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Cronaca | 02 agosto 2021, 07:05

Ventimiglia: sabato pulizia vicino a Ponte San Luigi, ma 'Kesha Niya' non si presenta, le accuse di 'Terre di Grimaldi' (Foto)

I residenti si scagliano duramente contro i 'no border': "Si sono impossessati della nostra frazione lordando ovunque e facendo come pare a loro. E non sono venuti ad aiutarci dopo aver dato la conferma della loro presenza. Non vogliamo più avere a che fare con loro".

Ventimiglia: sabato pulizia vicino a Ponte San Luigi, ma 'Kesha Niya' non si presenta, le accuse di 'Terre di Grimaldi' (Foto)

Si è svolta sabato a Grimaldi, frazione di Ventimiglia, una giornata di pulizia del territorio, nella quale sono stati raccolti più di 100 sacchi di rifiuti. Con la collaborazione di personale e mezzi del Comune e della Docks Lanterna, oltre a quattro volontari dei lavori socialmente utili che hanno lavorato senza sosta e con entusiasmo, i soci di ‘Terre di Grimaldi’ hanno lavorato senza risparmiarsi in un clima positivo e gioviale.

Ma, al termine della giornata, spunta anche un po’ di polemica, visto che il collettivo ‘Kesha Niya’ che offre assistenza e cibo ai migranti a ridosso del confine di Ponte San Luigi, non si è presentato: “A loro, come invece agli altri partecipanti – dicono i soci di ‘Terre di Grimaldi’ - non possiamo certo dire grazie. Prima hanno aderito all’iniziativa promettendo addirittura 8-10 persone in supporto e poi non si è presentato nessuno, senza nemmeno giustificare la mancata presenza. Questo comportamento non rispecchia la volontà di ‘fare’ qualcosa per il territorio in cui, fino a prova contraria, li stiamo ospitando, nostro malgrado”.

“Si sono presi pieno possesso degli spazi pubblici senza rispetto alcuno – accusa l’associazione - parcheggiando e lasciando per lunghe soste negli incroci i loro mezzi scassati, che non si capisce nemmeno se siano in condizione di trasportare viveri e se siano assicurati. Non rispettano i limiti di velocità, non rispettano gli spazi di manovra, non si preoccupano del rischio che fanno correre ai residenti e ai bambini, con gli usci delle case sul ciglio dell’unica strada presente. Se ne fregano dell’incolumità altrui e se qualcuno gli dice qualcosa lo insultano oppure hanno il coraggio di fare gli offesi, accusandolo di essere razzista, sessista, fascista, omofobo e capitalista. Trattano il nostro borgo come una latrina a cielo aperto, invadono le proprietà private e privatizzano abusivamente quelle pubbliche riducendole a discariche, fanno a casa nostra quello che a casa loro non gli sarebbe mai permesso di fare”.

“Considerando che si vantano di dare assistenza ai migranti – termina ‘Terre di Confine’ - dovrebbe partire dalla loro associazione l’iniziativa di tenere puliti i presidi, i luoghi occupati o di passaggio, ridotti a discariche. Noi abbiamo pulito parte di questi luoghi e c’è ancora tantissimo da fare e non ci tiriamo indietro anzi proseguiremo verso la parte bassa del paese dove la situazione di degrado è ancor più visibile considerando che si tratta di luoghi di alto passaggio. Abbiamo dedicato gran parte di questo comunicato ai ‘no borders’ perchè tutti sappiano chi sono e cosa fanno: non si può più aspettare. Il rischio che la situazione degeneri è sempre più vicino:  non è più possibile portare un cane fuori la sera, prendere la corriera di giorno, fare una passeggiata sen-za essere importunati e senza vomitare per il fetore degli escrementi e della sporcizia; atti osceni a qualsiasi ora del giorno, liti fra trafficanti con armi da taglio o improprie, svuotamento di liquidi neri e fangosi per il ciglio della strada, i panni stesi a tappezzeria sulla rete di protezione della frana, dove una volta si vedevano solo auto o moto a fotografare il magnifico panorama, e via così. D’ora in avanti non ci interessa più avere alcun tipo di rapporto con il collettivo ‘Kesha Nyia’, e nessun appartenente alla nostra associazione è autorizzato a parlare con loro se non a titolo personale”.

Intanto, a solo 24 ore dalla pulizia, sono già stati trovati altri rifiuti abbandonati con i documenti di un migrante che saranno consegnati alle autorità. Infine il recupero dei terreni procede a gonfie vele. Si stanno recuperando anche 800 metri quadri di uliveto, di proprietà di uno dei soci e sono state avviate importanti sinergie con altre associazioni della zona.

Carlo Alessi

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