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Cronaca | 14 gennaio 2022, 07:11

San Bartolomeo al Mare, incendio della palazzina in piazza Verdi: i due imputati chiedono di patteggiare la pena a 3 anni e 4 mesi di carcere

Oggi sarebbe dovuto iniziare il processo per Antonietta Fragnoli e il figlio Riccardo Graziani, accusati di aver appiccato il fuoco nel marzo 2021. Ora tocca al gup decidere se accogliere la richiesta avanzata dal legale Lombardi: la Procura ha dato il consenso

San Bartolomeo al Mare, incendio della palazzina in piazza Verdi: i due imputati chiedono di patteggiare la pena a 3 anni e 4 mesi di carcere

Tre anni e 4 mesi di carcere: è questa la pena a cui hanno chiesto di patteggiare Antonietta Fragnoli, insegnante di 54 anni, e il figlio Riccardo Graziani, 22 anni. I due, madre e figlio, sono accusati dalla Procura di Imperia di aver appiccato l’incendio che il 2 marzo dello scorso anno ha distrutto un appartamento, sito all’ultimo piano, in piazza Verdi a San Bartolomeo al Mare.

Oggi sarebbe dovuto iniziare il processo dinanzi il Tribunale di Imperia, ma lo stesso non si terrà sia perchè manca uno dei giudici del Collegio si perchè il legale degli imputati, Sandro Lombardi, ha chiesto il patteggiamento ai pm Luca Scorza Azzarrà e Veronica Meglio, titolari del fascicolo. Richiesta accordata dall'accusa, ma su cui si dovrà esprimere il gup che a breve fisserà l'udienza. 

La Procura aveva ottenuto nel novembre scorso il giudizio immediato per entrambi, ma se il gup darà l'ok per il patteggiamento il processo non avrà seguito e la vicenda, almeno in questa fase, si chiuderà. 

Stando all’inchiesta condotta dai Carabinieri della stazione di Diano Marina, coadiuvati  dai militari della sezione operativa della Compagnia cittadina, madre e figlio, avrebbero appiccato volontariamente il fuoco per danneggiare la casa dei vicini. Si tratta di due cittadini residenti in Svizzera che lo avevano acquistato come seconda casa. Da tempo tra i due gruppi familiari erano sorti dei contrasti; in particolare sembrerebbe che madre e figlio non sopportassero più la presenza dei vicini all’interno della palazzina a causa di motivi giudicati futili dal gip. Tra i dissidi anche la gestione e la proprietà di una scala del palazzo.

Sempre secondo gli inquirenti, i due imputati avrebbero agito dopo aver acquistato la benzina in un distributore self-service, da cui sono state estrapolate le immagini della video-sorveglianza. Successivamente avrebbero violato il domicilio dei vicini tagliando alcune sbarre del cancello e forzando il portone d’ingresso per poi appiccare il fuoco. Oltre all’accusa di incendio doloso a madre e figlio i viene infatti, contestato il reato di violazione di domicilio. Subito dopo essere giunti a San Bartolomeo, i  Carabinieri notarono sul posto la donna, proprietaria della casa a fianco, la quale disse di esser rientrata da poco in quanto aveva portato il figlio all’ospedale di Albenga poiché aveva riportato delle ustioni in seguito dell’esplosione. Ai militari riferì che il figlio, al momento dello scoppio, si trovava nel giardino di casa.

Una circostanza questa che insospettì i militari in quanto erano le quattro di notte ed è apparso inverosimile che il ragazzo decise di andare ad Albenga anziché a Imperia. Le ferite riportate erano gravi e di conseguenza sarebbe stato più logico andare presso il pronto soccorso del capoluogo, meno distante rispetto ad Albenga. I Carabinieri poi, sequestrarono alcuni abiti del ragazzo, ritrovati all'interno della lavatrice dell’abitazione, ancora impregnati di liquido infiammabile. Il 21enne venne subito iscritto nel registro degli indagati e successivamente anche la madre. Vennero prima arrestati e poi mandati agli arresti domiciliari e da poco per entrambi è cessata anche questa misura. Adesso per madre e figlio si apre quindi la strada del patteggiamento. 

Angela Panzera

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