Sport - 14 gennaio 2022, 20:14

Il dianese Luciano Carcheri ha completato la grande avventura della Dakar: ottavo in gruppo H3 sulla Nissan Terrano 1

La loro progressione è stata davvero importante tanto da portarli, tra la sesta e la settima tappa prima del riposo, a ridosso del podio.

Il dianese Luciano Carcheri ha completato la grande avventura della Dakar: ottavo in gruppo H3 sulla Nissan Terrano 1

7216 chilometri, 12 tappe, 7 bivacchi. La Squadra Corse Angelo Caffi ha completato oggi l’impresa concludendo per il secondo anno consecutivo la Dakar Classic. L’equipaggio composto dal dianese Luciano Carcheri, dieci volte concorrente al rally raid più prestigioso del mondo e Giulia Maroni, Campionessa Italiana Cross-Country Rally 2021, ha centrato l’obiettivo posto in questi ultimi giorni: raggiungere Jeddah e confermare il risultato tra i primi 10 di categoria.

Ottavi di Gruppo H3, quello che ha raggruppato le vetture più performanti, Carcheri e Maroni hanno trovato una perfetta sintonia a bordo della Nissan Terrano 1 preparata da TecnoSport e griffata Costa Ligure. La loro progressione è stata davvero importante tanto da portarli, tra la sesta e la settima tappa prima del riposo, a ridosso del podio.

Partiti con la giusta cautela nelle prime tappe, l’equipaggio della Squadra Corse Angelo Caffi ha notato che, nonostante l’impegno per rispettare i tempi imposti fosse molto alto, risultava un ritardo generale nel computo delle penalità. Giulia ha controllato manualmente distanze ed anticipi ed ha intuito che la strumentazione di bordo aveva un errore di calcolo. A questo punto, correggendo manualmente l’approccio ai controlli di precisione, il duo è riuscito a rimontare in due tappe dalla nona alla quarta posizione di Gruppo, lasciando presagire una seconda metà di gara in rincorsa al podio.

La doccia fredda è arrivata in apertura della seconda settimana. Prima la velocissima tappa Al Dawadimi-Wadi Ad Dawasir è costata qualche posizione a causa delle altissime medie che hanno avvantaggiato le vetture ex ufficiali rispetto a quelle derivate di serie, come la Nissan Terrano 1 di Carcheri. Nonostante questo il ritmo è rimasto elevato e la battaglia accesa, ma nella frazione successiva, l’anello Wadi Ad Dawasir-Wadi Ad Dawasir, la rottura della turbina ha rallentato l’andatura. Eroicamente Carcheri è intervenuto manualmente sul danno ed è riuscito a raggiungere il bivacco, ma il ritardo accumulato ha ovviamente cambiato le prospettive.

A quel punto i portacolori della Squadra Corse Angelo Caffi hanno rivisto le priorità ed hanno puntato all’arrivo di Jeddah dove quest’oggi, non senza soddisfazione, hanno concretizzato l’ottava posizione assoluta di Gruppo H3, ottantottesimi su 121 classificati.

“Dieci Dakar, quante storie, quanti aneddoti ho vissuto in questi anni - ha commentato Carcheri al termine - È stata una bella avventura, ringrazio la Squadra Corse Angelo Caffi, TencoSport per il grande lavoro tecnico, Costa Ligure che mi ha supportato e ovviamente Giulia, una persona che conosce bene quello che fa, professionale, precisa e preparata”.

“Al di là del problema, con onestà, credo che il podio di Gruppo H3 sarebbe stato difficilmente raggiungibile con una seconda parte di gara così veloce, ma abbiamo preso la scelta di correre nella categoria più performante sapendo che avremmo faticato un po’ di più. È stata una bella Dakar, avremmo probabilmente potuto puntare ai primi venti, ma bene così, il livello anche della Classic si è alzato moltissimo. Mi spiace non essere riuscito a fare un giro sul circuito di Formula 1 - ha scherzato - vorrà dire che tornerò il prossimo anno”.

"È stata una Dakar emozionante - ha commentato Benedetta Caffi Marelli, Presidente della Squadra Corse Angelo Caffi - e seguirla dall'Italia ci ha tenuto con il fiato sospeso. Peccato per il problema che ha condizionato il risultato ma abbiamo dimostrato grande competitività e potenziale, dobbiamo essere fieri di quanto abbiamo realizzato. Grazie a Luciano, Giulia e a tutti coloro i quali ci hanno seguito e sostenuto

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