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Cronaca | 23 luglio 2021, 12:01

Omicidio Amoretti, colpo di scena, il presunto killer Bonturi verrà giudicato in Corte d'Assise: il gup rigetta la richiesta di abbreviato (video)

Il 64enne di Nizza Monferrato comparirà il 22 ottobre per il dibattimento. Il delitto del gioielliere imperiese è avvenuto a Sanremo nell'agosto scorso. Emerge anche il movente: la vittima non ha restituito gioielli di grande valore

Omicidio Amoretti, colpo di scena, il presunto killer Bonturi verrà giudicato in Corte d'Assise: il gup rigetta la richiesta di abbreviato (video)

Colpo di scena stamani in Tribunale a Imperia. Verrà giudicato con il rito ordinario Mario Bonturi, il presunto killer del gioielliere imperiese, Luciano Amoretti, 77 anni, ucciso a martellate a Sanremo la notte tra l'1 e il 2 agosto dello scorso anno nel suo appartamento secondario in corso Garibaldi a Sanremo. 

Nonostante il legale, Gianluca Bona, abbia presentato istanza di abbreviato, il gup Massimiliano Botti, ha ritenuto che ciò non fosse possibile in quanto il delitto seppur non aggravato nel capo di imputazione implica un’aggravante “fattuale” e ciò non permette di accedere al rito alternativo che in caso di condanna prevede uno sconto di un terzo sulla pena finale. Secondo il gup infatti, la condotta dell’imputato implica una contestazione per la quale è prevista la pena dell’ergastolo e di conseguenza, vista la recente riforma, non si può accedere al rito abbreviato. Sostanzialmente Bonturi avrebbe ucciso anche per rapinare la vittima e quindi il fatto risulta essere “aggravato” da questa condotta. 

“A mio avviso, spiega a Imperia News il legalo Bona, la contestazione letterale dei fatti avrebbe permesso di procedere in abbreviato. Le valutazioni del giudice si rispettano e quindi andremo dinanzi la Corte d’Assise”. Il processo inizierà quindi il 22 ottobre e tra le parti civili siederanno le tre figlie della vittima mentre la madre e la moglie non si sono costituite. 

L’imputato, 64enne originario di Nizza Monferrato, ha da subito confessato l’omicidio dell’orafo imperiese avvenuto nel suo appartamento secondario in corso Garibaldi a Sanremo. Oggi ha partecipato all’udienza collegato in videoconferenza dal carcere piemontese in cui si trova detenuto. “Ha avuto dei problemi abbastanza importanti, prosegue il legale Bona, ha subito due operazioni che l’hanno debilitato molto. Abbiamo chiesto infatti, di partecipare con il video collegamento nonostante ci fosse la volontà da parte sua di partecipare al processo per difendersi e per un segno distensivo nei confronti delle altre parti, ma oggi la presenza dal vivo non è stata possibile perché non sta così bene da poter affrontare questo viaggio”. 

Ritornando a quel pomeriggio dell’1 agosto Bonturi giungerà a Sanremo insieme all’amico Giuseppe Diotti, anche lui di Nizza Monferrato, la cui posizione però è stata stralciata e probabilmente archiviata. I due in meno di 48 ore vennero arrestati dalla Squadra mobile, ma poco dopo Dotti, 50enne, venne scarcerato dal gip imperiese in quanto non sussistevano i gravi indizi di colpevolezza. L’uomo era giunto in riviera insieme a Bonturi in auto, ma già dall'interrogatorio di convalida, al seguito del quale per lui vennero disposti i domiciliari, si era detto totalmente estraneo alla vicenda, spiegando al gip di aver accompagnato Bonturi e di essersi fermato a Sanremo mentre l'altro incontrava Amoretti. Durante l'omicidio di Amoretti infatti, si trovava in giro per la città. Per provarlo avrebbe mostrato agli inquirenti un selfie fatto davanti la statua di Mike Bongiorno la stessa sera dell'omicidio. Anche all’esito dell’interrogatorio svoltosi dopo la chiusura delle indagini, Bonturi si assumerà la completa responsabilità dei fatti.

Oggi trapela anche il movente del delitto. Si chiarirà meglio durante il processo, ma Bonturi ha spiegato il motivo per cui quel pomeriggio si è recato a Sanremo e anche i 'contrasti' sorti con la vittima; contrasti poi degenerati in una spirale di violenza. Durante il luglio del 2020 l’imputato avrebbe affidato ad Amoretti dei gioielli appartenenti alla compagna. Un anello, una collana e alcuni bracciali, del valore di decine di migliaia di euro. Amoretti avrebbe dovuto fare da intermediario presso un banco dei pegni a Torino, ma qualcosa è andato storto.

L’emergenza covid ha infatti registrato la chiusura di molte attività e quindi ciò non è stato possibile solo che Bonturi voleva indietro i beni. Dopo circa un mese infatti, si reca a Sanremo proprio per riprenderli, ma di questi preziosi non c’era più traccia. Ne è nata una forte lite poi degenerata nell’omicidio di Amoretti.

Al magistrato l’imputato ha fornito quindi la sua versione dei fatti escludendo che si sia trattato di un gesto premeditato. “Non c’ho visto più. Ho afferrato il martello e ho colpito, senza capire nulla” ha detto al magistrato. La vista del sangue sulle proprie mani l’ha fatti scappare via in pochi minuti dall’abitazione di corso Garibaldi. “Lo giuro signor giudice, non ero partito con l’intenzione di fargli del male, ha continuato Bonturi, Amoretti lo conoscevo da una vita, non volevo, non volevo”. “Si è trattato, conclude l’avvocato Bona, di quello che generalmente può essere chiamato raptus. La volontà di uccidere l’Amoretti è maturata in quei momenti, non c’è stata alcuna premeditazione”.    

Angela Panzera

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