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Attualità | 19 settembre 2021, 07:11

Imperia, Stefano Pugi difende la svolta 'immobiliarista' dell’Isah: "Operazioni necessarie"

Il presidente della Fondazione Onluss parla dopo l’acquisto di Villa Galeazza per 3 milioni di euro. Alla casa di riposo di Dolcedo in arrivo la coop Jobel

Imperia, Stefano Pugi difende la svolta 'immobiliarista' dell’Isah: "Operazioni necessarie"

Stupidaggini, nessuna speculazione solo investimenti che in qualche modo si sono rivelati necessari”. Stefano Pugi, presidente dell’Isah, all’indomani dell'annuncio dell’acquisto di Villa Galezza per 3milioni di euro, che segue di pochi mesi quello della sede storica di piazzetta De Negri per 1milione e 200 mila euro, difende a spada tratta dagli attacchi che gli sono piovuti addosso la svolta ‘immobiliarista’ della sua Fondazione Onluss

Chi critica -prosegue Pugi – forse non sa che per quanto riguarda la sede di piazzetta De Negri era stata messa all’asta dal Comune quindi, in qualche modo era necessario agire in quel senso altrimenti avremmo dovuto andarci a cercare un altro posto con enormi difficoltà. Per quanto riguarda, invece, Villa Galeazza, la proprietà a marzo ci aveva comunicato l’intenzione di non rinnovarci l’affitto. Si tratta dell’immobile residenziale più bello di tutto il versante imperiese di Capo Berta, con una splendida vista sul mare che era utilizzato da tempo da noi come luogo di ricovero di una cinquantina di nostri ragazzi che si ritirano lì alla sera, alle 17 per cenare e poi guardare la televisione prima di coricarsi dopo aver partecipato alle attività quotidiane. A Villa Galeazza si risvegliano e fanno colazione tutti insieme. Sarebbe stato, quindi, anche in questo caso difficile trovare altra sistemazione adeguata e, inoltre, traumatico per i ragazzi che considerano Villa Galeazza come casa loro. Si tratta sì di operazioni comprendo onerose ma con al centro la salute dei nostri ospiti”. 

Qualcuno dice, però che, forse, allora non era necessario la trasformazione in Ente privato con ricadute sul personale, visto che i soldi, evidentemente c’erano… “Chi pensa questo  - replica Stefano Pugiè fuori strada. Eravamo una organizzazione di fatto privata ma con tutti i lacci e laccioli di un Comune, senza poter godere di alcun beneficio. Questa operazione ci ha liberato le mani da vincoli insuperabili. Eravamo un ibrido, per esempio non potevamo godere delle elargizioni del 5 per mille. Tutto è stato fatto per tutelare i ragazzi”. 

Non pochi grattacapi vi ha creato l’arresto dei vertici della Cooperativa ‘L’Agorà d’Italia’ di Arezzo che gestiva il personale della Casa di riposo di Dolcedo. Situazione attuale? “Abbiamo chiesto subito che la coop ci mettesse a disposizione le carte contabili per non avere sorprese, cosa che non è stata fatta. Avendo a cuore il destino di una novantina di dipendenti li abbiamo presi in carico noi. Ora anche questa delicata partita è vinta. Dal 1º ottobre subentrerà una nuova cooperativa, la Jobel. Abbiamo emesso un bando e hanno risposto in tre. La scelta è ricaduta sulla Jobel secondo anche un criterio di territorialità, visto che quella di prima in qualche modo ci era stata imposta dalla Stazione unica appaltante della Regione, senza che noi potessimo mettere becco”, sottolinea Pugi.    

Prossime iniziative?Non sono immobiliari-sorride il presidente dell’Isahè in arrivo una vasca sensoriale per gli ospiti, con suoni, colori, immagini del valore di 50mila euro. Diecimila ci sono stati assicurati dalla Fondazione Carige”.

 

 

 

 

Diego David

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