Attualità - 17 marzo 2022, 12:51

La crisi energetica raddoppia i costi di Rivieracqua: Mangiante "Le bollette aumenteranno tra due anni ma la situazione è difficile" (Video)

"Ora dobbiamo così rivedere i nostri piani, in particolare la restituzione dei debiti, ma anche il piano d’ambito visto che l’azienda ha più che raddoppiato i costi dell’energia elettrica”. Le tariffe dovranno comunque essere riviste.

Punto della situazione, quest’oggi per Rivieracqua, l’azienda che gestisce il servizio di distribuzione dell’acqua nella nostra provincia. Dopo il concordato che ha sancito l’avvio del lavoro autonomo dell’azienda e che sembrava poter consentire a Rivieracqua di operare in serenità, sono sopraggiunti i noti problemi di carattere economico, dettati dal conflitto in Ucraina.

Questa mattina il Cda ha confermato le intenzioni espresse nel novembre scorso, con il pagamento del 100% dei creditori in un arco temporale di tre anni e mezzo. Ma la crisi energetica, che evidenzia un impatto violentissimo sui conti, colpisce anche Rivieracqua. L'azienda ha confermato, per ora, un indebitamento di quasi 60 milioni.

“L’andamento del costo del kilowattora è determinato sui mercati di libera concorrenza – ha detto il Presidente Gianalberto Mangiante – ed è passato da 67,99 a 221,14, tra gennaio e marzo. Ora dobbiamo così rivedere i nostri piani, in particolare la restituzione dei debiti, ma anche il piano d’ambito visto che l’azienda ha più che raddoppiato i costi dell’energia elettrica”.

Il costo verrà ribaltato ovviamente sull’utenza ma tra due anni e, quindi, Rivieracqua dovrà pensare al suo equilibrio economico: “Chiuderemo, per la prima volta, il bilancio 2021 con un risultato di utile. Ma, se proiettassimo sullo scorso anno, il costo mensile attuale dell’energia elettrica, anziché terminare con un risultato positivo di un milione di euro, questo sarebbe negativo di 13 milioni. Un dato che potrebbe mettere in ginocchio qualsiasi impresa come la nostra”.

In pratica il costo mensile per Rivieracqua è, ad oggi, di oltre due volte superiore a quello dello stesso periodo dello scorso anno. “Tutto questo – va avanti Mangiante – in un momento in cui servono anche molti investimenti, cercando di arrivare a una stagione estiva che si preannuncia difficilissima sul piano idrico. Sicuramente dovremo privilegiare i fornitori imprescindibili”.

Gli aumenti delle bollette idriche della nostra provincia non arriveranno prima del 2024 ma, sicuramente, per Rivieracqua si prospettano due anni di ‘lacrime e sangue’, per poter proseguire il proprio lavoro, servire l’utenza del prezioso liquido e, contemporaneamente, ottemperare a stipendi e pagamenti dei debitori. "Gli aumenti delle bollette saranno però in aumento del non più del 25%" ha confermato il Cda di Rivieracqua.

Sara Rodi, membro del Cda, ha confermato alcuni problemi di bollettazione agli utenti: “Abbiamo dovuto importare molti dati, cambiando il software di gestione e siamo consapevoli di diversi errori commessi. I problemi si stanno però risolvendo e, nel giro di pochi mesi, dovremmo essere allineati”.

Dura reprimenda dell’ex Sindaco di Diano Marina, Giacomo Chiappori, ora nel Cda di Rivieracqua. Chiappori si è scagliato contro l’aumento sconsiderato della benzina e, quindi, dell’energia: “E’ una follia, perché si tratta chiaramente di una speculazione bella e buona che, tra l’altro, non verrà minimamente scalfita dall’eventuale calo delle accise (15 centesimi, ndr) paventati dal Governo italiano. E, per quanto riguarda Rivieracqua, vorrei sentire che le diverse Amministrazioni sul territorio intervengano nell’azienda con almeno una quarantina di milioni, affinchè possa rimanere pubblica”. E sui lavori previsti nel dianese: “La preoccupazione è grande, sia per i costi che sono aumentati, ma addirittura per la consegna dei materiali che, proprio per la grave speculazione in atto, è a rischio”.