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Cronaca | 27 ottobre 2021, 07:11

Imperia: viaggio nel laboratorio dei tamponi, Poggi "Fase calante grazie al vaccino, ma non solo Covid. Al giorno analisi per oltre 2.000 pazienti" (Foto e Video)

Siamo andati a vedere da vicino come funziona la struttura di Asl 1 dove vengono eseguiti sia i molecolari che i test di 3ª generazione la cui certezza, spiega il direttore, "è al 98%. Usati anche durante il Festival di Sanremo"

Imperia: viaggio nel laboratorio dei tamponi, Poggi "Fase calante grazie al vaccino, ma non solo Covid. Al giorno analisi per oltre 2.000 pazienti" (Foto e Video)

La rapida diffusione dell'epidemia di Covid-19 ha causato la crescente necessità di diagnosi rapida dell'infezione e all’Asl 1 imperiese ciò è possibile grazie al lavoro quotidiano eseguito da tutto il personale in forza al laboratorio analisi dell’ospedale del capoluogo, diretto dal dottore Giandomenico Poggi. Se al Palasalute vengono compiute le attività di screening per tracciare il coronavirus, è qui invece che vengono eseguiti i tamponi Rna e i test di terza generazione volta alla gestione dei pazienti. Sul territorio anche a Sanremo vengono eseguiti entrambi i tipi di tampone mentre al presidio di Bordighera solo quelli di terza generazione.

A  ciò si aggiunge l’85% l’elaborazione delle analisi che vengono effettuate da Cervo a Ventimiglia. Negli altri presidi ospedalieri infatti, si realizzano solo quelle in urgenza. La stragrande maggioranza dei campioni viene infatti, mandata a Imperia dove al giorno i numeri che vengono raggiunto sono importanti e mettono il luce il grande sforzo profuso dai sanitari: si arriva a gestire le analisi per 2 mila e 200 pazienti e tra queste circa 800 sono emocromo.

I dati del covid-19 fortunatamente sono in discesa, rispetto a quelli dei mesi scorsi. Di questo e di molto altro ne abbiamo parlato con il dottor Poggi. “Siamo in una fase calante, ci spiega il direttore, in quanto le punte massime che raggiungevano su tutto il territorio toccavano i 1.200 tamponi giornalieri fra urgenze e routine; adesso invece, siamo calati moltissimo. Ad esempio all’ospedale di Imperia, che gestisce in urgenza il pronto soccorso, gli accompagnatori dei pazienti per i reparti di ginecologia e pediatria, siamo scesi dai 50-60 campioni giornalieri in urgenza a 12,15, massimo 20. Quindi questa attività si sta riducendo e continuiamo a fare dei controlli, ma siamo molto più tranquilli rispetto a due, tre mesi fa”.

Durante le fasi più intense dell’emergenza pandemica ogni giorno venivano quindi eseguiti centinaia e centinaia fra tamponi di routine e per le urgenze e a ciò si alternavano “quelli a Rna e antigenici di terza generazione, ossia i più recenti presenti sul mercato”. Siamo proprio andati a vedere da vicino come funziona il laboratorio e come vengono eseguiti questi test.

Il dottor Poggi ci ha spiegato inoltre, in che cosa consistono questi test di terza generazione. “Sono stati approntati, evidenzia, per riuscire a snellire le procedure di pronto soccorso. Un test positivo vuol dire che il paziente viene messo in certe condizioni di sicurezza per lui e gli altri. Sono test che vengono effettuati, il primo in quattro minuti e gli altri invece, si predispongono in un paio di minuti, massimo tre. Sono controllati sempre da test specifici che vanno a rilevare la positività o la negatività di campioni con valori a titolo noto. Di questi test se ne fanno parecchi, anche oltre 60 al giorno. In caso di necessità vengono confermati da tampone a Rna, sempre eseguiti in urgenza in circa 40-50 minuti, ed è per questo che adoperiamo molto l’antigene, per la velocità con cui riusciamo a dare le risposte. I tamponi vengono preparati su delle carta apposita microfluidica e inseriti nella strumentazione, che è la stessa adoperata per il festival di Sanremo, con ottimi risultati in quanto tutti i positivi sono poi stati confermati dal tampone Rna”.  

Sul fronte della certezza del risultato “abbiamo una sensibilità che sfiora il 98%, spiega Poggi, ed una specificità forse più alta; quindi è chiaro che c’è sempre un piccolo numero di dubbio, ma le macchine se rilevano dei dubbi nella risposta ce lo segnalano e possiamo comunque sullo stesso tampone eseguire più test”.

Non bisogna poi, dimenticare l’attività ordinaria. “Abbiamo dovuto implementare, sottolinea il direttore, con dei test nuovi quella che era la richiesta per le patologie covid. Abitualmente gestiamo al giorno tra i 2 mila e i 2 mila e 200 pazienti fra ricoverati, pronto soccorso ed esterni che afferiscono ai centri prelievi dell’Asl. Fino a pochi mesi fa invece, avevamo molto meno attività routinarie ed eravamo più rivolti al problema covid. Adesso ci stiamo riorganizzando sui 700-800 emocromo al giorno e di conseguenza esami di chimica clinica, coagulazione e altro”.

Ma considerato che i numeri dei test covid da eseguire al giorno sono, fortunatamente, in calo abbiamo chiesto al dottor Poggi se ciò è merito del vaccino. “Si può fare questa considerazione, chiosa, perché i numeri dei ricoverati sono scarsi (rispetto ad altri periodi ndr) e in genere sono persone non vaccinate. Il mio invito quindi è quello di vaccinarsi. Adesso si stanno approntando le procedure per terza dose del vaccino riservata a categorie specifiche e vedremo se verrà allargata al resto della popolazione per avere una copertura massima sulla popolazione”.

Ed è proprio grazie al calo dei dati pandemici che “abbiamo ripreso molte attività in ospedale per abbattere i tempi di coda per gli interventi o le visite specialistiche proprio grazie alla diminuzione del carico di lavoro che ci è stato dato dal covid; nonostante il numero del personale sia purtroppo ridotto, ma in questo momento ci stiamo muovendo con dei concorsi e con delle assunzioni, ha concluso Poggi, per cercare di aumentare il numero del personale”.

Angela Panzera

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