiziano Tomatis -  Nel 2020-21 siamo stati disponibili a superare tutte le divergenze in funzione dell'emergenza pandemica sopportando relazioni sindacali pessime fatte di scelte  imposte più che concertate e condivise.  Se non si aprirà questo tavolo valuteremo ogni azione possibile di contrasto a questa politica sanitaria fallimentare a tutela di cittadini e lavoratori”.

 “Politica e dirigenza sono gli unici responsabili del disastro sanità in provincia di Imperia. Popolazione e lavoratori sanitari sono sempre in attesa di utopistiche efficienze. Bravi millantatori hanno e continuano a rappresentare l'ottima ripartenza delle cure pubbliche ma la  realtà racconta altro. - denuncia Tomatis - L’intero sistema è stato completamente demolito sta diventando vana ogni possibilità di curarsi e avere assistenza”.

Dove si riscontrano le maggiori criticità? “Pensiamo ai Pronto Soccorsi stracolmi di pazienti,  visitati dopo ore e, a volte giorni di attesa, in sosta su una sedia, pazienti inferociti che si scagliano violentemente contro il personale che, ridotto nei minimi termini cerca in tutti i modi di dare risposte ritrovandosi spesso ad essere aggrediti verbalmente e fisicamente. - risponde il rappresentante della CGIL - E' stata tolta la dignità alle persone, pazienti e lavoratori. Nessun intervento se non il silenzio su ciò che accade veramente. Vergognoso il tacer politico e di chi in questa Azienda sanitaria dovrebbe, se non per vocazione almeno per la paga, avere il dovere di organizzare e gestire un servizio pubblico sanitario che tuteli la salute e la prevenzione a tutta la popolazione”.

“Niente è garantito. - aggiunge - Pazienti Oncologici che devono rivolgersi ai Medici di Medicina generale perchè il servizio di Oncologia non ha più Medici sufficienti, pazienti cronici in attesa di visite (colonscopie vis oculistiche vis ortopediche esami strumentali – TAC RMN RX Ecografie) con liste prenotazioni chiuse. Reparti in procinto di chiusura ( Servizio psichiatrico) Personale infermieristico e Operatori Socio Sanitari  a sopperire in tutti i servizi  in condizioni indecorose e irrispettose nella dignità e nella professionalità.

Richieste di visite specialistiche che a seconda della priorità non trovano nessun riscontro ma solo  una generica e frustante risposta “provi a richiamare domani”, che suona come “ritenta sarai più fortunato” nel frattempo restano in attesa per intere settimane o mesi per mancanza di  specialisti e di personale professionale.Utenti in attesa di interventi chirurgici in lista di attesa pre-covid che non hanno nessuna notizia (interventi chirurgici, ortopedici, oculistici con cataratte a più di 12-18 mesi)”. 

Non si salva nulla? “Anche dove ci potrebbe essere un qualcosa di positivo, ad esempio la recente costruzione di reparti nuovi (Dialisi) e già funzionalmente pronti, non vengono ancora utilizzati perchè, probabilmente, serviranno nei tempi giusti e per occasioni personali, a garantire visibilità a qualche personaggio di “spicco”  che la potrà utilizzare per  fare la solita passerella e  tagliare il nastro. Ma nel frattempo i pazienti e i lavoratori continuano a essere portati in locali dichiarati non conformi, disagevoli e poco funzionali. - afferma il sindacalista - Ma i noti personaggi pubblici che muovono i fili di questo triste teatrino continuano imperterriti, in qualsiasi occasione gli si presenti, a enunciare con voce forte e sicura grande soddisfazione per aver dato la spinta alla grande ripartenza della Sanità ligure. Eppure ci sono anche altre personalità, autorevoli e  pubbliche anch’esse, peraltro con compiti e doveri di controllo, che stranamente non  esprimono grande dissenso quasi a confermare che le cose stiano veramente andando molto bene e che tutto ciò che ci  viene raccontato  sia tutto vero”.

“Sarà un caso che un Direttore Generale lasci il suo ruolo all’improvviso? - si chiede Tomatis - Non possiamo  credere  sia soltanto per la contrarietà alla privatizzazione ( che  sicuramente avrà la sua parte) o per motivi personali, il nostro pensiero, è che tale scelta, potrebbe derivare perchè la situazione non è quella che da troppo tempo ci vogliono far credere questi illusionisti ben preparati e di mestiere. Basti pensare che il bilancio 2021 è stato chiuso in attivo pare con un avanzo di 1 milione di euro quando si dovrebbe chiudere in pareggio, sinonimo di incapacità a spendere i soldi disponibili per le cure e l’assistenza. Vogliamo vedere qualcosa di concreto e di funzionale e di smetterla  con le belle parole e giochi di prestigio (illusioni) utili soltanto a mascherare gravissime inefficienze di un sistema che non funziona e che abbandona al proprio destino l'intera popolazione e i lavoratori”. 

“A pensar male si fa peccato, diceva qualcuno ma, parrebbe che le scelte politiche, soprattutto in  liguria, siano  quelle di spingere la popolazione a rivolgersi al privato. Un privato senza ritegno visto che una consulenza di base ha un costo medio di 150 euro a confronto di quanto avviene nella vicina Francia dove il prezzo di una visita specialistica completa si aggira intorno ai 27 euro. Questa realtà, a parere della FP CGIL di Imperia ha veramente poche assonanze o lontane somiglianze agli articoli previsti e sanciti dalla nostra Costituzione ma nonostante tutto ciò il silenzio assordante  regna sovrano” - conclude Tiziano Tomatis.

C.S.

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