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Cronaca | 17 luglio 2021, 10:30

Green pass al ristorante, Calvi (Fipe-Confcommercio) invita alla cautela: "No alle fughe in avanti, le nostre aziende non possono subire un terzo stop" (video)

Sulla possibilità di far accedere ai locali con il certificato il presidente provinciale della Fipe evidenzia che da noi "il piano vaccinale prosegue e i numeri sono buoni. Occorre procedere con quello che veramente è necessario per fermare la pandemia”

Green pass al ristorante, Calvi (Fipe-Confcommercio) invita alla cautela: "No alle fughe in avanti, le nostre aziende non possono subire un terzo stop" (video)

Green pass al ristorante? Il dibattito divide il Governo e cresce quindi l’attesa per il prossimo decreto che potrebbe seguire Francia, Grecia e Portogallo e rendere obbligatorio il certificato vaccinale nei luoghi pubblici e affollati. La scelta di portare sempre con sé la certificazione potrebbe essere operativa entro la fine di luglio, più probabilmente già la prossima settimana. All’interno della maggioranza la discussione è aperta sulla lista delle attività dove sarà indispensabile avere la certificazione per dimostrare di essere vaccinati, o essere guariti o avere un tampone negativo nelle 48 ore precedenti.

Sarà il confronto all’interno della cabina di regia dell’Esecutivo a sciogliere il nodo sull’obbligo di green pass per i ristoranti al chiuso. Sembra però evidente che, di fronte a una risalita di contagi tali da far rischiare le chiusure previste per le zone arancioni o rosse, si sceglierà di far entrare in vigore la regola proprio per garantire alle attività di continuare a lavorare.

Con l’estate avviata e la ripresa del settore turistico-alberghiero e della ristorazione questa decisione potrebbe avere delle ricadute anche economiche sul territorio della provincia di Imperia. Da un lato c’è l’esigenza di arginare i contagi, ma dall’altro gli operatori invocano tutela dopo un anno e mezzo di chiusura e aperture altalenanti i cui effetti pesano ancora.

Enrico Calvi, presidente provinciale di Fipe-Confcommercio, invita alla cautela e ad approcciarsi con serietà alla questione. “La nostra situazione deve essere analizzata bene e con serietà -dice al nostro giornale. Vedo troppe persone che ne parlano; finiti gli Europei siamo passati da essere tutti allenatori di calcio a tutti di nuovo esperti di pandemia. Sarebbe bene che ne parlasse chi con cognizione di causa effettivamente può analizzare bene i numeri italiani che sono diversi da quelli francesi. La nostra regione sta procedendo bene con la vaccinazione, sottolinea, i numeri sono buoni e speriamo possano incrementare sempre di più. Con estrema cautela dobbiamo preservare le aziende e i turisti senza spaventarli a stagione iniziata con notizie che possono essere poco fondate e fuorvianti abbiamo bisogno di procedere con quello che veramente è necessario per fermare la pandemia”.

All’interno del Governo la questione Green pass per bar e ristoranti probabilmente non avrà l’ok, perché ci sono molte divergenze politiche, ma rimane in atto la discussione il confronto sui locali al chiuso. Di fronte a una risalita dei contagi si potrebbe scegliere di far entrare in vigore la regola proprio per garantire alle attività di continuare a lavorare.

“Se il Governo e chi è preposto decideranno che è necessario il covid pass per accedere ai locali si andrà in quella direzione, ma attenzione alle fughe in avanti, evidenzia Calvi. È troppo seria la questione sia economica che sanitaria per continuare a essere ostaggio di voci continue e di fughe in avanti. Dobbiamo analizzare la situazione con serietà; non possiamo permetterci un terzo stop dei nostri locali e della nostra economia. Stiamo ancora aspettando i ristori dell’ultima tornata, si parla di liquidazione lunghi che andranno fino a settembre”. 

Molti operatori guardano con timore e con preoccupazione questa eventuale misura, ma sulla quale pesa la significativa impennata dei casi di contagio da coronavirus registrata nel corso dell'ultima settimana.

“Da una parte dobbiamo essere attenti all’evoluzione della pandemia e a bloccarla con la vaccinazione, spiega Calvi, e dall’altro non possiamo pensare di bloccare al contempo anche le attività per la terza volta. È un lusso che possiamo permetterci. Non dobbiamo guardare cosa fanno gli altri paesi se non sono cose estremamente virtuose anche per noi. Dobbiamo pensare ai nostri numeri, stiamo parlando del più del 70% degli over 50 vaccinati. Il piano vaccinale sta andando avanti. Mettere il Covid pass per prendere un caffè, estremizzo, occorre capire anche come procedere senza a creare stagnazioni all’economia ripartita da poco. Virtuosismo della Francia tra virgolette. Basta andare la sera in Costa azzurra, conclude, nei locali non mi sembra che ci sia il Covid pass, vedo un liberi tutti generalizzato anche lì quindi attenzione”. 

Angela Panzera

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