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Cronaca | 06 luglio 2022, 08:51

Addio al cavalier Lino Vivoda esule istriano: raccontò la sua storia a generazioni di imperiesi

Morto a 91 anni all’ospedale di Sanremo. Sfuggì alla furia dei nazisti e alle repressioni dei comunisti titini

Addio al cavalier Lino Vivoda esule istriano: raccontò la sua storia a generazioni di imperiesi

Imperia piange il suo esule istriano, il cavaliere e ufficiale Lino Vivoda morto  91 anni all’ospedale di Sanremo. Tra i fondatori e per anni animatore della sezione imperiese dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, raccontò la sua storia e di tanti esuli che si sono rifugiati a Imperia dopo la Seconda guerra mondiale rimanendovi, a generazioni di giovani imperiesi.

Da quando fu istituita la ‘Giornata del Ricordo’ per celebrare l’esodo istriano-dalmata e il massacro delle Foibe, è sempre stato un ospite fisso chiamato a raccontare la sua storia. "In Istria sono capitato in mezzo alla guerra partigiana – aveva raccontato Vivoda nella sua ultima uscita pubblica lo scorso 10 febbraio nei Giardini Martiri delle Foibe – Mi hanno anche rastrellato le S.S., sapevo due parole di tedesco e mi sono salvato, gli altri li hanno mandati tutti in Germania. Su trenta sono tornati in quattro".

Terribili i suoi ricordi. "Ho salvato una bambina che era seduta sui gradini di un palazzo. Le ho detto 'vieni via con me, più avanti sono morti suo fratello, la mamma e papà. L'ho portata con me in rifugio, dopo aver percorso trenta metri, nel punto in cui era seduta lei è caduta una bomba che ha buttato giù il palazzo".

Vivoda ha ricordato anche quanto sia stato difficile lasciare la città in cui era nato "solo per rimanere italiano, perché per restare bisognava prendere la cittadinanza jugoslava, parlare croato, era abolito l'italiano, hanno chiuso le scuole. Un'esperienza dura di guerra".

Il cavaliere ha sempre voluto ringraziare la città di Imperia:"Per il ricordo dei nostri morti, e di quelli come me che sono sparsi in giro per i cinque continenti. Io ho ringraziato di cuore la gente di Imperia che si è comportata molto diversamente da quando sono venuto dall'altra sponda dell'Adriatico in Italia, con il treno da Ancona a La Spezia. Naturalmente ci accusavano di essere fascisti perché scappavamo da un 'paradiso' rosso, che poi era quello dei partigiani di Tito che ammazzavano tutti solo perché erano italiani”.

Lino Vivoda lascia l moglie Erminia, le figlie Mara, Sonia e Paola. Il funerale avrà luogo domani, giovedì 7 luglio alle ore 16 nella Concattedrale di San Maurizio a Porto.   

Diego David

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