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Politica | 12 giugno 2021, 20:21

A Imperia sentinelle in piedi contro il ddl Zan: "No all'omofobia per legge" (foto e video)

I partecipanti, una quindicina tra cui il consigliere comunale di 'Area Aperta' Orlando Baldassarre, si sono dati appuntamento in piazza Nino Bixio alla spianata

A Imperia sentinelle in piedi contro il ddl Zan: "No all'omofobia per legge" (foto e video)

Flash mob a Imperia delle 'Sentinelle in piedi' che questo pomeriggio hanno manifestato in silenzio contro il disegno di legge Zan contro l'omotransfobia.



I partecipanti, una quindicina tra cui il consigliere comunale di 'Area Aperta' Orlando Baldassarre, si sono dati appuntamento in piazza Nino Bixio alla spianata.

“Dopo diversi mesi torniamo in piazza per dire ancora NO al disegno di legge Zan sulla cosiddetta ‘omo-lesbo-bi-transfobia’ – spiegano nel comunicato -, per difendere la libertà d’espressione da una legge che potrà potenzialmente rendere ‘omofobo per legge’ chiunque non si allinei al mainstream. Il ddl Zan non serve a impedire violenze o ingiuste discriminazioni, per questo c’è già il nostro codice penale, con aggravanti già più volte efficacemente applicate in caso di aggressioni alle persone che il ddl sostiene di voler tutelare.

Il testo, piuttosto, ha lo scopo di imporre una visione dell’uomo con una identità sessuale fluida, più confuso e quindi manovrabile. Sarà potenzialmente accusabile di ‘discriminazione omotransfobica’ chiunque non sposi il pensiero delle realtà cosiddette Lgbt, che per altro pretendendo di parlare a nome di tutte le persone che provano attrazione per lo stesso sesso, discriminando così quelle che sono contrarie a questo testo. L’ideologia gender (ovvero lo scollamento tra sesso biologico e genere ‘percepito’) si imporrà ancor di più nelle scuole fin dalla materna con l’istituzione della giornata sulla cosiddetta omotransfobia, appaltata naturalmente all’associazionismo LGBT.

Siamo di fronte ad un testo funzionale alla repressione del dissenso: si punirà (e si ‘rieducherà’ come prevede il testo stesso) chi si esprimerà in modo ‘non allineato’ sui temi della famiglia, del matrimonio e dell’identità umana. E non basterà l’art. 4 a garantire la libertà di espressione in quanto resta la discrezionalità del giudice e il rischio, comunque, di procedimenti giudiziari onerosi ancorché si risolvessero con l’assoluzione.

Vediamo inoltre che lo Stato e le entità sovranazionali, sempre più in mano alla grande finanza e alla tecnocrazia, pretendono di definire quali sono i diritti ‘concessi’ ai cittadini e quali negati, quali attività sono essenziali e quali no, che cosa si può dire e che cosa no, che cosa si può fare e che cosa no. Il dissenso viene ridicolizzato, screditato, silenziato e poi patologizzato: etichettare le persone come ‘omofobe’ ha lo stesso senso delle etichette con cui viene bollato chi in questo momento non condivide in pieno le politiche di gestione della pandemia. Il metodo è simile perché la matrice è la stessa.

Non è quindi solo una questione di libertà: questo testo impedirà di esprimere pubblicamente la verità sull’uomo, ovvero che nasciamo maschio e femmina e che nessuna legge potrà cambiare questa realtà. La persona umana non può essere ridotta al suo orientamento sessuale o alle sue percezioni. Ciascuno di noi è innanzitutto una creatura con dignità infinita, chiamata a compiere il suo destino buono. Ecco quindi perché scendiamo in piazza.

Scegliamo lo spazio pubblico reale e non solo quello virtuale per affermare il nostro essere cittadini liberi e protagonisti.
Saremo in silenzio per un’ora, con un libro in mano, per contrastare il mare di menzogne che ci vengono propagate ventiquattro ore al giorno. Noi ci prendiamo il tempo per la verità.
Saremo come sempre ad un metro di distanza non per il cosiddetto distanziamento sociale, ma perché ciascuno di noi veglia in quello spazio di piazza, nello stesso modo in cui è sentinella nella sua vita. Insieme perché solo una rete di relazioni vere può contrastare un sistema che ci vuole controllati, distanziati, soli e manovrati.
Saremo insieme ma senza insegne di partiti, associazioni o religioni perché la battaglia in corso è una battaglia di tutti gli uomini e le donne liberi.
Saremo in piazza anche per chi ci contesta non ha capito la portata epocale di questa battaglia”.

Francesco Li Noce

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