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Cronaca | 14 settembre 2021, 15:02

Imperia, l’udienza per la revoca del concordato di Rivieracqua aggiornata al 6 ottobre. Mangiante: “Anche per i giudici il fallimento sarebbe una ‘follia’” (foto e video)

In previsione un concordato che soddisfa i creditori nella misura del 90 per cento. Giacomo Chiappori: “Appena nominato credo di aver portato fortuna alla società”

Imperia, l’udienza per la revoca del concordato di Rivieracqua aggiornata al 6 ottobre. Mangiante: “Anche per i giudici il fallimento sarebbe una ‘follia’” (foto e video)

 

Si è conclusa, dopo oltre due ore di discussione, con un rinvio al 6 ottobre l’udienza di revoca del concordato di Rivieracqua che si è tenuta stamattina in tribunale a Imperia davanti al giudice fallimentare, come conferma il presidente del Cda del consorzio dell’acqua pubblica Gian Alberto Mangiante: “Abbiamo portato a giustificazione tutte le contestazioni che venivano indicate nel decreto dell’agosto scorso. Abbiamo dato motivazioni e giustificazioni in merito al comportamento che stiamo portando avanti. L’udienza è stata aggiornata su richiesta della procura al prossimo 6 ottobre”. 

L’orientamento di Rivieracqua, comunque, resta quello di andare avanti. Si è fatto tanto, tantissimo in questo periodo, per cui continueremo fermi nella nostra azione per poter consolidare quelle che poi erano le richieste di tutto il territorio imperiese. Abbiamo assolutamente la volontà di tutelare non solo la società, non solo le richieste dei cittadini, ma anche e soprattutto i diritti dei creditori che è giusto che preserviamo nei loro giusti riconoscimenti dei crediti maturati nei confronti di Rivieracqua”. 

Abbiamo in previsione -prosegue Mangiante - un concordato che paga i creditori chirografari in ragione del 90 per cento o percentuale vicina, per cui riteniamo sia un concordato che vada senz’altro verso la volontà e nell’interesse dei creditori. Su questo il Cda nella persona mia, della dottoressa Rodi e dell’onorevole Chiappori è fermo nel voler portare avanti il mandato che ci è stato conferito”. 

La richiesta di fallimento da parte della procura? Più volte sono stati fatti passaggi in questo senso e lo stesso giudice ha definito ‘una follia’ l’istanza di fallimento. Un fallimento in questo momento non solo significherebbe mettere in difficoltà tutti i creditori di Rivieracqua ma anche e soprattutto consegnare nelle mani dei privati il ciclo idrico integrato, perché lo ricordiamo, il fallimento del gestore unico comporta la rinuncia alla gestione diretta da parte di Rivieracqua. Quindi, vorrebbe dire consegnare nelle mani del privato la gestione dell’idrico, esattamente il contrario di come si era pronunciata l’intera collettività della provincia di Imperia. La memoria che abbiamo depositato servirà, appunto, alla procura fare le sue valutazioni. Aggiorneremo i dati contabili affinché si rendano conto che i numeri sono positivi come sono stati rilevati dallo stesso commissario avvocato Ambrosini per quanto riguarda la situazione al 30 giugno e si siano mantenuti tali o siano, addirittura, in miglioramento”.  

Il sindaco uscente di Diano Marina Giacomo Chiappori, terzo

e ultimo arrivato membro del Cda conclude: “Abbiamo lavorato perché Rivieracqua rimanga. Ho notato che anche i giudici sono andati in quell’ordine lì. Abbiamo portato tutte le memorie e anche i lavori fatti dal commissario Checcucci che ha cambiato il volto di quello che era prima il sistema idrico di Imperia. È entrata Amat, Amaie, Secom. Non ci sono più problemi tranne per quanto riguarda Bordighera. Noi stiamo lavorando così e spero che non venga in mente a nessuno di fare qualche strappo perché non è il momento visto che siamo alla fine de tunnel e il sole sta arrivando. Devo dire che, e lo dico con orgoglio, sono appena stato nominato e credo di aver portato oggi fortuna a questa società. Di solito non porto a me, ma per i creditori e per quello che è la società credo di avergli portato un po' di fortuna”. 

 

 

 

Diego David

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