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Cronaca | 28 luglio 2021, 10:38

L’alta velocità e l’ipotesi di un’altra auto nelle indagini sullo schianto di Diano Marina

Un secondo veicolo ripreso dalle telecamere mentre sfrecciava a capo Berta, a poche centinaia di metri dal luogo dell’incidente costato la vita a Matteo Muratore, il 19enne originario di Pocapaglia, nel cuneese

L’alta velocità e l’ipotesi di un’altra auto nelle indagini sullo schianto di Diano Marina

La presenza di una seconda auto, di un altro veicolo che sarebbe stato in qualche modo coinvolto nella folle corsa che ha portato la Fiat Punto con a bordo la comitiva di ragazzi roerini a schiantarsi contro la cancellata di una concessionaria d’auto lungo la via Aurelia, a Diano Marina.

Mentre in quel di Macellai, alle porte di Bra, ci si prepara a dare l’ultimo saluto al 19enne Matteo Muratore (le esequie sono state fissate per domattina, nella parrocchiale della frazione), è su questa pista che stanno lavorando gli inquirenti per fare completa chiarezza su quanto esattamente accaduto nella notte tra venerdì e sabato scorsi in via Ardoino a Diano Marina, nel tratto che conduce all’ingresso del centro rivierasco, teatro del pauroso incidente nel quale il giovane operaio ha perso la vita e i quattro amici tra i 17 e i 19 anni che viaggiavano con lui sono rimasti seriamente feriti.

Il riserbo degli inquirenti in questo senso è massimo, ma verificata da subito la circostanza dell’alta velocità alla quale procedeva la vettura con a bordo i cinque, si vuole ora escludere la presenza sul posto di un secondo veicolo, che potrebbe avere avuto una parte nell’incidente.

Da qui l’attenzione che i Carabinieri della Stazione di Diano Marina e i colleghi del Comando imperiese hanno da subito riservato al vaglio delle riprese effettuate dalle telecamere di videosorveglianza presenti in zona.

Immagini che, sempre secondo quanto filtra dalle indagini, avrebbero immortalato la presenza di un’altra automobile che negli stessi minuti sarebbe sfrecciata ad alta velocità a poca distanza dal luogo dello schianto, nella zona di capo Berta.

Anche per questo gli stessi inquirenti attendono di poter parlare con gli altri ragazzi presenti sull’auto, intanto dimessi dall’ospedale "Santa Corona" di Pietra Ligure e ora rientrati presso le rispettive abitazioni.

Lo faranno nei prossimi giorni, dopo che la famiglia di Matteo avrà potuto dato l’ultimo saluto al giovane, la cui vita si è spezzata troppo presto, all’alba di una vacanza con gli amici nella seconda casa della famiglia. 

Ezio Massucco

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