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Ventimiglia Vallecrosia Bordighera | 17 ottobre 2021, 06:00

I rischi della pornografia sulla formazione della persona

Ritorna la nostra Psicologa, la Dottoressa Irene Barbruni.

I rischi della pornografia sulla formazione della persona

Diverse sono le ricerche che hanno approfondito gli effetti delle immagini pornografiche sul funzionamento del cervello. Conosciamo le conseguenze sull’adulto come ad esempio la dipendenza e le problematiche sul desiderio sessuale, ma attualmente, vista la facilità con cui è possibile anche per i più piccoli entrare in contatto con quel tipo di immagini, si stanno studiando i pericolosi effetti sulla formazione della personalità. Alcune ricerche hanno registrato la modificazione della struttura cerebrale dell’emisfero sinistro in seguito all’esposizione alla pornografia online che determina una forte reazione emotiva.


Negli ultimi anni si osserva che l’esordio del periodo adolescenziale tende ad anticipare, ossia sempre più precocemente i giovanissimi agiscono la loro sessualità. Purtroppo però tutto ciò a fronte di un’ immaturità relazionale ed etica, spesso accompagnata da un’ inconsapevolezza delle problematiche legate alla propria identità sessuale. Questa disarmonia diventa un problema in quanto i ragazzini agiscono sessualmente senza rendersi conto di quello che fanno e soprattutto senza gli strumenti etici e relazionali che la situazione richiede. A questo dato dobbiamo considerare che i bambini hanno sempre di più la possibilità di connettersi a internet in età sempre più precoce. Le statistiche ci dicono che circa il 30% dei bambini accede alla pornografia online, la percentuale sale al  44% dei ragazzi tra i 14 e i 17 anni.

Considerando il contesto culturale in cui si muove l’adolescente attuale, la spinta verso le esperienze emotive e la ricerca del piacere come trama essenziale, la pornografia si aggiunge come ulteriore problematicità. I bambini non devono scoprire la sessualità attraverso la pornografia, in quanto in essa viene proposto un modello che non corrisponde alla realtà e soprattutto alle esigenze umane. Inoltre tanto più il bambino è piccolo tanto più i rischi sono alti, in quanto si troverà a dover affrontare emozioni che non è in grado di gestire e dalle quali viene quindi sopraffatto e travolto.

Se lasciamo che siano questo tipo di immagini ad avvicinare i giovanissimi alla sessualità, chiaramente forniamo una rappresentazione distorta, molto lontana da una sana sessualità. Con “sana sessualità” si intende una sessualità vissuta all’interno della sfera relazionale connotata da sentimento di reciprocità ed ispirata all’ideale della comunione tra le persone. La pornografia invece mostra un maschio dominante e una femmina sottomessa ripiegata a puro oggetto del piacere, e quindi in modo implicito fornisce l’idea che la donna provi piacere nell’essere umiliata e dominata. Teniamo presente che, al di là delle immagini pornografiche, oggi la cultura è dominata da una visione maschilista della sessualità la quale tende ad essere vissuta e vista come momento di piacere slegato dalla relazione e dai sentimenti. Una sessualità che si sviluppa dalla trama dell’uso e del dominio dell’altro, presuppone anche la visione dell’altro come oggetto da usare. Tale vissuto è alla base dell’insoddisfazione sessuale che oggi registriamo costantemente. Infatti come mai, nonostante oggi, dove i costumi culturali hanno liberato la sessualità la quale non ha più vincoli morali, assistiamo ad un aumento dell’insoddisfazione, delle insicurezze e delle problematiche sessuali? Tra l’altro il tema dell’ inibizione sessuale era ed è al centro di differenti teorie psicoanalitiche, da cui l’indicazione di quelle teorie di vivere più liberamente la sessualità.

Quindi nonostante la cultura abbia liberato la sessualità si assiste, come dicevo, ad un aumento dell’ insoddisfazione sessuale. Questo perché essa è stata privata della sfera relazionale cadendo nella logica maschile; ciò che genera la vera soddisfazione è una sessualità vissuta all’interno della relazione d’amore. La pornografia contribuisce ad alimentare una cultura dionisiaca che contraddice le vere esigenze del soggetto umano, da cui l’insoddisfazione. Da questa frustrazione oltretutto si genera l’uso di sostanze allo scopo  di provare il piacere che questa sessualità impoverita non offre più.

Il compito dei genitore è assai difficoltoso, in quanto non solo si deve vigilare sulla percezione della sessualità ma, al contempo, difendere i figli dalla trappola delle immagini pornografiche, le quali si trovano anche in tanta pubblicità. I genitori devono prendere coscienza di questa realtà. Purtroppo la sola sorveglianza a casa non basta in quanto ci può essere sempre un altro bambino che può mostrare filmati in qualsiasi luogo o contesto. Quindi è importante che siano i genitori a riflettere con i loro figli su queste tematiche e li supportino fornendo loro quella capacità critica che non possono avere in giovane età. Le riflessioni non dovranno riguardare solo o prettamente la pornografia, ma in senso più ampio è fondamentale fornire un’educazione all’affettività e al rapporto tra i sessi. E’ fondamentale contrastare la deriva culturale e maschilista, di cui abbiamo accennato, cercando di trasmettere ai più giovani l’educazione al rispetto di se stessi e dell’altro; soprattutto parlare di sentimenti e non solo di emozioni.

 

                                                                                   Dott.ssa Irene Barbruni

 

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L'Infermiere è un professionista sanitario laureato il cui compito è la somministrazione della cura, il controllo dei  sintomi e la  cultura all’ Educazione Sanitaria.

 

                                                                                                          Roberto Pioppo

 

 

 

 

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