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Attualità | 21 luglio 2021, 15:45

Arrivati in Italia gli otto ragazzi bloccati a Malta per la quarantena, un genitore: "Ci siamo sentiti trascurati dalle nostre istituzioni"

La testimonianza del padre di uno dei ragazzi protagonisti della vicenda, che fra poche ore potrà abbracciare suo figlio, già in Italia e in queste ore diretto dall'aeroporto di Bergamo a Imperia

Arrivati in Italia gli otto ragazzi bloccati a Malta per la quarantena, un genitore: "Ci siamo sentiti trascurati dalle nostre istituzioni"

Sono atterrati un paio d'ore fa all’aeroporto Orio al Serio di Bergamo gli otto imperiesi che sono rimasti bloccati a Malta per effetto di una quarantena covid, dopo che un componente della compagnia di vacanzieri è risultato positivo al tampone  antigenico al coronavirus.

I ragazzi, in vacanza dopo l'esame di maturità sostenuto al liceo 'Vieusseux' di Imperia, sarebbero dovuti rientrare l’otto luglio, e invece hanno rimesso piede in Italia solo oggi, dopo circa due settimane di isolamento un un hotel dell'isola.

Abbiamo raggiunto telefonicamente il padre di uno dei giovani, che ci ha fornito la sua testimonianza su quello che è accaduto: "I ragazzi sono atterrati a Bergamo e stanno arrivando verso Imperia, ma non so se sono stati sottoposti a tampone. Le autorità italiane per ciò che riguarda mio figlio non si sono mosse, loro si sono fatti la quarantena come disposto dalle autorità maltesi: hanno pagato viaggio di ritorno e il vitto ma per fortuna non l'albergo, che è stato garantito dal Governo di Malta senza esborso da parte nostra. L'ambasciata italiana si è comunque dimostrata disponibile, anche se non precisa nelle indicazioni. Nessuno dei ragazzi è stato sottoposto a tampone molecolare mentre si trovavano sull'isola, ma c'è stato solo uno dei compagni che è risultato reattivo a un tampone antigienico e sono stati messi in quarantena fino alla naturale scadenza; si fatto si sono trovati a vivere uno stato di reclusione in un albergo di lusso. Una situazione anomala che mio figli ha anche patito psicologicamente. Abbiamo avuto rassicurazioni dalle istituzioni, ma ci siamo sentiti comunque piuttosto trascurati".

Stefano Michero e Carlo Ramoino

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