Attualità - 18 ottobre 2021, 11:00

Diano Marina, venerdì Adorazione eucaristica in vista della 'Giornata Missionaria Mondiale'

L'appuntamento è alle ore 21 presso la chiesa parrocchiale. “Testimoni e profeti”, questo il tema scelto quest’anno per celebrare con rinnovata gioia la 'Giornata Missionaria Mondiale' di domenica 24 ottobre

Diano Marina, venerdì Adorazione eucaristica in vista della 'Giornata Missionaria Mondiale'

“Testimoni e profeti”, questo il tema scelto quest’anno per celebrare con rinnovata gioia la Giornata Missionaria Mondiale domenica 24 Ottobre. Venerdì alle ore 21, presso la chiesa parrocchiale di Diano Marina, si svolgerà un momento di adorazione eucaristica guidata dal vescovo Guglielmo e aperta a tutta la diocesi.

"Costantemente questo appuntamento vuole alimentare la fraternità universale della Chiesa ossia la comunione con tutte le Comunità Cristiane sparse nel mondo, oltre all’impegno di solidarietà con le Chiese di più recente formazione, con quelle che vivono nei paesi più poveri e con quelle che soffrono persecuzione. E’ altresì conveniente ricordare che tutto il mese di ottobre vanta di questo carattere speciale e deve diventare l’occasione per aiutare le nostre comunità cristiane e i tutti i credenti ad alimentare la propria “missione” nella Chiesa e nel mondo". E’ lo stesso Papa Francesco che richiama fortemente questo essere irripetibile che interessa tutti i battezzati. 

"Cosa testimoniamo al mondo noi che crediamo in Gesù di Nazareth? Qual è il centro della testimonianza di noi cristiani? Qual è la profezia decisiva del nostro essere uomini e donne della Chiesa di Cristo? La testimonianza e la profezia dei cristiani ,è innanzitutto, vedere Dio come Gesù l’ha visto. Vedere come Gesù significa: amare Dio per primo, con tutto se stessi e poi il prossimo con quell’intensità di amore con cui ci prendiamo cura di noi. È Dio che va amato per primo, perché è da Lui – dalla sua paternità – che possiamo ricevere vero riscontro della bontà del nostro essere e così poter andare generosamente incontro all’altro e lasciare che l’altro venga incontro a noi senza dovere accedere ad alcun ricatto per ottenere il nostro amore".

"Attraverso questo nuovo modo di 'vedere' possiamo permetterci di affermare che essere Testimoni significa perciò guardare a questo tempo che viviamo e la realtà che ci circonda con occhi di fiducia e di speranza. Anche nel mezzo della pandemia e delle crisi conseguenti che ci accompagneranno per molto tempo ancora, il Signore non ci ha mai abbandonato e continua ad accompagnarci.  Profeti invece significa essere pienamente consapevoli che il Regno di Dio non è solo una promessa per un futuro che sentiamo ancora troppo lontano. Il Regno è già inaugurato, è già presente, dobbiamo leggerne i segni. Non possiamo più quindi pensare di rimanere indifferenti o relegati nei nostri progetti personali, ma uniti dall’universale chiamata spendiamoci generosamente senza paura per annunciare  che  ancora oggi e’ possibile incontrare il maestro di Galilea dentro le pagine del libro santo dell’Evangelo e venire aggregati a coloro che non si stancano di ascoltare il sogno del giovane rabbì: il sogno del regno di Dio, appunto. Il sogno di un mondo sempre più umano. Possiamo infine affermare che I cristiani, pertanto, saranno veramente testimoni e profeti nel nostro tempo, nella misura in cui si impegneranno a dare generosamente forma a comunità che respirino e lascino respirare il profumo liberante e consolante del Vangelo, profondamente attraversate dall’interesse verso il Regno piuttosto che all’autopromozione e autoconservazione". 

"Parteciperemo dunque a questo evento non solo sensibilizzando i nostri fedeli durante l’omelia dell’Eucarestia domenicale e con la tradizionale colletta, ma anche con un momento di Adorazione eucaristica guidata dal nostro vescovo Guglielmo e aperta a tutta la diocesi Venerdì 22 ottobre alle ore 21 presso la parrocchia di Diano Marina.Ci lasceremo guidare da alcune meditazioni tratte dalla vita del Beato Charles de Foucauld. Monaco trappista di origine francese vissuto tra il 1858 e il 1916  visse gran parte della sua esistenza nel deserto del Sahara, ai confini con il Marocco, qui iniziò una vita conforme allo "stile di Nazaret", basata sulla preghiera, sul silenzio, sul lavoro manuale e l'assistenza ai poveri. A Béni Abbès fondò un romitorio, dove accolse i poveri della regione e studiò, per agevolare il lavoro dei futuri missionari, la lingua dei Tuareg.  Si impegnò, inoltre, nella difesa delle popolazioni locali dagli assalti dei predoni. Nel 1916 costruì, intorno all'eremo di Tamanrasset, un fortino per proteggere la popolazione dai predoni. Nello stesso anno, il 1º dicembre, proprio durante un loro assalto, perse la vita il 13 novembre 2005 è stato proclamato beato da papa Benedetto XVI. Sulle sue orme condivideremo insieme la gioia di essere un'unica famiglia missionaria incamminata verso un futuro di fiducia segnato sempre piu’  da questa Presenza Pasquale Trinitaria che rinnova ogni cosa".

Redazione

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