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Sanità | 24 luglio 2021, 07:00

Bibite zuccherate: No Grazie!!

I consigli di Nutrigenomica di Simona Oberto

Bibite zuccherate: No Grazie!!

Più volte ho sottolineato nei miei articoli quanto lo zucchero sia il vero “nemico” da cui dobbiamo difenderci. Parlo naturalmente dello zucchero artificiale, aggiunto, a nostra insaputa, praticamente ovunque nella nostra alimentazione: dai condimenti come la senape e il ketchup fino al salmone affumicato.

Il consumo di zucchero annuale pro-capite sta aumentando in modo vertiginoso perché la nostra dieta è sempre più ricca di carboidrati complessi raffinati come la pasta, pane, pizza e di prodotti confezionati tra cui le merendine, le caramelle, i biscotti, ma anche le bibite e i succhi di frutta industriali.

La verità è che i primi consumatori di questo “veleno zuccheroso” sono i bambini, sempre più abituati a colazioni e merende il cui ingrediente principale è proprio lo zucchero.

Un trionfo di merendine, torte, biscotti, marmellate, creme di nocciole, bibite e succhi di frutta industriali. Certo! Bere una bibita ogni tanto e concederci settimanalmente un dolcetto artigianale non può creare problemi di salute, ma quando gli alimenti ricchi di zuccheri vengono consumati quotidianamente, magari insieme ad altro cibo spazzatura, allora gli effetti sul metabolismo possono essere devastanti.

Pensate che lo zucchero nel nostro corpo si comporta come una colla versata in un ingranaggio. Tecnicamente questo processo si chiama “glicazione”: lo zucchero si lega alle proteine e ai lipidi circolanti e ne altera la forma e la funzionalità. In generale possiamo dire che la glicazione gioca un ruolo di primaria importanza nella genesi dei danni cellulari e nello sviluppo di molte patologie a base infiammatoria, compresa la steatosi epatica “non alcolica” sempre più diffusa anche tra i bambini e gli adolescenti. La glicazione è associata anche all’invecchiamento precoce e a malattie neurogenerative come l’Alzheimer.

I cibi e le bevande molto ricche di zucchero vengono assorbiti rapidamente e inducono un picco glicemico e di conseguenza un forte rilascio di insulina da parte del pancreas, e se la cosa dovesse reiterarsi con molta frequenza, nel tempo potrebbe aumentare il rischio di resistenza insulinica, vale a dire che i tessuti e le cellule diventano sempre meno sensibili al comando dell’insulina.

Queste sono le basi per patologie come l’obesità, il diabete mellito di tipo 2, malattie cardiovascolari, la sindrome dell’ovaio policistico, la gotta e il cancro. La cosa preoccupante è che questo tipo di alimentazione iper-zuccherosa costituisce la dieta base di quasi tutti i bambini/adolescenti a partire già dalla prima colazione per proseguire poi lungo tutto l’arco della giornata con merende e stuzzichini ipercalorici. Purtroppo, questa cosa è molto sottovalutata. Ma sapete cosa succede nel nostro corpo ogni volta che beviamo una lattina di bibita iper-zuccherata, ricca di caffeina e addizionata di ingredienti come l’acesulfame k, il ciclammato di sodio o l’aspartame? Dopo circa 20 minuti dalla sua assunzione, lo zucchero, che quasi sempre corrisponde al 100% della dose quotidiana consigliata, raggiunge il picco nel sangue causando un'impennata di insulina.

A questa condizione il fegato risponde trasformando lo zucchero non utilizzabile in ingrasso. Dopo circa 40 minuti la caffeina è stata completamente assorbita e questo provoca una dilatazione delle pupille e un aumento della pressione, mentre il fegato scarica più zuccheri nel sistema circolatorio. Nel frattempo, nel nostro cervello i recettori dell'adenosina si mettono in funzione per combattere la sonnolenza.

Dopo circa 45 minuti il nostro corpo aumenta la sintetizzazione di dopamina stimolando i centri del piacere del cervello. Passata un’ora, l'acido fosforico si lega al calcio, al magnesio e allo zinco nel nostro intestino. Alte dosi di zucchero aumentano anche le escrezioni urinarie di calcio, ma anche la caffeina ha proprietà diuretiche quindi, è più facile espellere, attraverso le urine, proprio il calcio, il magnesio e lo zinco destinati alle nostre ossa.

Superato il picco di eccitazione, inizierà un crollo della glicemia, con un nuovo desiderio di zuccheri che, se non sarà soddisfatto, ci renderà più irritabili o apatici e tutto questo senza aver apportato nessun nutrimento alle nostre cellule. Tra tutti gli zuccheri chimici, dobbiamo prestare particolare attenzione alla presenza dello “sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio”, meno caro del classico zucchero, più facilmente utilizzabile e trasportabile, in quanto liquido e quindi maggiormente utilizzato a livello industriale.

Questa miscela esplosiva di fruttosio e glucosio è stata introdotta negli anni ‘70 in molte tipologie di cibi e bevande. Il problema di questa miscela è che il fruttosio in essa contenuto ha effetti dannosi sulla glicemia e sulla secrezione di insulina. Di fatto, il fruttosio non presenta rischi quando assunto tramite la frutta, ricca di fibra, antiossidanti, vitamine e minerali, ma quando si trova isolato o processato per farne uno sciroppo, la cosa cambia, perché viene assorbito a una velocità molto elevata, diventando anche una fonte di Acetil-coenziama A un enzima che sintetizza il colesterolo e i trigliceridi. Questo comporta un eccessivo deposito di grassi nel fegato, causando nel tempo la steatosi epatica e non solo. Bocciati anche i dolcificanti come l'aspartame, l'acesulfame, il sucralosio e la saccarina, tutti edulcoranti artificiali sostituti dello zucchero, introdotti in molti cibi e bevande soprattutto “light”. Essi hanno una capacità di stimolare la fame e di conseguenza un aumento di peso.

Sembra incredibile, ma è proprio così! Infatti, i dolcificanti stimolano la produzione di insulina, illudendo il corpo che lo zucchero stia arrivando, ma dato che ciò non succede, il corpo inizierà a pretendere più zuccheri innescando il meccanismo della fame. Insomma, non vi sembra un paradosso mangiare alimenti che non ci sfamano e bere bevande che non ci dissetano?

Allora come sempre vi stimolo a cambiare le vostre abitudini alimentari per trasformare il cibo in un potente strumento di salute. Questa è la giusta stagione per provare ad abituare i vostri figli a sostituire le tanto amate bibite zuccherate e i succhi di frutta industriali con bevande fresche e naturali, non solo buone, ma anche ricche di importanti micronutrienti, tanto amati dalle nostre cellule. Il desiderio di bere qualcosa di dissetante che abbia un sapore diverso dell'acqua si manifesta soprattutto in estate, quando il nostro organismo necessità maggiormente di liquidi e di sali minerali.

Allora, via libera agli estratti di frutta e verdura ricchi di fibra o alle spremute di frutta fresca. Non esiste solo la ben nota spremuta di arance o di pompelmo, ma esistono anche altre gustose alternative dalle proprietà benefiche e salutari. Sono bevande naturali che possono essere preparate in casa, o gustate nei locali specializzati che ne propongono una ampia scelta.

Nella loro preparazione casalinga potete coinvolgere anche i vostri figli, unendo l'utile al dilettevole. Provate a incuriosirli, magari abbinando ogni cibo a un colore, quando, insieme, scegliete il frutto o la verdura con cui realizzerete il vostro estratto o succo di frutta fresco. Ad esempio, il rosso (pomodoro, rapa rossa, fragola, ciliegia, arancia rossa, anguria) racconta di alimenti ricchi di licopene e antocianine, potenti antiossidanti e di vitamina C importante per la sintesi del collagene, protettiva delle ossa, della pelle, dei i denti e favorente l'assorbimento del ferro.

Il giallo-arancione (albicocche, carote, clementine, meloni, peperoni, pompelmo, zucca) ci parla di cibi ricchissimi di betacarotene che il nostro organismo converte in vitamina A, una vitamina antiossidante e di grande supporto al sistema immunitario.

Il blu-viola (frutti di bosco, prugne, melanzane, radicchio, uva nera, fichi) è proprio degli alimenti ricchi di antocianine, micronutrienti che proteggono gli organi dai danni ossidativi.

Il bianco (aglio, cipolla, mele, pere, porri, sedano, cavolfiore) è il colore dei cibi ricchi di fibre e potassio che aiutano a regolare la pressione e la funzionalità muscolare cardiaca.

Il verde (asparagi, bieta, broccoli, cetrioli, cicoria, kiwi, lattuga, spinaci, uva, zucchine e basilico) è ricco di nutrienti come il magnesio e l’acido folico che aiutano a mantenere correttamente il metabolismo energetico, rilassano l'organismo e facilitano la funzionalità dei nostri muscoli, inoltre posseggono sostanze naturali antitumorali come il sulforafano.

Allora via libera a bevande dissetanti! La mia preferita è quella realizzata con limone, e un infuso di foglioline di menta e basilico fresco, lasciati in infusione in acqua bollente a cui, una volta raffreddato, potete aggiungere alcuni pezzetti di anguria. Oppure il succo di Acai frizzante, realizzato con succo fresco di bacche di Acai in acqua minerale leggermente frizzante a cui potete aggiungere del succo di lime mescolando le dosi secondo i propri gusti.

Ottima anche la bevanda al cetriolo e melone e limone o il frullato all'ananas e mela. Molto spesso per riuscire a conciliare responsabilità lavorative e personali mi capita di sostituire il pasto con estratti di frutta e verdura a cui aggiungo del kefir, per arricchirli di proteine e fermenti.

Insomma, le bevande a base di frutta e verdura sono un'eccellente soluzione per purificarsi, per supportare la digestione, per mantenerci in normopeso e per stimolare gli organi emuntori.

Avvicinate i vostri figli a queste sane abitudini alimentari, perché il cibo fresco e salutare contribuirà a mantenerli in salute!

Redazione

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