“Negli ultimi vent’anni si sono alternate, alla guida del Comune di Sanremo, giunte di destra a giunte autoproclamatesi progressiste ma con politiche votate alle più rischiose operazioni di privatizzazione”.
Questo il preludio al commento di Rifondazione Comunista a Sanremo, dopo la riunione del Consiglio comunale matuziano di ieri sera, su Rivieeracqua. “I progressisti locali – prosegue il partito - possono vantarsi di essere stati primi, rispetto alle politiche nazionali del PD, nell'interfacciarsi con la destra, arruolando ex missini, ex deludenti democristiani, ed ex riciclati del sottobosco amministrativo nati come funghi dall'aspetto fiabesco, rossi a pois bianchi, ma mortalmente velenosi. Al consiglio comunale di ieri ne abbiamo avuto conferma. E stata dichiarata la resa. Sono sembrati gli eroi che per anni hanno cercato di salvare la baracca Rivieracqua andata in dissesto non per divina ira, ma per negligente amministrazione da loro stessi compiuta. Come la sanità pubblica portata al collasso per preparare la strada a quella privata, come la mancata cura del porto vecchio per invitare il privato ad impossessarsene per 65 anni, come il tribunale che ha contribuito a far fare business al privato, come un parcheggio auto da edificare in centro città, quando in tutta Europa si cerca di tenere le auto fuori dai centri, ma messo li è strategico per la futura speculazione della Pigna e ulteriore rivalutazione, per pochi investitori, e staremo ad osservare chi gestirà e come, i soldi in arrivo per la riqualificazione”.
“Controlleremo chi ha già investito nella Pigna – termina Rifondazione - e non ci stupiremo se un giorno ci chiederanno il biglietto per entrarci. Tutto questo con intrecci, guerre e dinamiche che vedono protagonisti giunte regionali, uomini di potere in provincia e sindaci silenti, uniti da un unico filo, il tutto in una amalgama da cùi, per convinzione e coerenza, ne siamo fuori senza compromessi e pagando il conto, silenziati da certi media”.