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Attualità | 19 giugno 2021, 09:58

Quel palazzo di Bordighera Alta: con Giancarlo Pignatta un po’ di storia sull'edificio pubblico dell’antica 'Burdigheta'

"Torniamo a chiedere che questa preziosa struttura venga preservata all’uso pubblico, possibilmente a beneficio della collettività"

Quel palazzo di Bordighera Alta: con Giancarlo Pignatta un po’ di storia sull'edificio pubblico dell’antica 'Burdigheta'

"Le notizie le estrapoliamo dal volume 'Bordighera ieri' che la professoressa Anna Maria Ceriolo Verrando ha presentato nel 1971, in occasione dei 500 anni dalla fondazione di Bordighera. Secondo le sue ricerche il palazzo in questione è stato nei secoli il più importante edificio pubblico dell’antica 'Burdigheta'. Nel periodo che Bordighera soggiaceva (in quanto 'villa') ai Ventimigliusi (dal 1470 al 1683) il palazzo ospitava già le riunioni degli amministratori locali. Nel 1683 Bordighera riuscì ad emanciparsi amministrativamente da Ventimiglia decidendo di far assurgere l’edificio a Casa Comunale della 'Magnifica Comunità di Bordighera così come magnificamente amavano etichettarsi tutti gli Otto Luoghi".

Interviene in questo modo Giancarlo Pignatta, per tornare a parlare del palazzo di Piazza del Popolo, nella città alta di Bordighera. "Ritengo utile far conoscere brevemente la storia di questo edificio che affonda le radici nei secoli passati. Subito dopo, nel 1686, diventato Comune autonomo Bordighera aderì alla Magnifica Comunità assieme agli altri sette luoghi: Camporosso, Vallecrosia, San Biagio, Soldano, Vallebona, Borghetto e Sasso. Proprio in questa 'Casa Comunale' teneva le sue sedute e deliberava il 'Magnifico Consiglio' composto da 32 membri, con al vertice due Consoli e quattro Agenti, coadiuvati da Magistrati o Deputati straordinari. Inoltre vi si riuniva a turno il 'Magnifico parlamento' degli Otto Luoghi forte di 24 rappresentanti. C’era fermento a quei tempi, poichè essendo l’unico paese costiero e, quindi, scalo marittimo,   la nostra Bordighera ospitava i traffici commerciali di tutta la Magnifica Comunità. Tutto questo per oltre un secolo, fino a quando nel 1797 l’intera Liguria passò dalla Repubblica di Genova a quella Ligustica. Nell’800 l’edificio ha continuato ad ospitare la 'Casa Comunale' e, dal 1815 sotto il Regno di Sardegna e poi, a partire dal 1861, sotto il neonato Regno d’Italia. Ha ospitato anche altri Uffici Pubblici: a partire dal 1798 vi ha trovato la sua sede il Giudice di Pace che sovrintendeva a tutti gli altri Comuni viciniori".

"Nel ventesimo secolo il Comune veniva trasferito nel Palazzo Garnier lasciando il posto ad altri uffici pubblici come la stazione semaforica della Marina Militare, il Commissariato estivo di Pubblica sicurezza ed una stazione della Guardia di Finanza. Che sia stato un palazzo nobiliare lo denota il fastoso scalone barocco ed il grande salone per molti anni sede dell’Ufficio Tecnico Comunale. Già l’Amministrazione Bosio nel 2012 cercò di barattare l’antico, nobile edificio con la ristrutturazione del Palazzo del Parco, mentre l’attuale Amministrazione vorrebbe barattarlo con una pista ciclabile che dovrebbero costruite in Corso Europa".

"Torniamo a chiedere - termina Pignatta - che questa preziosa struttura venga preservata all’uso pubblico, possibilmente a beneficio della collettività, ricordando che una Amministrazione Comunale ed un Sindaco sono tali 'Pro-Tempore' e le decisioni che prendono, in particolare quelle che incidono così profondamente nel sentore intimo della popolazione, devono essere monitorate con sensibilità ed il dovuto rispetto".

Redazione

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