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Economia | 15 settembre 2021, 15:00

Il caffè un viaggio nei sapori

Le miscele di caffè: come distinguerle e scegliere la migliore

Il caffè un viaggio nei sapori

E' indubbio che il caffè sia tra le bevande più consumate ed apprezzate di tutto il mondo. Il rito del caffè ci accompagna da sempre in ogni momento della giornata. Dalla mattina appena svegli, nelle pause lavorative per dare la giusta carica grazie alla presenza della caffeina, o anche per concludere un pasto grazie al suo aroma inconfondibile. Molte sono le discussioni su quale sia il caffè migliore, ma la verità è che la risposta è puramente soggettiva, e dipende dai gusti personali di ognuno, anche se ogni miscela si caratterizza comunque per aromi e gusti specifici.

Aroma, gusto, acidità

Non è semplice distinguere i diversi tipi di caffè e gli aromi che le caratterizzano. La preferenza di una miscela rispetto ad un’altra dipende logicamente dal proprio gusto personale, ma le caratteristiche organolettiche che la contraddistinguono derivano in gran parte anche dalla tecnica di lavorazione, dall’annata, dal metodo di raccolta e dalla zona di coltivazione.

Nella valutazione è necessario tenere in considerazione tre fattori, che sono comuni a tutte le tipologie di caffè e che dipendono dal tipo di lavorazione: aroma, gusto, acidità.

Il processo artigianale per la realizzazione del caffè parte dalla raccolta della bacche ormai mature da cui vengono ricavati i chicchi. Segue poi la fase di tostatura che consiste nel mettere i chicchi in una macchina specifica che li porta ad una temperatura molto elevata. Questa fase è estremante importante, perché a seconda del grado di tostatura dipendono gusto ed aroma.

L’aroma è l’insieme dei profumi e odori che diffonde la miscela. È quella fragranza intensa e coinvolgente che rende il caffè unico ed inconfondibile.
L’aroma del caffè arriva alle cellule olfattive del cervello e fa sprigionare sensazioni e ricordi sopiti.

Il gusto è la parte maggiormente sensoriale, i sapori predominanti sono il dolce, l’amaro, e l’acido. La dolcezza è semplice da individuare, perché è uno dei gusti a cui siamo più abituati. Più complesso è riconoscere invece l’amaro e soprattutto l’acido, a cui siamo meno avvezzi. Il grado di amarezza dipende dalla quantità di caffeina presente e dal grado di tostatura del chicco, tanto più sarà bruciato tanto più il gusto sarà compromesso.

L’acidità è una caratteristica positiva, e se ben bilanciata è considerata addirittura un pregio e sta ad indicare una bevanda di qualità superiore. Un buon equilibrio tra acido, dolce e amaro si ritrova nelle miscele coltivate ad altezze superiori ai 1.000 metro, come ad esempio l’Arabica.

Per gli amanti del mondo del caffè il web offre curiosità ed informazioni di ogni tipo. Portali come www.oggicaffe.com ad esempio propongono a curiosi ed appassionati notizie sull’argomento con consigli pratici sotto forma di una guida per l’acquisto delle migliori macchine da caffè e delle miscele, sulla base delle preferenze personali.

Le miscele di caffè: come distinguerle e scegliere la migliore

Sono quattro le miscele che si ottengono dalla tostatura e macinatura del chicco, ognuna con tratti distintivi precisi.

Arabica: è originaria del Kenya, Etiopia e dello Yemen, viene coltivata principalmente ad alta quota tra i 900 ed i 2.000 metri sul livello del mare nelle zone tropicali del Brasile. È una miscela molto apprezzata e tra le più conosciute, presenta una acidità abbastanza marcata, un gusto dolce, raffinato e molto profumato ma è poco ricca di caffeina.

Robusta: è tipica della Guinea e dell’Africa tropicale, con un gusto forte ed amaro. Ha un grado di acidità molto basso, ma è ricca di caffeina che le conferisce un retrogusto intenso.

Liberica: coltivata in misura minore, i suoi chicchi sono particolarmente profumati, ma di qualità inferiore rispetto alle altre miscele.

Excelsa: coltivata nelle zone dell’Africa e dell’Indonesia molto simile all’Arabica, produce chicchi molto aromatici e dolci.

Curiosità sul caffè nel mondo

Nella tradizione turca il caffè, oltre ad essere sinonimo per eccellenza di ospitalità, è il protagonista del rito del matrimonio. Durante il matrimonio l’offerta del caffè agli invitati è simbolo di cordialità verso gli ospiti.

La bevanda viene preparata in una caffettiera particolare, dotata di un manico lungo, dove viene fatta bollire acqua e zucchero, e aggiunta poi in seguito la miscela di caffè. Viene poi portato nuovamente ad ebollizione per altre due volte e lasciato intiepidire attendendo che la polvere si depositi sul fondo.

Un altro fatto curioso è legato alla tipologia di miscela Kopi Luwak che sembra essere la più costosa al mondo. Viene prodotta dalle feci di un animaletto della zona dell’Indonesia, che durante la digestione produce delle sostanze che rendono le sue feci aromatizzate al gusto di cioccolato e caramello.

Richy Garino

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