Donare il sangue e gli organi è un gesto di grande generosità e che può salvare vite ogni giorno. Al Casinò di Sanremo è stato presentato questa mattina il progetto “Le Note del Dono” ideato da Fratres Nazionale - Donatori di Sangue OdV.
Co-promosso da AIDO Nazionale OdV e Donatorinati – Polizia di Stato OdV, il progetto coinvolge tutte le istituzioni e le associazioni del mondo del dono di materiale biologico e dei trapianti, raggruppate nell'hashtag #doniperlavita.
L’obiettivo è la promozione, a sigle e istituzioni riunite, della cultura della donazione di materiale biologico umano attraverso la musica come gesto di solidarietà e generosità.
“Le Note del Dono” prevede anche la realizzazione di un particolare foulard realizzato dall’Atelier Daphne Sanremo ispirato ai disegni della piccola Ines Frassinetti, venuta a mancare a soli 14 anni dopo una lunga e travagliata malattia, in attesa di un trapianto di cuore e di polmone. Il foulard fonde il tema floreale con quello della salute rappresentando, oltre che ad una creazione artistica anche un chiaro strumento di sensibilizzazione.
Le interviste
“Quando siamo stati contattati dall'associazione Fratres affinché li supportassimo nella divulgazione di questo progetto abbiamo risposto con molto entusiasmo e convinzione contattando il Casinò che ringrazio per la disponibilità - commenta l'assessore alla Cultura del Comune di Sanremo, Silvana Ormea - oggi abbiamo la possibilità di manifestare la nostra vicinanza a tematiche così importanti come quelle della cultura della donazione biologica e della donazione totale”.
“Per sensibilizzare il maggior numero di persone sulla necessità di fare tutti la propria parte per salvaguardare la fruizione del Diritto Costituzionale alla Salute c'è bisogno di fare rete - aggiunge Vincenzo Manzo, presidente nazionale Fratres e coordinatore pro tempore del Coordinamento Interassociativo Volontari Italiani del Sangue - questo ha fatto nascere il Volontariato Associativo del Dono che, nel progetto “Le Note del Dono”, trova, con le istituzioni, una convergenza di interessi rappresentata dalla salvaguardia del benessere e della salute delle persone e dall'empatia della musica come veicolo di importanti messaggi sociali. Infatti promuovere la cultura del dono coinvolgendo cantanti, influencer e i loro follower contribuisce a focalizzare l'attenzione della gente su ciò che ci accomuna e che ci può salvare la vita. Il primo passo è acquisire la consapevolezza delle necessità quotidiane di materiale biologico umano e che questo non può essere fabbricato in laboratorio ma solo donato, poi occorre che tutti facciano sentire il proprio sì alla vita, avvicinandosi al dono”.
“Siamo un'azienda artigiana e tutti abbiamo lavorato a questo progetto - Barbara Borsotto di Atelier Daphne Sanremo - non dimentichiamo mai che Sanremo è la città della musica ma anche della moda, qui è nato il made in Italy insieme al Festival. Abbiamo voluto mettere in questo progetto etica, musica, donazione, sostenibilità e fiori. Ci siamo sempre ispirati alla botanica e il fiore del loto è simbolo di purezza e di rinascita. Questo progetto è stata una sfida, perché non è facile rappresentare la donazione biologica in un foulard. Quando abbiamo visto i disegni di Ines abbiamo pensato di ispirarci trasformandoli in un lavoro grafico a più mani”.
Intervenuta in conferenza stampa anche Juliette Romeo, mamma di Ines Frassinetti: “Ines ha avuto una vita di sofferenza, ma è stata una sofferenza che ha affrontato con il sorriso. Era grata perché era consapevole che la vita è molto preziosa. Ha passato più della metà della sua vita in ospedale, non perdeva tempo e ha iniziato con il disegno, a scrivere poesie vivendo ogni giorno come fosse l'ultimo. Ha fatto tutto come se dovesse lasciare un messaggio, avrebbe voluto andare nelle scuole a spiegare la sua vita prima del trapianto. Lei sapeva dare colore al dolore. Dobbiamo aiutare questi ragazzi che vivono in un ospedale e che aspettano una donazione. Sì al dono, dobbiamo essere sempre positivi come lo è stato Ines fino alla fine”.
#lenotedeldono è un Progetto Interassociativo ed Interistituzionale ideato da Fratres Nazionale OdV, nel suo 50° anniversario di fondazione, co-promosso da AIDO Nazionale OdV (Associazione Italiana per la Donazione di Organi Tessuti e Cellule) e Donatorinati - Polizia di Stato OdV, che coinvolge tutte le Istituzioni del mondo del dono di materiale biologico umano e dei trapianti (Cabina di Regia Benessere Italia, Ministero della Salute, Centro Nazionale Sangue, Centro Nazionale Trapianti, Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute della Conferenza Episcopale Italiana) e le Associazioni di donatori e riceventi raggruppate nell'hashtag #doniperlavita.
L’obiettivo è la promozione, a sigle e istituzioni riunite, della cultura della donazione come gesto di solidarietà, generosità e di coscienza civica attraverso la musica con testimonianze, appelli ed esibizioni, live ed in social streaming, di artisti ed influencer per arrivare ai loro follower.
Ines Frassinetti, è l'anima, il simbolo del progetto. Appena nata Ines, aveva già conosciuto la necessità della donazione di sangue. Sua mamma Juliette aveva dato alla luce, prematuramente, tre gemelli che avevano avuto bisogno di trasfusioni mentre Juliette ne aveva avuto a sua volta bisogno per una emorragia causata dal parto stesso. Giovedì 29 Ottobre 2020 presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, Ines, a soli 14 anni è venuta a mancare, dopo una lunga e travagliata malattia, attendendo un trapianto di cuore e di polmone, organi che non sono arrivati. Ines era un'anima speciale, sensibile, profonda, matura e generosa e con una grandissima dignità. In Ospedale aveva fatto disegni, conosciuto artisti e personaggi del mondo dello spettacolo e delle istituzioni, scritto un diario, alcune poesie ed il testo della canzone “Come una Regina aspetta il suo Re” su come ci si sente ad essere ricoverati e sull’attesa di chi aspetta un organo per effettuare un trapianto. Partendo dai disegni di Ines l’Atelier Daphne Sanremo ha realizzato un particolare foulard che fonde delicatamente il tema floreale con quello della salute rappresentando non solo una creazione artistica ma anche un chiaro strumento di sensibilizzazione. Ines è il simbolo di quanto tutti ci dobbiamo impegnare affinché, grazie alla cultura della donazione biologica, la vita non si interrompa ma addirittura possa moltiplicarsi.
Il progetto porta avanti il messaggio a favore della vita e del Diritto alla Salute che anche Ines avrebbe voluto far arrivare, dopo il trapianto, ai giovani, tramite i personaggi del mondo dello spettacolo, la musica, la letteratura, l’arte, la scuola e la catechesi. Ha iniziato il suo percorso istituzionale con la presentazione dell’anteprima del video professionale della canzone di Ines sul palco del concerto dell'evento globale del WBDD21 (Giornata Mondiale del Donatore), il 14 Giugno 2021, presso l'Auditorium Parco della Musica "Ennio Morricone" e con la Conferenza Stampa di presentazione istituzionale tenutasi il 15 Giugno 2021 in Viminale alla presenza delle associazioni promotrici e dei genitori di Ines, del musicista in corsia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Adriano Mastrolorenzo, che ha composto la melodia iniziale, rielaborata insieme a Pierpaolo Guerrini - Produttore musicale, compositore & sound engineer presso PPG Studios e stretto collaboratore del Maestro Andrea Bocelli, dell'infermiera Francesca Canella che l'ha cantata con Ines in ospedale, della star ed ambasciatrice internazionale del WBDD2021 Anggun, dei cantanti ed influencer Cecilia Cantarano, ambasciatrice giovani del WBDD2021, che ha conosciuto Ines in ospedale, e Dile nonchè dei Lithio, band che ha vinto l’HackDonor del WBDD21. Da quel momento tante sono state e iniziative associative ed istituzionali susseguitesi in un crescendo di adesioni, collaborazioni artistiche ed istituzionali, appelli, spettacoli, dirette e video che hanno registrato un record di interazioni social. Il Progetto ha recentemente avuto anche l’onore ed il privilegio di organizzare, in esclusiva, il 28 ottobre 2021, il concerto evento nazionale "Aquileia Mater” dalla Basilica Patriarcale di Aquileia in occasione del Centenario del Milite Ignoto, aperto dalla cantante Chiara Galiazzo e proseguito con le performance della violinista ucraina Anastasiya Petryshak, del Maestro Carlo Bernini al pianoforte, della violoncellista Giulia Mazza e per finire del Coro Polifonico di Ruda.
La donazione di materiale biologico umano indica il grado di civiltà di un popolo perché ogni dono è un farmaco umano gratuito che salva delle vite. La cultura della donazione totale - cioè quella di sangue, emocomponenti, organi, tessuti, cellule staminali, cordonali e midollari – si traduce in uno stile di vita che salvaguarda la salute ed il benessere e che è mosso dalla solidarietà umana, dalla coscienza civica e, per chi crede, dalla carità.
Le necessità del sistema sangue e trapianti dei #doniperlavita:
Ogni cittadino italiano, tra i Diritti sanciti dalla Costituzione, ha il Diritto alla Salute, cioè la garanzia di fruire di cure. Cure che sono possibili anche grazie al materiale biologico umano messo a disposizione delle strutture sanitarie attraverso le donazioni volontarie di altri cittadini poiché questi doni non si possono produrre artificialmente:
- ogni giorno in Italia, 1.800 persone necessitano di terapie trasfusionali a base di sangue donato. Tuttavia ad oggi neanche il 3% degli italiani è donatore periodico di sangue e nel 2020 sono state circa il 5% in meno le unità di sangue raccolte.
- attualmente le persone che attendono un organo sono più di 8.000. Uno al giorno muore in lista d'attesa, per carenza di organi. La disponibilità degli organi per trapianto, infatti, è ancora gravemente insufficiente a far fronte alla richiesta dei pazienti in lista d’attesa. Con la pandemia, la situazione si è aggravata. Alla fine del 2020 sono solo 6 milioni e mezzo sono le dichiarazioni di consenso registrate nel Sistema Informativo Trapianti (SIT). Ancora troppo alta la percentuale di persone che non si esprimono e ancora troppo elevato il tasso di opposizione alla donazione.