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Attualità | 02 agosto 2021, 07:11

Imperia sesta per le richieste accolte di reddito e pensione di cittadinanza: 4.726 nel primo semestre 2021

Il report è stato realizzato dall'Inps e fa riferimento alle 13 province del Nord-Ovest. In Liguria il primato spetta a Genova (14.793) e poi chiudono Savona (4.158) e La Spezia (2.694)

Imperia sesta per le richieste accolte di reddito e pensione di cittadinanza: 4.726 nel primo semestre 2021

La provincia di Imperia si colloca al sesto posto nell’intero Nord-Ovest i per i dato dei nuclei familiari percettori di reddito e pensione di cittadinanza. Con 4mila e 726 persone coinvolte, Imperia è la seconda provincia infatti, della Liguria. Il primato spetta a Genova con 14.793 e  poi, segue Savona 4.158 e infine La Spezia con 2.694.  

Tra Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta sono quasi 100 mila i nuclei familiari del Nord Ovest che a giugno sono risultati percettori di reddito e pensione di cittadinanza (per la precisione 99.503) e 192.555 le persone coinvolte da questa misura di sostegno statale. Cifre appena rese note dall'Inps, precisando che i nuclei beneficiari di reddito-pensione di cittadinanza nel mese scorso sono stati 72.082 in Piemonte (140.991 le persone coinvolte), 26.371 in Liguria (49.578) e 1.050 in Valle d'Aosta (1.986). Nella regione alpina l'importo medio mensile erogato è stato di 428,51 euro, mentre è stato di 519,66 in Piemonte e di 497,23 euro in Liguria.

Nella classifica generale la provincia con più istanze accolte è Torino con 44.655. Dopo Genova segue Alessandria( 7.372), Cuneo (5.178), Novara (4.749) ed infine Asti (3.269), Vercelli (2.803), Biella (2.439), Verbania (1.617) e Aosta (1.050). 

In riferimento invece, ai nuclei familiari richiedenti nel primo semestre del 2021 l'Inps ne ha censiti 46.837 in Piemonte, 17.068 in Liguria e 830 in Valle d'Aosta. In tutta l'Italia, i nuclei beneficiari di almeno una mensilità sono già 1,6 milioni per un totale di 3,7 milioni di persone coinvolte, esattamente gli stessi numeri del 2020. L’importo medio mensile erogato cresce nel tempo. Nel complesso infatti è aumentato dell’11%, passando da 492 euro erogati nell’anno 2019 a 548 euro nel 2021.

Quanto al reddito di emergenza (Rem), che nel 2020 in tutto il Paese ha interessato 425.000 nuclei i quali hanno percepito mediamente 550 euro al mese, l'Inps ha comunicato che quest'anno hanno ricevuto almeno un pagamento 25.427 nuclei familiari in Piemonte, 11.578 in Liguria e 721 in Valle d'Aosta.

Secondo quanto stabilito dalla legge i requisiti anagrafici, economici, patrimoniali e di compatibilità devono esserci non solo in sede di istruttoria, ma anche in occasione di ogni rinnovo mensile. Se dopo l’istruttoria e l’accoglimento della domanda viene rilevata l’insussistenza di uno o più requisiti, la domanda viene revocata, con il recupero delle prestazioni indebitamente erogate. Diversamente, se in sede di rinnovo viene accertato il venir meno dei requisiti, la domanda decade “fisiologicamente”. Infine se se dopo l’accoglimento dell’istanza, l’Inps viene a conoscenza di un evento non comunicato dal nucleo richiedente interviene la decadenza “sanzionatoria”. Nei primi sei mesi del 2021 è stato revocato il beneficio a circa 67mila nuclei, mentre nel 2020 erano stati 26mila. I motivi per cui è possibile che il beneficio venga revocato sono tanti e diversi. La motivazione più frequente è l’accertamento della “mancanza del requisito di residenza/cittadinanza”.

Nei primi sei mesi del 2021 sono decaduti dal diritto quasi 200mila nuclei, erano stati 260 mila nell’intero anno 2020 e 80mila tra aprile e dicembre 2019. Soltanto nel giugno scorso, in Italia, i nuclei beneficiari di reddito di cittadinanza sono circa 1,2 milioni (90%) mentre quelli che hanno goduto della pensione di cittadinanza sono 128 mila (10%), per un totale di 1,34 milioni. L’importo medio erogato in giugno è di 551 euro. Il 60% dei nuclei percepisce un importo mensile fino a 600 euro mentre all’estremo opposto solo l’1% percepisce un importo mensile superiore a 1.200 euro.

Quanto alla cittadinanza, nell’86% dei casi il richiedente la prestazione risulta italiano, nel 9% è un extra-comunitario in possesso di un permesso di soggiorno, nel 4% un europeo e infine nell’1% si tratta di familiari di tutti i casi precedenti. Di 3 milioni di persone coinvolte, 753 mila sono minorenni; la distribuzione per numero componenti del nucleo vede la prevalenza (64%) di nuclei composti da una o al massimo due persone; il numero medio di persone per nucleo familiare è pari a 2,2 e l’età media dei componenti è pari a 36,2 anni.

Redazione

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