/ Cronaca

Cronaca | 19 giugno 2021, 15:56

Ventimiglia: in 300 nella Cattedrale per dare l'ultimo saluto a Sharon Micheletti uccisa domenica scorsa (Foto e Video)

All'ingresso non è mancata qualche invettiva contro l'assassino di Sharon, Antonio Vicari: "Bastardo!" si sente chiaramente da una voce maschile, sembra il marito della donna uccisa. Poi inizia la cerimonia funebre.

Ventimiglia: in 300 nella Cattedrale per dare l'ultimo saluto a Sharon Micheletti uccisa domenica scorsa (Foto e Video)

Centinaia di persone, tra amici e parenti ma anche gente comune, oggi pomeriggio per l’ultimo saluto a Sharon Micheletti, la giovane donna uccisa domenica scorsa alle Gianchette di Ventimiglia dall’ex compagno, Antonio Vicari, con tre colpi di pistola mente era in auto.

La piazza di fronte alla Cattedrale di Ventimiglia alta e la stessa chiesa hanno accolto tante persone che hanno voluto essere vicino alla madre e alla famiglia di Sharon in un momento così difficile. Difficile trattenere le lacrime, sentendo le urla strazianti della madre, Anna, distrutta dal dolore di aver perso una figlia e del marito. Entrambi sono stati colti da malore all'ingresso della chiesa.

All'ingresso non è mancata qualche invettiva contro l'assassino di Sharon, Antonio Vicari: "Bastardo!" si sente chiaramente da una voce maschile, sembra il marito della donna uccisa. Poi inizia la cerimonia funebre. La Messa è celebrata dal Vicario don Antonio Arnaldi con don Gianluca Salacca, che ha così introdotto l’Omelia: “E’ un momento nel quale abbiamo bisogno di sentirci vicini. La prova è grande, vicini perché vogliamo essere una comunità che vive nell'amore. Porto i saluto del Vescovo che ha raccomandato di dire che la chiesa di Ventimiglia prega per Sharon e per tutte le donne che hanno avuto la stessa sorte”.

“Pace a te Sharon – è scritto nei saluti del Vescovo – e dopo tante parole fatte di notizie e pensieri oggi vogliamo lasciare spazio alla preghiera per te, Sharon, perché tu possa trovare la carezza del Padre misericordioso. Lo sguardo che è carezza di Dio, che è amore vero di Dio, oggi lo preghiamo perché ti possa accogliere. Non deve succedere che un numero così elevato di donne sia ostaggio di uomini senza senso che si sentono padroni e che continuano a usare violenza a livello psicologico, verbale e sessuale su donne stanche. Come esprimeva uno slogan del 16 giugno durante manifestazione in ricordo di Sharon: Siamo il grido di donne che non hanno più voce e il femminicidio non è il nostro destino. Anche Papa Francesco ha detto che ogni violenza inferta alla donna è una profanazione di Dio che è nato da donna è da lei proviene la salvezza del mondo”.

Don Antonio ha poi proseguito: “Oggi dobbiamo uscire dalla chiesa con un impegno: la donna è unica, bellezza e creatura di Dio e non possiamo infierire contro di lei, sarebbe come bestemmiare Dio. Il pensiero va al più piccolo Ryan: gli occhi di tua madre ti hanno visto nascere, gli occhi di tua madre ti vedranno crescere”.

All'uscita dalla Chiesa i presenti hanno applaudito mentre in cielo sono stati liberati palloncini bianchi e rossi. Sharon lascia il figlioletto di tre anni e un vuoto enorme tra chi la conosceva. A una settimana dal tragico episodio delle Gianchette sono ancora in tanti a interrogarsi su come sia potuto accade e se poteva essere evitato. Spesso si evidenzia l’importanza della denuncia, da parte delle donne, su episodi di stalking e violenza. E Sharon aveva denunciato ma, purtroppo, non si è intervenuti in tempo contro la mano che l’ha uccisa.

Su questo ci si deve interrogare, anche se oggi è solo il giorno del silenzio e del raccoglimento per ricordare Sharon, ma anche un giorno per non dimenticare i tanti, troppi episodi come quello di domenica scorsa, che accadono nel nostro paese.

Diego Lombardi - Carlo Alessi

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium