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Cronaca | 20 maggio 2022, 16:02

La Corte d’appello dichiara fallita la Porto di Imperia Spa: i diportisti perdono soldi e ormeggio

Il Comune deve incassare 70 milioni di euro. Rilevato lo stato di insolvenza della società all’epoca del fallimento come richiesto dalla Cassazione

La Corte d’appello dichiara fallita la Porto di Imperia Spa: i diportisti perdono soldi e ormeggio

La Corte d'Appello di Genova ha rilevato lo stato di insolvenza confermando il fallimento della Porto di Imperia Spa. Cala, dunque, il sipario sulla società, composta per ciascun terzo dal Comune di Imperia, da imprenditori locali facenti capo a Imperia Sviluppo riconducibile all’imprenditore oleario Gianfranco Carli e dall’Acquamarcia di Francesco Bellavista Caltagirone, finito in carcere per lo scandalo dello scalo imperiese poi assolto dalle accuse.

Questo per i diportisti che avevano acquistato un posto barca, finanziando di fatto la realizzazione dell’approdo, significa la perdita soldi e ormeggio. Lo scorso anno il Tribunale di Imperia ha riconosciuto un credito del Comune verso il fallimento pari a oltre 70 milioni di euro.

Dallo stato passivo il dissesto era stato quantificato in 280 milioni di euro di debiti con le banche che avevano l’ipoteca sulla struttura portuale riconducibile, secondo gli inquirenti, proprio agli accordi tra la spa stessa e Acquamare. Inoltre, la società aveva un contenzioso con l’Agenzia delle Entrate per 140 milioni di euro di tasse evase.

Un anno fa la Cassazione aveva accolto le tesi dei curatori, Stefano Ambrosini e Filiberto Ferrari e della Procura Generale giudicando fondata la decisione assunta nel 2013 dal Tribunale di Imperia, che aveva dichiarato fallita la società. 

In appello, invece, la sentenza era stata riformulata per un vizio di procedura nell'istanza presentata dalla procura che la suprema corte ha giudicato infondata. La decisione è tornata, quindi, alla Corte d'Appello che si è espressa sullo stato di insolvenza della società all'epoca del fallimento. 

Tra le ultime tappe del mega intreccio giudiziario, nel 2018 era giunta sulla scrivania del neo sindaco Claudio Scajola appena insediato una mega richiesta di risarcimento danni da parte della curatela fallimentare della Porto di Imperia Spa: 75 milioni di euro. Era a cifra gigantesca che pretendevano i curatori fallimentari della Porto Spa, società partecipata per un terzo dal Comune.

Analoga  nota era giunta un anno dopo all’Amministrazione comunale da parte della Società Imperia Sviluppo S.r.l., a maggioranza dell’imprenditore Gianfranco Carli

Diego David

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