Economia - 12 aprile 2022, 13:21

Gas alle stelle: le misure dal Governo e le azioni da intraprendere in casa

All’interno della strategia dell’Europa contro la crisi energetica sono tanti i punti al vaglio, mentre il REPowerEU, il piano di misure di emergenza volte a ricostituire le scorte di gas per il prossimo inverno, anticipa quella transizione energetica prevista per il 2030 e si propone tempi molto ridotti per far fronte agli aumenti vertiginosi dei prezzi

Sono giorni decisivi per il futuro del gas quelli che porteranno fino a maggio la Commissione dell’Unione europea a decidere le misure essenziali da intraprendere contro il caro prezzi.

All’interno della strategia dell’Europa contro la crisi energetica sono tanti i punti al vaglio, mentre il REPowerEU, il piano di misure di emergenza volte a ricostituire le scorte di gas per il prossimo inverno, anticipa quella transizione energetica prevista per il 2030 e si propone tempi molto ridotti per far fronte agli aumenti vertiginosi dei prezzi.

Ad esempio, la fissazione di un tetto massimo al prezzo del gas naturale, caldeggiato da Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Belgio, convinti che una delle soluzioni possa essere proprio fissare un price cap al gas proveniente dalla Russia, in nome di una progressiva indipendenza dal principale fornitore. Ipotesi che tuttavia Germania e Olanda - in testa a un gruppo di Paesi contrari - allontanano in nome di misure stabilite a livello nazionale.

C’è anche il provvedimento dell’acquisto congiunto e volontario del gas attraverso stoccaggi comuni da una piattaforma aggregatrice, agendo con trasparenza e cooperazione e facendo leva sul forte potere contrattuale dell’Ue per smorzare i prezzi nei negoziati.

Sul piano di lavoro anche l’ipotesi di sganciare il prezzo delle materie prime energetiche da quello del gas, così da ridurre le tariffe elettriche, come anche la promozione delle fonti di energia rinnovabile.

Gli accordi per ridurre la dipendenza

Quello che è sicuro, perché definito lo scorso 25 marzo all’interno del Consiglio europeo, è che gli Stati Uniti forniranno all’Europa 15 miliardi di metri cubi di gas naturale, elevabili a 50 miliardi di metri cubi entro il 2030. Una prima mossa concreta per ridurre la dipendenza dell’Europa dal principale fornitore russo.

Sempre nell’ottica di una politica energetica di affrancamento da Mosca, è stato siglato lo scorso 11 aprile l’accordo con l’Algeria, che ha visto aggiungersi 9 miliardi di metri cubi di gas ai 21 già forniti.

La riduzione dell’impatto degli aumenti sulle bollette dei consumatori

La serie di misure da intraprendere a livello europeo dovrà portare, secondo le direttive del Presidente del Consiglio Mario Draghi, a soluzioni pratiche nei confronti dei consumatori, tra cui, si legge nella nota rilasciata al termine del vertice del Consiglio Europeo, "sostegni diretti mediante buoni, sgravi fiscali, aiuti di Stato, imposte, limiti di prezzo, misure regolamentari quali contratti per le differenze”.

Intanto l’arrivo delle prime bollette dell’anno ha già messo in seria difficoltà famiglie e imprese, che si trovano a dover affrontare una maxi spesa imprevista.

Serve per questo un’azione immediata, prima che arrivino misure dall’alto, ovvero una serie di comportamenti virtuosi e utili.

Le azioni pratiche da mettere in atto subito

Sono due le principali aree su cui intervenire in prima persona per cercare di difendersi dagli aumenti. La prima è tagliare i consumi, partendo da quelli superflui: bastano piccoli accorgimenti, come la riduzione di 1 o 2 gradi del riscaldamento in casa o negli uffici, in modo da mantenere una temperatura non superiore ai 20/21°. Una mossa che consente di ottenere un risparmio tra il 5% e il 7% annuo.

È inoltre importante effettuare sempre gli interventi di manutenzione dell’impianto di riscaldamento, quindi sia della caldaia che dei termosifoni, per garantire un’efficienza elevata ed evitare dispersioni di calore verso l’esterno. Inoltre, incentivare l’uso delle valvole termostatiche, la cui installazione è progressivamente obbligatoria nei condomini.

Di fatto, sembra che gli italiani abbiano già risposto prontamente e iniziato a modificare i comportanti relativi ai consumi di gas: l’Osservatorio Segugio.it nel mese di febbraio 2022 registra un primo calo dei consumi di gas naturale pari al 4% per le famiglie italiane rispetto a ottobre del 2021.

Seconda azione fondamentale da intraprendere è cercare una soluzione di tariffa alternativa qualora ci si rendesse conto che quella di cui si dispone è antieconomica. Serve dunque mettere a confronto delle offerte gas per la casa ed eventualmente cambiare fornitore, magari cercando una tariffa a prezzo bloccato che permetta di stare tranquilli per un determinato periodo di tempo, oppure una tariffa che agganci il costo della materia prima gas a un prezzo indicizzato non Arera.

I dati per la città di Sanremo evidenziano, infatti, un risparmio medio annuo significativo con il passaggio al libero mercato che si attesta sui 263 euro per la luce e 219 euro per il gas.

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