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Cronaca | 02 agosto 2021, 13:16

Ventimiglia: nelle aziende colpite dalla grandinata dell'altra notte "E' un disastro, ci serve aiuto" (Foto e Video)

Gli agricoltori intanto sono già a lavoro, stanchi, tristi, stremati, tuttavia mai fermi e pronti a ripartire, a rifiorire come la terra di cui si occupano e che, da sempre, amano e proteggono.

Ventimiglia: nelle aziende colpite dalla grandinata dell'altra notte "E' un disastro, ci serve aiuto" (Foto e Video)

Aziende agricole al lavoro nel ventimigliese da questa mattina, per mettere mano ai gravissimi danni provocati dalla grandinata della notte tra sabato e domenica. Abbiamo visitato le diverse aziende, accompagnati dal Presidente del Consiglio comunale frontaliero, Andrea Spinosi, che ha fatto il punto della situazione.

"Abbiamo sentito come un tuono, come se un aereo avesse sganciato un carico di sassi sulle nostre terre": è quanto dicono gli agricoltori, tragicamente colpiti dalla grandinata di sabato notte che ha lasciato segni evidenti e ferite sia alla terra che all'animo di chi le abita, le vive e ci trae sostentamento. Le frazioni di Bevera e Varase sono le zone più colpite dal violento agente atmosferico che ha distrutto serre e raccolti. I vetri, ormai detriti, penzolano dalle strutture come ghigliottine, come una spada di Damolce sulle teste di questi commercianti già aspramente attaccati durante i tempi dell'alluvione, periodo in cui hanno dovuto affrontare la difficoltà di non avere più acqua a causa dello spostamento delle falde acquifere. In più, dopo l'anno di Covid che ha decretato lo stop e incrementato l'importazione, questo era il tempo giusto per ripartire, periodo d'oro per la floricoltura nazionale che stava prendendo il volo. Oltre al danno la beffa.

I terreni pronti per essere coltivati, quelli prossimi alla raccolta appaiono colmi di schegge, pieni di taglienti frammenti che, in alcuni casi come lapidi scintillanti si sono conficcati nel terreno. Il morale è distrutto, esattamente come lo scenario, simile ad uno di guerra. I danni alla produzione sono enormi.

In compagnia del presidente del consiglio di Ventimiglia, Andrea Spinosi, abbiamo fatto un giro in alcune aziende particolarmente danneggiate e abbiamo dato voce ai proprietari, agli agricoltori che ora dovranno fare i conti con i problemi provocati dalla grandine. Sarà richiesto dalla Regione lo stato di calamità naturale. Dovranno essere rimossi i vetri e bonificare le piante. Un lavoro dalla mole importantissima che comporta notevoli pericoli.

Abbiamo incontrato i proprietari delle tenute partendo da Bevera, dall'azienda Four Flowers che si occupa di ortensie, girasoli e altre piante, il suo proprietario è distrutto, come le sue strutture e i suoi fiori. Poi ci siamo diretti presso l'azienda Santamaria, storica produttrice di garofani. La musica è la stessa, quella di vetri e progetti infranti. Dopo, abbiamo fatto visita all'azienda Ballestra e Lorenzi, che si occupa di piante grasse e succulente, anche in questo caso il quadro resta lo stesso, così come per la vicina  Am Flowers. Più su, le serre della Spes hanno subito la stessa sorte, ortaggi pronti alla raccolta da gettare, ricoperti dal vetro.

L'associazione offriva ai ragazzi in difficoltà anche un luogo in cui, attraverso l'attività della coltivazione, potevano trovare giovamento tramite una terapia distensiva e utile per stare meglio. Tutto da rifare, tutto da ricostruire. Infine siamo stati alla Nirp International dei fratelli Ghione, azienda che si occupa di ibridazione delle rose. Tutto il delicatissimo meccanismo biologico di una serra è andato in fumo, in quanto, le fragili piante hanno naturalmente risentito del trauma della grandine e la struttura che le custodiva è stata abbattuta dal ghiaccio. Sui teli , il vetro adagiato cade lentamente.

L'ironia della sorte ha voluto colpire queste aziende risparmiandone, per fortuna, altre vicinissime. Come se la pioggia abbia scelto a caso, o avesse un piano preciso. Un clima che non fa sconti e i cittadini lo sanno benissimo. L'appello è che lo Stato intervenga al più presto. Gli agricoltori intanto sono già a lavoro, stanchi, tristi, stremati, tuttavia mai fermi e pronti a ripartire, a rifiorire come la terra di cui si occupano e che,  da sempre, amano e proteggono.

Diego Lombardi

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