Politica - 07 marzo 2022, 13:51

Cgil, il neo segretario regionale Calà si presenta: "Serve recuperare il rapporto con i lavoratori, sindacato oggi deve saper parlare ai riders" (Video)

Nel settore del lavoro la provincia di Imperia "ha percentuali da mezzogiorno". Calà, 55 anni, palermitano, ha una lunga esperienza in Cgil dove nel tempo ha ricoperto diversi incarichi di direzione in categorie come la Fillea, gli edili, la Filcams, commercio terziario turismo e in Fiom

Nel settore del lavoro la provincia di Imperia "ha percentuali da mezzogiorno. Dovremmo chiedere interventi al governo a favore di famiglie e lavoratori, e non solo sulle aziende". A dirlo è Maurizio Calà, neo segretario della Cgil Liguria che ha raccolto il testimone della dimissionaria Fulvia Veirana. 

Calà, 55 anni, palermitano, ha una lunga esperienza in Cgil dove nel tempo ha ricoperto diversi incarichi di direzione in categorie come la Fillea, gli edili, la Filcams, commercio terziario turismo e in Fiom, i metalmeccanici della Cgil dove tra le varie vertenze ha seguito quelle complesse legate alla difesa della Fincantieri di Palermo e quella chiusasi altrettanto positivamente della Fiat di Termini Imerese.

Una prima questione che ha affrontato nella conferenza stampa di presentazione è stata quella della crisi dovuta all’invasione tra Russia e Ucraina. “Noi ovviamente siamo dalla parte del popolo ucraino, siamo per accelerare i corridoi umanitari e per l’accoglienza, ma vogliamo anche che gli stati facciano la loro parte in termini diplomatici. La cosa che riteniamo più utile è la crescita di un movimento internazionale delle piazze che possa spaventare Putin e indurlo a ritirarsi da questa follia”.

Sugli effetti che il conflitto porterà in Italia, Calà si ricollega alle dichiarazioni dei giorni scorsi sull’opportunità di riaprire le centrali a carbone, vista la crisi dei gasdotti. “Questa discussione ci fa spostare la testa al passato, il pnrr guarda all’innovazione tecnologica, ma il rischio è quello di spendere tempo e denaro pensando alla guerra senza guardare al futuro”.

Non esiste un sindacato senza i lavoratori – ha continuato Calà -, c’è una crisi di rappresentanza che riguarda la politica, ma anche il sindacato che deve essere in grado di parlare anche ai riders, e non più solo agli operai delle grandi fabbriche

Il neo segretario, rispondendo alle domande dei giornalisti a proposito della crisi all’interno del sindacato, che ha portato alle dimissioni di Fulvia Veirana – che dovrebbe mantenere un ruolo nella segreteria – ha commentato: “Mi hanno eletto segretario generale all’unanimità con una concordia nel gruppo dirigente che ha rilanciato l’azione del sindacato e la sua capacità di stare insieme, quindi credo che siamo in piena salute e pronti ad affrontare le sfide. La Cgil è un’organizzazione che ha 120 anni di vita e per fortuna, grazie ai suoi metodi democratici è sempre riuscita a vivere e riuscirà a vivere tanto proprio perché abbiamo il meccanismo per riuscire a risolvere queste questioni con grande eleganza. Facciamo sempre queste discussioni dentro l’organizzazione sapendo che abbiamo anche il modo per risolverle”.

Sulla crisi industriale e delle infrastrutture, Calà è netto: “Bisognerebbe iniziare a ragionare sui progetti, noto che sui processi industriali non ci sono veri e propri piani industriali. Il primo problema è dirsi cosa si vuole fare, e bisogna dirselo insieme con le imprese, con la Regione, con i comuni, perché uno dei punti veri è che si sfugge all’idea che bisogna insieme ragionare sullo sviluppo, da tutte le crisi industriali maggiori, penso anche alla sanità, gli ospedali, la sanità territoriale, le infrastrutture. Su questi pezzi le risorse ci sono, ma rischia di mancare la programmazione o i piani industriali da una parte e dall’altra il rallentamento che non si capisce da che cosa venga”.

Calà ha auspicato un maggior dialogo con le istituzioni: “I tavoli sono tanti, ma bisogna dargli gambe, c’è bisogno di un confronto vero e di una programmazione concreta. Noi da questo punto di vista rilanciamo con la Regione e con Toti un confronto vero, che è necessario. Quindi chiediamo che vengano riuniti con le organizzazioni che rappresentano davvero il territorio, non insieme ad assemblee generali che non servono”.

Sulla crisi di rappresentanza tra sindacato e lavoratori, infine: “C’è un forte ragionamento rispetto alla crisi di rappresentanza, non solo nella politica, ma anche nelle organizzazioni sociali, e c’è anche un ragionamento sulle mobilitazioni. Oggi il rapporto con i lavoratori non è più quello di una volta, non ci sono solo le grandi fabbriche, e non è semplice guardare al sindacato del futuro e riorganizzarlo, modificarlo, ma è una strada che la Cgil vuole percorrere, soprattutto con Maurizio Landini con cui abbiamo fatto un’assemblea di riorganizzazione e vogliamo molto spingere su questo, perché non esiste il sindacato senza i lavoratori”.

Francesco Li Noce