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Al Direttore | 02 gennaio 2022, 10:01

La Liguria alle radici del mondo moderno. Il racconto di Pierluigi Casalino

Cristoforo Colombo

Cristoforo Colombo

Nel corso della crociata di Luigi IX a Tunisi, Pietro Doria sulla nave "Paradiso", aveva fatto ammirare al re di Francia una carta marittima. In quell'anno-1270- esisteva da tempo, infatti, a Genova una scuola cartografica seguita in tutto il resto della Liguria, dove andavano affermandosi carte nautiche contenute in atlanti. Da notizie raccolte da un mercante ligure, reduce da un'oasi sahariana presso Sigilmessa, venne compilata la prima carta ufficiale del Sahara, della quale si valse un altro mercante ligure, certo Antonio Malfante, per recarsi nel 1447 a stabilire relazioni commerciali con gli arabi di un gruppo di oasi tra la costa algerina e la valle del Niger. Un tramite tra i liguri e il mondo arabo-islamico, non solo del Maghreb, furono gli ebrei di quella regione, che fin dall'Antichità si erano stabiliti nell'intero territorio ligure da Nizza a Ventimiglia, dalla Val Nervia a Sanremo, dalla Valle Impero a Laigueglia, ad Andora e ad Alassio, da Albenga a Genova, località nelle quali sorgevano anche loro sinagoghe e si svolgevano floridi commerci promossi appunto grazie ai rapporti tra le diverse comunità ebraiche, assai diffuse e in contatto con quelle provenzali e iberiche.

Il viaggiare, il tentare nuove rotte per i paesi limitrofi e lontani, in particolare quelli delle spezie, il voler fissare sulle carte i tracciati delle coste, le caratteristiche dei mari e delle terre non ancora conosciute, fece dei liguri dei cittadini del mondo. Dalla Crimea alla Persia, dalla Francia alla Spagna, dal Portogallo all'Inghilterra, al Nord Africa, alla Terra Santa, alla Siria e all'Etiopia e altre contrade vicine e lontane, come l'Ulisse dantesco resero i liguri appunto partecipi di quell'ansia umanamente lirica di superare ogni ostacolo, sintetizzata stupendamente da Dante nel verso "Dei remi facemmo ali al folle volo". Una grande operazione di sistema valicava già il Mediterraneo e in seno ad esso anche le marinerie di Cervo, di Laigueglia, di Sanremo e di Alassio, per fare degli esempi, trovavano motivo di estese relazioni mercantili, grazie al traffico del corallo e alla pesca. Il vertice di questa straordinaria avventura si espresse nell'audace viaggio di Cristoforo Colombo, che nessuna assurda revisione storica, fondata sulle distorsioni intellettuali della corrente moda della cancel culture e del politically correct, potranno mettere in discussione.

Pierluigi Casalino

Redazione

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