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Cronaca | 17 novembre 2021, 13:27

Imperia, prestiti usurai: al via il processo per padre e figlia

Alla sbarra ci sono Angelo Amoroso, di Cervo, e Giovanna Amoroso di Diano Marina. Le vittime invece, sono due coniugi di Sanremo

Imperia, prestiti usurai: al via il processo per padre e figlia

Iniziato in Tribunale a Imperia il processo a carico di Angelo Amoroso, 72 anni, di Cervo, e la figlia, Giovanna Amoroso, 46 anni, di Diano Marina, padre e figlia, accusati dalla Procura di usura. 

Le persone offese sono, stando alle indagini compiute dalla Guardia di Finanza, due coniugi di Sanremo che all'epoca dei fatti versavano in difficoltà economiche. L'inchiesta è partita proprio dalla loro denuncia e agli inquirenti hanno raccontato che avevano dovuto chiedere prestiti a condizioni usurarie dopo l'acquisto di un immobile in Costa Azzurra (adibito ad albergo), con l'iniziale intento di subentrare nell'attività imprenditoriale. Il tentativo di subentro è però fallito e i due coniugi hanno deciso di dare vita ad un progetto di ristrutturazione dell'immobile per la creazione di appartamenti, che avrebbe dovuto essere attuato alla naturale scadenza del contratto di affitto con la società alberghiera.

Per finanziare l’impresa i coniugi si sono rivolti ad un istituto di credito che ha finanziato circa la metà dell'importo necessario mentre, per la restante parte, è stato chiesto l'apporto di risorse proprie per circa 400.000 euro. Non disponendo della somma e dovendo far fronte anche a sopraggiunte spese giudiziarie nate dal contenzioso con la società locataria dell'immobile acquistato, la coppia è finita così nelle mani dei due usurai, padre e figlia, che si proponevano come finanziatori privati.

Secondo le Fiamme Gialle, in soli tre anni i presunti usurai avrebbero prestato la somma complessiva di 595 mila euro a tassi fino al 29% su base annua e, sfruttando lo stato di bisogno in cui nel frattempo erano sprofondate le vittime, generato dalla necessità di far fronte al mutuo bancario ed alle spese giudiziarie, le hanno anche convinte a firmare una serie di negozi giuridici che servivano, da un lato, a giustificare formalmente i trasferimenti di denaro mascherando gli interessi usurari e, dall'altro, a garantirsi dai mancati pagamenti, mediante l'iscrizione di ipoteche su beni immobili delle vittime, nel tempo strumentalizzate con numerose azioni giudiziarie eseguite presso le autorità civili sia italiane che francesi.

Dopo l'inizio del dibattimento il processo è stato aggiornato al 21 dicembre. 

Redazione

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