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Attualità | 05 luglio 2021, 12:03

Scarto del verde diventa rifiuto speciale: un danno per Taggia e la valle Argentina

Un bel problema che rischia di non interessare soltanto le imprese agricole ma anche tutti gli altri cittadini. Ecco che cosa sta accadendo.

Mario Conio

Mario Conio

Se lo scarto del verde prodotto dalle attività agricole resterà rifiuto speciale, le imprese di Taggia subiranno un grosso danno  economico. C'è preoccupazione in questo comune così come nel resto della valle Argentina per l'applicazione del Dlgs 116 del 2020. 

Le prime avvisaglie le avevamo viste già pochi giorni fa, con l'impossibilità di conferire questo tipo di rifiuto nel centro di conferimento a Taggia (LINK). Il Comune di Taggia ha raccolto le numerose segnalazioni ricevute e si è fatto promotore di una battaglia che da un lato riguarda da vicino le imprese del territorio ma che in senso più ampio rischia di toccare tutti. 

"Lo scarto di verde prodotto da attività agricole non è più assimilato come in passato a quelli che erano rifiuti urbani ma diventa rifiuto speciale con tutto quello che ne comporta. - ha spiegato il sindaco Mario Conio - Per un territorio come il nostro è un elemento di preoccupazione e un elemento di costo ulteriore per queste attività. Come Comune abbiamo un danno sui numeri della raccolta differenziata. Non portando a conferimento questa parte del verde potrebbe esserci una incidenza significativa in negativo".

"Per quanto riguarda le imprese agricole, abbiamo avviato un confronto con associazioni di categoria per comprendere a fondo la reale portata di questa modifica in termini economici. - sottolinea il primo cittadino - E' un tessuto che già non gode di ottima saluta e che si vorrebbe aiutare". 

In più c'è il rischio che questi rifiuti possano essere abbandonati in modo abusivo sul territorio. "Esattamente. E' una norma che sul territorio nostro può creare effetti dannosi importanti. - risponde - Al momento il termine perentorio di legge è stato posticipato a fine luglio e si spera di avere un riallineamento".

Il problema non interesserà solo il comparto agricolo. "Taggia in questi anni ha consolidato buoni risultati sulla differenziata che ci staccano dal 65% (percentuale minima prevista ndr). - dice Mario Conio - Non oso pensare quei comuni che scenderanno sotto soglia che quindi andranno ad applicare l'ecotassa e andrà messa nel piano tari pagata da tutti i cittadini. Trovo questo decreto scellerato. Siamo arrivati a uno strumento di questo tipo dall'oggi al domani senza gli opportuni correttivi. Potenzialmente è molto pericoloso non solo per Taggia ma anche per tante altre realtà del territorio". 

"Abbiamo aperto un confronto con le associazioni di categoria chiedendo supporto legale. Le strutture confederali si stanno muovendo su Roma. Ho sentito anche l'ufficio di Protezione Civile per chiedere un incontro con i dirigenti. Credo che questa debba essere una battaglia di valle per questo ho chiesto di allargarlo anche agli altri comuni. L'obiettivo è di arrivare a livello regionale ad avere una interpretazione corretta e auspico che questo possa aiutare" - conclude il sindaco di Taggia. 

Stefano Michero

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