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Attualità | 15 ottobre 2021, 15:30

Imperia, primo giorno di green pass obbligatorio nei pubblici esercizi. Calvi (Fipe): "Ne avremmo fatto a meno, ma dobbiamo lasciarci alle spalle un anno e mezzo di pandemia” (video)

Approda anche nella nostra provincia il fenomeno delle recensioni negative ai locali che chiedono il certificato verde. La replica: "Non capisco perché si debbano offendere attività che hanno già patito tanto"

Imperia, primo giorno di green pass obbligatorio nei pubblici esercizi. Calvi (Fipe): "Ne avremmo fatto a meno, ma dobbiamo lasciarci alle spalle un anno e mezzo di pandemia” (video)

Nel giorno in cui scatta l'obbligo di green pass per l'accesso ai luoghi di lavoro, la Fipe Confcommercio, la Federazione italiana pubblici esercizi, ha stimato in circa 30-40mila i lavoratori sprovvisti della certificazione verde a livello nazionale. Meno, dunque, di un 10 per cento del totale del personale di bar e ristoranti sarebbe senza lasciapassare sanitario. 

Enrico Calvi, (presidente provinciale Fipe), ci racconta come è andato il primo giorno in provincia di Imperia. “Questa crisi ci aveva già segnato prima di tutti gli altri settori economici, adesso che il comparto sta ritrovando, piano piano, una sua normalità dobbiamo abituarci anche a questa novità, che ci saremmo evitati volentieri”.  

“Sappiamo quello che abbiamo passato e nessuno vuole ritornare a cantare alla finestra e a mettere le lenzuola dai terrazzi con la scritta ‘andrà tutto bene’. Tutti, chiosa Calvi, abbiamo avuto le persone amiche che sono mancate a seguito, di questa pandemia o che si sono gravemente ammalate. Rispettando assolutamente le opinioni altrui, anche le più disparate, penso che assolutamente dobbiamo metterci alle spalle questo periodo”.

In merito alla problematica dei 'no green pass' che scrivono recensioni negative sui profili delle attività che richiedono il lasciapassare sanitario, fenomeno che è approdato anche in provincia di Imperia, Calvi conclude "a livello nazionale si sta trattando con TripAdvisor e per far sì che le recensioni relative al controllo possano essere cancellate. Non capisco perché si debba offendere attività che hanno già patito tanto durante la pandemia, semplicemente perché si attengono alla legge”.

Diego David

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