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Al Direttore | 24 ottobre 2021, 10:13

Imperia verso il centenario. Alcuni cenni storici della città capoluogo di provincia

Il racconto di Pierluigi Casalino

Ripa Uneliae

Ripa Uneliae

Imperia, com'è noto, è nata nel 1923 dall'unione di Oneglia e Porto Maurizio, oltre che di nove comuni minori posti nel vicino entroterra, le cui vicende si sono intrecciate variamente nei secoli nel tessuto dei due centri maggiori. E ciò non di meno essi, in particolare i principali, presentano sempre caratteristiche di spiccata individualità e originalità che fanno di Imperia una città ancora in cerca di una compiuta vocazione e identità non solo umana, ma anche socioeconomica.

Nonostante i tentativi della politica di dare ad Imperia un assetto più adeguato e una migliore immagine, restano infatti vive nella città resistenze e lacune che ne impediscono un definitivo salto di qualità verso le aperture della modernità. Le luci e le ombre dello sviluppo di Imperia sono tuttavia percepibili pur in presenza, almeno ultimamente, di progetti e di opere che ne dovrebbero, con gli anni, radicalmente mutare il percorso, sanandone il residuo degrado ed eliminandone criticità e annose trascuratezze. Imperia, in effetti, offre ancora volti contraddittori, frutto di tradizioni storiche, economiche e civili che solo il tempo consentirà di coniugare in quella auspicata sintesi in grado di tener conto della duplice natura di città e di capoluogo di provincia, recuperando decoro, opportunità e antichi valori. Gli abitati di Oneglia e di Porto Maurizio sono i più vicini alla costa, ma in passato ne erano a qualche distanza.

Oneglia sorse infatti nella zona di Castelvecchio, posto ad oltre 2 km dal mare, nella Valle Impero, e si sviluppò in seguito a ridosso della spiaggia ad est della foce del torrente con l'abitato medievale di Ripa Uneliae; Porto Maurizio fu fondata vicino al mare, ma alta sulla sommità di un promontorio, e soltanto negli ultimi secoli l'abitato si è espanso fino alla spiaggia. Il torrente che nel Medioevo fu chiamato "aqua Uneliae" e, a partire dal XVII secolo, è indicato nelle carte come Rio Imperiale o Imperio o Impero, è il responsabile del nome attuale della città e ne segna l'antica divisione. Mentre Porto ha visto uno sviluppo edilizio disperso, Oneglia ha, a sua volta, spinto la propria estensione oltre l'Impero e sulle colline. Il torrente Impero ha separato a lungo, come si diceva, il territorio della Repubblica di Genova (dove era situato Porto Maurizio) da un feudo imperiale  (in cui era Oneglia), feudo rimasto solo nominalmente tale, nonostante che divenisse proprietà dei Savoia tramite la cessione nel 1576 da parte della famiglia Doria, fungendo come storico sbocco al mare del Piemonte, in analogia a Nizza. I diversi iter urbanistici fecero di Oneglia, costruita nella breve piana alluvionale, prevalentemente una città di pianura e di struttura sabauda, mentre Porto Maurizio conservò la forma di un abitato, affacciato sul mare, circondato da mura e bastioni, largamente improntato a modelli genovesi. Questi aspetti solo di recente sono andati progressivamente smorzandosi verso una più armonica, uniforme ed organicamente paritaria visione d'insieme che coinvolga concretamente stesse frazioni.

Le celebrazioni del 2023 non potranno che segnare, quindi, un passo in avanti nella crescita di Imperia, il cui nome, grazie anche alle sue note manifestazioni, riesce oggi ad essere conosciuto in aree del mondo che finora ne avevano ignorato l'esistenza, consentendo alla città di diventare, tra l'altro, una delle capitali del Mediterraneo. Un modo anche questo per assicurare una nuova mentalità a questa città, che obbedisce d'altronde ad una legge imposta dal destino alla Liguria, terra di contraddizioni, dove tutto ciò che deve proiettarsi nel futuro - dal seme d'ulivo alla vita delle città, dal mare che la bagna alle alture che la circonda - costretta a conquistare faticosamente il proprio diritto a non soccombere.


Pierluigi Casalino  

Redazione

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