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Cronaca | 02 luglio 2021, 15:45

Imperia, il 'caso mascherine' in Consiglio comunale finisce in Procura: i Carabinieri relazionano anche al Prefetto

Mercoledì scorso il sindaco Scajola ha cacciato via dall'aula due militari intervenuti per far indossare i dispositivi di protezione. Sarà l'autorità giudiziaria a stabilire eventuali ipotesi di reato

Imperia, il 'caso mascherine' in Consiglio comunale finisce in Procura: i Carabinieri relazionano anche al Prefetto

Come era inevitabile il "caso mascherine" è finito in Procura. I Carabinieri del Comando provinciale di Imperia - dopo quanto accaduto mercoledì scorso in consiglio comunale tra il sindaco Claudio Scajola che ha di fatto cacciato via due militari giunti in Comune per il mancato utilizzo dei dispositivi di sicurezza durante la seduta, hanno relazionato all'autorità giudiziaria imperiese e anche alla Prefettura.

I due Carabinieri erano giunti in Comune su sollecitazione della consigliera del Movimento 5 stelle, Maria Nella Ponte, che per due volte - sia informalmente che durante il proprio intervento registrato- aveva invitato il presidente del Consiglio Comunale, Pino Camiolo, a far indossare le mascherine. Camiolo, però, dopo essersi confrontato con il sindaco Scajola ha risposto che essendoci le paratie di plexiglass, tra un posto a sedere e l'altro, non era necessario. Risposta questa che non è stata ritenuta soddisfacente dalla consigliera pentastellata ed è per questo che ha deciso di richiedere l'intervento dei Carabinieri. 

Sul contenuto dell'atto vige il massimo riserbo, ma - come avviene per ogni circostanza - l'Arma ha relazionato sui fatti. Sarà, poi la Procura a valutare se ci siano o meno delle ipotesi di reato. 

Resta ancora da chiarire se i partecipanti al civico consesso, tra assessori e consiglieri comunali, che non indossavano la mascherina siano sanzionabili o meno per la violazione della normativa "anti-covid" visto che la seduta si è svolta in luogo al chiuso. La legge prevede che nei luoghi al chiuso la mascherina vada indossata sempre. Ieri sera, il sindaco Scajola in un lungo post sulla propria pagina social ha, però dichiarato  che "il Responsabile per la sicurezza del comune di Imperia ha inviato una nota con la quale conferma la correttezza del comportamento tenuto. La Sala Consiliare di Imperia ha adottato tutta una serie di dispositivi di sicurezza (i plexiglass divisori tra i banchi, i sistemi di areazione permanente, le distanze frontali superiori ai due metri), che permettono ai relatori di non indossarla, come avviene da protocollo nei congressi. Senza dimenticare che stiamo parlando di una sala davvero molto ampia, più di 200 metri quadrati e alta oltre 10 metri. Non certo uno stanzino privo di volumi d'aria".

Per Scajola, in buona sostanza, si poteva stare anche senza mascherina. Il sindaco inoltre, ha evidenziato come i due militari non potevano interrompere la seduta del consiglio comunale. "Non potete entrare, state scherzando?, ha detto arrabbiato il sindaco. "Non potete entrare in una sede pubblica, politica, non potete entrare e interrompere una riunione. Lei non può entrare in una sala consiliare, via, fuori, io vi ordino di uscire da questa sala, io vi ordino di uscire da questa sala”, ha detto Scajola, alzando più volte la voce. "È successo qualcosa di assoluta gravità, ha scritto Scajola sulla propria pagina social ribadendo quanto riferito già quella sera durante il consiglio comunale. "Il Consiglio Comunale, massimo organo democratico cittadino, è stato interrotto da un intervento della forza pubblica, che non può farlo, salvo richiesta espressa del presidente del Consiglio. Ho pertanto chiesto ai carabinieri di lasciare l'aula e, al loro rifiuto, ho dato l'ordine di uscire, in qualità di ufficiale di governo. Ho agito nel rispetto della legge, e non al di sopra, a tutela dell'Istituzione". 

Resta anche da chiarire il motivo del diniego avanzato dai tre agenti della polizia municipale presenti in Comune. "Un conflitto di interessi" è stato riferito alla consigliera Ponte, ma quale sarebbe questo conflitto di interessi? Ciò resta sconosciuto. Non si esclude infatti, che la Procura voglia approfondire anche questa circostanza. 

 

Angela Panzera

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