Attualità - 26 ottobre 2021, 13:43

Ventimiglia: ai 'Balzi Rossi' gli scavi del Prof. Grimaldi per scoprire la storia dell'Homo Sapiens (Foto e Video)

L'equipe dell'Università di Trento, supportata dall'Amministrazione comunale frontaliera, sta eseguendo una serie di scavi che permettono di comprendere le dinamiche di sostituzione tra l'uomo di Neanderthal e il 'Sapiens'

Ventimiglia: ai 'Balzi Rossi' gli scavi del Prof. Grimaldi per scoprire la storia dell'Homo Sapiens (Foto e Video)

Una serie di scavi in depositi archeologici, guidata dal Professor Stefano Grimaldi dell’Università di Trento, per portare alla luce, ai Balzi Rossi di Ventimiglia a pochi metri dal confine con la Francia, la frequentazione dell’uomo di Neanderthal e dell’Homo Sapiens. In particolare, in questo momento, all’interno del cosiddetto ‘Riparo Mochi’, che venne scoperto nel 1938 dagli archeologi dell'Istituto Italiano di Paleontologia Umana che nominarono l’importante sito in onore del prof. Aldobrandino Mochi, primo direttore dell'Istituto.

Da allora, le ricerche e gli studi sono stati condotti da numerose personalità della preistoria italiana come Luigi Cardini, Amilcare Bietti, George Laplace e Aldo Segre. Il Riparo Mochi custodisce una sequenza stratigrafica di circa 10 metri di spessore che testimonia l'evoluzione culturale dei gruppi umani preistorici, dall'Homo Neanderthalensis (Musteriano) all'arrivo delle prime culture degli uomini moderni (Protoaurignaziano e Aurignaziano) fino al termine dell'ultima glaciazione (Gravettiano e Epigravettiano). Per questo motivo la serie stratigrafica del sito è oggi considerata la sequenza culturale di riferimento per il Paleolitico superiore dell'Italia tirrenica.

Dai 2016, gli scavi al ‘Riparo Mochi’ sono condotti da un gruppo di ricerca internazionale guidata dall'Istituto Italiano di Paleontologia Umana e dall'Università di Trento, guidati dal Prof. Stefano Grimaldi, che ci spiega i lavori che sta svolgendo: “Il ‘Riparo Mochi’ è l’unico deposito archeologico con una stratigrafia completa dell’uomo di Neanderthal e dell’evoluzione culturale dell’Homo Sapiens. Questo comporta che gli scavi ci permettono di comprendere le dinamiche di sostituzione delle due specie, nell’ambito della grossa discussione all’interno della comunità scientifica, sull’arrivo dell’Homo Sapiens in Europa nel corso delle ultime decine di migliaia di anni. In questo sito si sono dovuti abituare alle diverse condizioni climatiche e noi cerchiamo di capire il modo in cui si è adattato, cambiando gli strumenti su pietra, le strategie di caccia e il modo di abitare il sito”.

La squadra del Prof. Grimaldi sta svolgendo gli scavi dal 2007, proseguendo lo studio fatto in precedenza, mentre l’ultimo scavo è iniziato quattro anni fa: “Questo grazie anche alla sensibilità della soprintendenza ligure, che ci ha sostenuto insieme al polo museale dei ‘Balzi Rossi’. Una ricerca che ha gravi problemi di finanziamento e di scarsa attenzione degli alti livelli delle Istituzioni preposte. Andiamo avanti però facendo il nostro meglio con grande attenzione”.

I visitatori dei ‘Balzi Rossi’ possono trovare un museo estremamente interessante e ricchissimo di evidenze archeologiche, tra cui le più importanti sepolture dell’Homo Sapiens, avvenute circa 25/26mila anni fa e note in tutto il mondo. La zona è meravigliosa anche dal punto di vista paesaggistico e i ‘Balzi Rossi’ sono fonte di informazioni geologiche e cambiamenti climatici, in funzione delle maree, con una chiara traccia della loro presenza nelle rocce. “E’ un complesso bello da vedere – prosegue il Prof. Grimaldi – che può dare informazioni ad appassionati o turisti che vogliono interessarsi a questo”.

Gli scavi attuali del ‘Riparo Mochi’ si stanno svolgendo 10 metri sotto il livello originario del deposito, ovvero un metro e mezzo sotto la linea ferroviaria: “Siamo alla ricerca dei depositi più antichi del sito – termina Grimaldi - che furono abitati dall’uomo di Neanderthal, livelli che si aggirano a 70/80mila anni fa ma stiamo andando ancora più a fondo”.

L’Amministrazione comunale di Ventimiglia è particolarmente vicina all’equipe del Prof. Grimaldi: “Ci siamo conosciuti circa 10 anni fa - ha detto il Presidente del Consiglio comunale, Andrea Spinosi quando ero Assessore all’Ambiente nella prima Giunta Scullino. Vennero per iniziare questo caso che ci farà scoprire le nostre radici. Ci siamo resi subito disponibili per garantire all’equipe un luogo di pernottamento. Speriamo che, passata l’emergenza Covid, questo luogo possa tornare a essere un luogo di interesse archeologico ma anche turistico, per chi vuole vedere questi luoghi che rappresentano la storia dell’umanità”.

I nuovi dati e l'utilizzo di nuove tecnologie di rilevamento ed analisi aiuteranno a conoscere i dettagli della vita quotidiana dell'uomo preistorico e permetteranno una migliore conservazione e valorizzazione del sito.

Carlo Alessi

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