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Cronaca | 17 settembre 2021, 13:53

Imperia, bidella del 'Ruffini' senza green pass, l'Asl 1: “Ci invii la documentazione che attesta la malattia e la aiuteremo a ottenerlo”

La donna, che da 3 giorni si reca a scuola e puntualmente viene rimandata a casa, sostiene di aver avuto il covid, ma - per motivi non del tutto chiariti- "non l'ha potuto certificare". Il sierologico, però non è valido per ottenere il green pass

Imperia, bidella del 'Ruffini' senza green pass, l'Asl 1: “Ci invii la documentazione che attesta la malattia e la aiuteremo a ottenerlo”

“Noi siamo a disposizione in attesa della sua documentazione e le daremo una mano per ottenere il green pass. Può inviare tutto all'indirizzo mail guariti.covid@asl1.liguria.it e noi faremo da tramite con il Ministero della Sanità”. Così l’Asl 1 imperiese, contattata dal nostro giornale, in merito alla vicenda di Laura Muratore, la collaboratrice scolastica in servizio presso l' Iis 'Ruffini' di Imperia che oggi, per il terzo giorno consecutivo, pur non avendo la certificazione verde si è presentata in servizio.

Anche oggi è dovuta rientrare a casa poiché non essendo in possesso del green pass non può, come prevedono le norme, lavorare a scuola. Ieri e mercoledì è stata sanzionata con un’ammenda di 400 euro e sul posto erano giunte le forze dell’ordine. Oggi è stata semplicemente allontanata dal preside che sul tema ha le mani legate e non può fare diversamente.

La bidella sostiene di aver avuto il covid e di non averlo potuto certificare. "Io ho contratto il covid e non l’ho potuto certificare, ha dichiarato stamani ai nostri microfoni. Cose mal gestite anche dagli accordi della sanità. Alcuni dicono che la denuncia deve farla il medico, il medico invece mi ha detto che dovevo arrangiarmi e chiamare io l’Asl e ho cercato di denunciare il caso e siamo arrivati a questo punto. Io ho avuto il covid e ho fatto anche il sierologico per dimostrare, ma l’ho fatto troppo tardi e di conseguenza la colpa non è mia. Sono stati loro che non mi hanno fatto fare le cose per tempo. Ho chiesto al medico di mandarmi l’assistenza a casa, lui mi ha risposto che non la mandava. Sono passati 4-5 giorni da questa situazione. Poi il tampone è uscito negativo e il sierologico invece positivo. La malattia l’ho avuta, l’ho sviluppata e l’ho subita perché si sta veramente male. Una serie di disguidi".

Il sierologico, con l’attestazione di avere gli anticorpi derivanti dalla malattia, sul fronte dell’ottenimento del green pass non serve a nulla. E’ un certificato personale volto alla conoscenza del proprio stato di salute, ma non è riconosciuto a livello ministeriale e giuridico quale documento utile per avere il green pass che, lo ricordiamo si ottiene solo se si è vaccinati, se si è negativi post tampone (e vale 48 ore) oppure se si ha il certificato di guarigione del covid rilasciato dall’autorità sanitarie. Tutto il resto non vale.

Di chi è la responsabilità? A dire della donna del medico curante e dell’Asl, ma qualora la stessa non ha proceduto a segnalare alle autorità sanitarie la situazione potrebbe incorrere in conseguenze molto gravi come una denuncia per epidemia colposa.  

Angela Panzera

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