/ Al Direttore

Al Direttore | 14 novembre 2021, 07:11

La riscoperta delle tradizioni liguri e dei legami con Monaco e Corsica nel racconto di Pierluigi Casalino

La cultura del Bel Paese e la sua lingua trovano, da parte degli abitanti di non poche zone del territorio francese, una discreta frequentazione

La riscoperta delle tradizioni liguri e dei legami con Monaco e Corsica nel racconto di Pierluigi Casalino

La riscoperta delle tradizioni liguri e dei legami con la Liguria a Monaco, in Corsica e in Francia: questo l'argomento oggi affrontato dallo storico Pierluigi Casalino.

La questione aperta di recente a Fiume sulla reintroduzione dell'italiano come seconda lingua, ha spostato i riflettori anche su Briga e Tenda, dove le profonde radici, non solo linguistiche, della tradizione italiana sono tornate d'attualità, se pur sotto aspetti diversi da quelli emersi nella città istriana. In effetti, come ha anche scritto "Corsica oggi", l'italiano, sia in Corsica che a Nizza, come il tedesco in Alsazia, non è certo all'ordine del giorno.

Tuttavia la cultura del Bel Paese e la sua lingua trovano da parte degli abitanti di non poche zone del territorio francese una discreta frequentazione, anche se, a dire il vero, al pari di quanto avviene nel Principato di Monaco, vengono maggiormente evidenziati ed esaltati i legami liguri e liguri-piemontesi e la comune storia con le vicine regioni italiane. L'italiano, a Briga, Tenda e nel Nizzardo viene, infatti, studiato e parlato e, spesso, in recenti occasioni il dibattito ha favorito anche la riscoperta delle influenze sabaude e garibaldine in particolare a Nizza. Analogamente in Corsica, come sopra accennato, le ascendenze liguri, sarde (piuttosto simili) e ovviamente italiane, almeno nel ricordo della famiglia originaria di Napoleone Bonaparte, continuano a vivere nel senso comune locale; non di rado, inoltre, i corsi si rivolgono in dialetto ligure a quanti sembrano loro provenienti dalle province della Liguria.

La Storia, quella vera, non si può certo cancellare e  nemmeno la memoria che in ogni caso rientra in un consapevole esame dei fatti. Il tutto a contrasto persino del dilagare della moda del politicamente corretto, che non arreca alcun beneficio allo studio del passato. D'altronde Dante segnava i confini occidentali d'Italia sul Varo e quelli orientali nel golfo del Quarnaro. Non è certo qui il caso di riprendere simili considerazioni. La pulizia linguistica del ligure e dell'italiano in quella parte della terra di Francia a noi vicina rappresenta ormai un ricordo. Anzi oggi proprio la valorizzazione del lascito ligure in tutta la Francia meridionale e in Corsica ha portato a rendere meno rigidi quei confini che conflitti e incomprensioni avevano reso insolubili. In tale contesto appare rilevante il contributo e il ruolo di Ventimiglia, Dolceacqua di Sanremo e di altri centri del Ponente, tra cui Alassio, anche alla luce delle felici iniziative dell'attuale Principe di Monaco, desideroso di rinsaldare i contatti e legami di un tempo.

E' il rinnovare di rapporti che da oltre confine avevano portato molti naviganti e pescatori liguri ad operare in Francia fin da XIV secolo e imprenditori francesi alla fine dell'Ottocento e agli inizi del Ventesimo secolo scegliere come opportunità di investimento Ospedaletti e Porto Maurizio. Da ultimo è pure interessante la circostanza che alcune équipes sportive della provinciale di Imperia siano iscritte in campionati francesi della Costa Azzurra. Non è qui il caso, infine, di ricordare le innumerevoli altre tracce liguri in Sardegna, in Spagna, in Portogallo, in Crimea, nelle Americhe, in Turchia e in Tunisia (per non parlare di altri enclaves liguri nel resto del mondo), ma queste sono altre storie.

Redazione

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium