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Cronaca | 13 agosto 2021, 12:22

Ventimiglia: migranti squarciano i teloni dei treni merci per raggiungere la Francia, da Genova l'appello dell'azienda ‘FuoriMuro’ a sindaco e forze dell’ordine

“La condizione in cui ci troviamo a operare è sempre più ardua dal punto di vista umano e genera pesanti disservizi per il nostro indotto e danni ingenti al materiale”

Ventimiglia: migranti squarciano i teloni dei treni merci per raggiungere la Francia, da Genova l'appello dell'azienda ‘FuoriMuro’ a sindaco e forze dell’ordine

Con l’estate la situazione migranti a Ventimiglia è nuovamente esplosa, come ampiamente previsto. In centinaia trovano ‘casa’ in ogni angolo della città in attesa del passaggio buono per la Francia o dell’occasione giusta per varcare il confine.
Tra i mezzi più utilizzati c’è il treno, circostanza che negli anni ha provocato anche gravi e tragici incidenti. I treni merci sono i prediletti per nascondersi nei vagoni e uscire una volta arrivati in Francia.

Sul tavolo del sindaco Gaetano Scullino è arrivata ieri la lettera della società genovese ‘FuoriMuro’ specializzata in trasporti ferroviari. L’oggetto della lettera parla chiaro: “Presenza continua e crescente di migranti a bordo dei nostri treni”.

Il presidente e amministratore delegato Guido Porta si rivolge a sindaco, questore, prefetto e RFI:  “Mi appello alle istituzioni affinché non ci lascino soli a fronteggiare le criticità, ormai del tutto insostenibili per la nostra impresa, dovute alla presenza continua e crescente di migranti che tentato disperatamente di varcare il confine italiano a bordo dei nostri treni merci. La condizione in cui ci troviamo a operare è sempre più ardua dal punto di vista umano e genera pesanti disservizi per il nostro indotto (soste per consentire le ispezioni da parte degli agenti di Polizia, ritardi sulla linea che si traducono in mancate consegne ai clienti finali, impegno dei carri e dei contenitori e conseguente annullamento dei servizi successivi) nonché danni ingenti al nostro materiale rotabile”.

I teloni dei contenitori che utilizziamo per trasportare la merce vengono infatti squarciati dai migranti con l’obiettivo di potervisi introdurre - prosegue il presidente e amministratore delegato - le effrazioni si verificano ogni giorno a Ventimiglia Fascio Esterno tra le 00.30 e le 5.50 in quanto il treno è costretto in questo lasso di tempo a una sosta tecnica per l’interruzione della linea lato Francia. Quando il treno viene scaricato a Miramas, Captrain France, l’impresa incaricata di frazionare il treno in Francia, trova costantemente all’interno delle casse un numero significativo di migranti (in alcuni casi ne sono stati rilevati addirittura un centinaio). Tra loro vi sono molte donne e bambini, fino ad oggi miracolosamente incolumi. Questa situazione è esplosa nel mese di giugno; sono quindi ormai più di due mesi che ‘FuoruMuro’ rivolge sistematici appelli a Polfer e RFI. Abbiamo anche invocato, a fronte di una carenza di personale lamentata da Polfer, la possibilità di coinvolgere l’Esercito Italiano e ci siamo resi disponibili a condividere gli oneri di investimento per introdurre un servizio di vigilanza privata, ma nulla è valso a trovare soluzioni percorribili, anzi, le circostanze sembrano evolvere verso un deterioramento sempre peggiore”.

Per mitigare l’attuale stato emergenziale, ‘FuoriMuro’ e Captrain France stanno co-investendo ingenti risorse per l’adozione di un servizio di vigilanza provata, ma per entrambe le imprese si tratta di un investimento insostenibile nel medio-lungo periodo - conclude Guido Porta - ci appelliamo quindi a voi nella speranza di non doversi vedere costretti a interrompere la nostra attività, salvaguardando un servizio che riveste un ruolo importante non solo per noi ma anche per la collettività, trattandosi dell’unico traffico intermodale tra Italia e Francia sia Ventimiglia che, nel solo 2020, ha contribuito a un risparmio di oltre 10 mila tonnellate di CO2”.

Si attende, ora, una riposta da parte delle autorità locali per porre rimedio a un problema con potenziali pensati ripercussioni sul lato umano ed economico.

Pietro Zampedroni

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