Con 16 voti a favore (maggioranza) e 8 contrari è stata approvata dal consiglio regionale la proposta di 'Adozione del Piano territoriale regionale'. Il Piano, atteso da oltre 20 anni, delinea la strategia regionale di lungo periodo per l’assetto e lo sviluppo del territorio ligure, affidando alle comunità locali le azioni per conseguire gli obiettivi.
Gli obiettivi del Piano sono il contrasto dello spopolamento dell’Entroterra semplificando le procedure, individuando i 'poli attrattori dell’entroterra' e favorendo l’insediamento di nuove imprese, il recupero del territorio rurale e dei suoi insediamenti storici quindi e la residenzialità stabile.
Rispetto alle città, gli obiettivi del Piano sono il miglioramento della qualità degli insediamenti, la rigenerazione delle parti degradate, il potenziamento dei servizi locali e del sistema infrastrutturale e dei servizi territoriali, la riduzione del rischio idrogeologico, con una particolare attenzione ai corsi d’acqua, ai versanti e ai boschi per ridurre l’esposizione a tali rischi della popolazione. Il Piano, sulla scorta delle consultazioni svolte sui territori e, soprattutto, del parere espresso dal CAL, ha prudenzialmente individuato quali 'Poli attrattori dell’entroterra' i Comuni di Pieve di Teco, Torriglia, Carasco e Brugnato: la loro collocazione può favorire azioni di coesione con i Comuni dell’ambito circostante e la condivisione di infrastrutture e servizi, tramite accordi operativi tra loro per realizzare infrastrutture e servizi di interesse comune.
Nel Piano sono inserite, tra le altre, in quanto ritenute strategiche per la Liguria, specifiche azioni propositive e di sviluppo a regia regionale: Aurelia bis imperiese (Ventimiglia-Bordighera) l' Armo/Cantarana.