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Sanità | 07 luglio 2021, 16:51

Covid-19, obbligo di vaccinazione per i sanitari, il Tar deciderà il 6 ottobre: in Liguria sono oltre 400 i professionisti che hanno presentato ricorso

Oggi si è tenuta la prima udienza a Genova. In Asl 1 imperiese circa un centinaio tra medici, infermieri, Oss e personale vario, si sono rivolti alla giustizia amministrativa poichè non reputano giusto prendere parte alla campagna vaccinale

Covid-19, obbligo di vaccinazione per i sanitari, il Tar deciderà il 6 ottobre: in Liguria sono oltre 400 i professionisti che hanno presentato ricorso

Fissata il 6 ottobre l'udienza di merito del Tar per i sanitari liguri 'no vax'. Stamani infatti, si è tenuta la prima udienza dinnanzi al Collegio sul ricorso presentato da 400 persone, tra medici, infermieri, Oss e personale sanitario vario, che lavora nei distretti delle varie Asl provinciali.

Il ricorso, presentato dall'avvocato Daniele Granara, ha lo scopo di sospendere in via cautelativa l’obbligo di vaccinazione così come disposto dal decreto legge varato il primo aprile scorso che, di fatto, che ha reso obbligatoria l'immunizzazione per chi lavora nel settore sanitario. Per chi si rifiuta è stata prevista la ricollocazione nei posti ricopribili nelle garanzie dell'esclusione rischio contagio, ma nei casi più estremi anche alla sospensione e di conseguenza è previsto anche lo stop della retribuzione.

I ricorrenti si augurano che qualora le varie Asl prendano provvedimenti, come cambio di mansione o sospensione dal lavoro, la stessa possa essere messa in stand by fino a quando i giudici decideranno in merito alla questione dell'obbligatorietà del vaccino per i sanitari. 

In provincia di Imperia sono un centinaio i sanitari che si sono rivolti alla giustizia amministrativa. 

"Il ricorso si fonda sulla illegittimità costituzionale, sotto plurimi profili, è riportato nell’atto del legale Granara, di diritto interno e diritto europeo, di un obbligo riferito ad un vaccino di cui non è garantita né la sicurezza né l’efficacia, essendo la comunità scientifica unanime nel ritenere insufficiente, sia dal punto di vista oggettivo sia dal punto di vista temporale, la sperimentazione eseguita”.

L’obbligo di vaccinazione quindi, per i ricorrenti è applicativo “di una disposizione legislativa violativa del diritto europeo, incostituzionale e lesiva del diritto inviolabile di libertà di scelta, di prevenzione e di cura, tanto più a fronte dell’assenza di garanzia di sicurezza ed efficacia(…) È noto che - è riportato sempre nell’atto- il breve tempo di cui si sono potute giovare le case farmaceutiche per gli studi, la predisposizione e la sperimentazione delle soluzioni vaccinali oggi disponibili non ha consentito di raggiungere quelle condizioni di sicurezza ed efficacia dei vaccini medesimi, che devono assistere ad ogni prestazione sanitaria imposta. Diversi studi e le stesse case farmaceutiche produttrici dei sieri vaccinali riconoscono, infatti, da un lato, che non sono ancora note le potenzialità dei vaccini sotto il profilo della loro capacità di impedire la trasmissione del virus, la capacità di impedire la contrazione della malattia e la durata temporale dell’efficacia preventiva, dall’altro, che non sono ancora note le conseguenze, soprattutto a lungo termine, derivanti dalla somministrazione dei vaccini”.

Ad oggi, dall'aprile scorso, sono state 1462 le lettere ricevute dai dipendenti Asl e non Asl nel distretto imperiese. "Solo” 226 hanno cambiato idea decidendo di vaccinarsi. 363 persone invece, non hanno risposto. 615 hanno “giustificato” il diniego e sono in corso le valutazioni da parte dell’azienda sanitaria. 62 professionisti invece, sono da ricontattare mentre Alisa ha individuato altri 44 nominativi ai quali inviare la missiva. In totale, però le lettere spedite dall’Asl 1 imperiese sono 1.506 poiché per 196 persone agli uffici non risulta la ricezione della raccomandata. Resta quindi numeroso il fronte dei 'no vax' imperiese.

 

Redazione

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